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Un ago conficcato nel cuore e molteplici aghi nel corpo: scoperta choc in un uomo con deficit cognitivi



Un uomo cinese di 35 anni si è rivolto al pronto soccorso dell’Ospedale Provinciale del Popolo di Hunan per un dolore intenso durante la minzione e una significativa perdita di sangue nelle urine. Era noto sin dall’infanzia per un deficit cognitivo, ma nulla lasciava prevedere quanto i medici avrebbero scoperto.



Inizialmente gli specialisti ipotizzarono un problema alle vie urinarie, motivo comune per sintomi di questo tipo. Tuttavia, le radiografie e una TAC hanno rivelato una realtà ben diversa e più allarmante: numerosi aghi metallici erano infilzati in vari tessuti e organi del corpo del paziente, una situazione che si è dimostrata particolarmente grave. Tra questi, uno degli aghi, lungo quasi quattro centimetri, si trovava conficcato nel ventricolo sinistro del cuore, causando già dei danni evidenti, seppur senza manifestare sintomi cardiaci evidenti al momento.

La scoperta ha sorpreso non poco i medici, che durante la raccolta di informazioni sia dal paziente che dalla famiglia non sono riusciti a ottenere spiegazioni sull’origine di questi corpi estranei. Gli esperti hanno ipotizzato si trattasse di un caso di autolesionismo, riconducibile a un comportamento definito “self-embedding” o auto-inserimento di oggetti nel corpo. Si tratta di una forma estrema e poco comune di autolesionismo, spesso associata a disturbi psichiatrici come depressione, ansia o disturbi del comportamento alimentare. Di norma si verifica in pazienti giovani, di solito adolescenti, che si infliggono tali danni senza intenzione suicidaria.

Questo non era il primo episodio simile nella vita del paziente: emerge che un paio d’anni prima era già stato ricoverato per la rimozione di due oggetti aghiformi dallo stomaco. In quest’ultimo evento clinico, il team di medici e ricercatori del Dipartimento di Medicina Ecografica del Primo Ospedale Affiliato dell’Università Normale di Hunan ha coordinato il caso con il supporto del reparto di Chirurgia Cardiovascolare.

Le indagini approfondite attraverso imaging multimodale hanno mostrato oggetti metallici isolati in più sedi: dalla vescica ai muscoli e ossa dell’anca, dalla parete addominale al pene, fino al cuore. Oltre all’ago nel ventricolo, preoccupante era anche la presenza di un ago nel lume della vescica, che stava causando incrostazioni simili a calcoli, rischiando di provocare infezioni gravi o altre complicazioni urinarie.

Vista la situazione, la priorità dei medici è stata la rimozione dell’ago conficcato nel cuore. L’intervento chirurgico è stato complesso: è stata eseguita una sternotomia mediana, un’apertura chirurgica dello sterno, sotto la guida di un’ecocardiografia transesofagea intraoperatoria. Il corpo estraneo, metallico e in parte corrososi, è stato estratto dalla parete anteriore del ventricolo sinistro senza complicazioni immediate.

Nei giorni seguenti all’operazione, però, i medici hanno osservato una protrusione sul ventricolo sinistro e la sospetta formazione di un trombo, complicazioni dovute sia all’irritazione miocardica causata dal corpo estraneo che allo stress chirurgico. Questo ha portato a una diminuzione della funzione sistolica del cuore, misurata con una frazione di eiezione del 45%. Le altre sedi con aghi sono state trattate successivamente, con un approccio meno urgente.

Dopo nove giorni di ricovero, il paziente è stato dimesso in condizioni stabili e ha continuato a essere monitorato durante un follow-up che si è protratto per nove mesi, senza complicazioni gravi a lungo termine.

I medici sottolineano come questo tipo di autolesionismo in pazienti con deficit cognitivi sia spesso difficile da diagnosticare senza un alto grado di sospetto clinico, specialmente se l’anamnesi è complicata o poco affidabile. L’uso di tecnologie avanzate nell’imaging è quindi cruciale per individuare situazioni di questo genere, che rimangono rare ma potenzialmente letali.

Un caso del genere si inserisce in un arco temporale che, dalle prime segnalazioni degli anni Sessanta, conta circa una trentina di episodi documentati di presenze di aghi metallici nel cuore. La storia clinica di questo paziente è stata descritta in modo dettagliato nello studio pubblicato su BMC Cardiovascular Disorders, firmato da Xiangdang Long, Yingxin Ren e colleghi.

L’intervento e il monitoraggio continuo hanno permesso di salvare la vita a un uomo che, tra dolore e confusione, custodiva un pericolo nascosto dentro il proprio corpo, testimone di una condizione psicofisica complessa e poco comune.

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