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Reggio Emilia, la risorsa che ha preso a bastonate i passanti ha smesso per sempre di fare danni. L’han trovato senza vita in cella



A Reggio Emilia una vicenda drammatica si è conclusa con un epilogo tragico. Mena Istafanous, 26 anni, autore di un’aggressione violenta avvenuta domenica 27 settembre, è stato trovato impiccato nella sua cella ieri sera poco dopo le 20, nel carcere di via Settembrini.



L’uomo era stato arrestato dopo aver ferito tre persone in circostanze particolarmente gravi. Tutto era iniziato in un distributore di benzina situato in via Martiri di Cervarolo, nel quartiere Buco del Signore, dove Istafanous aveva aggredito una donna con un cacciavite. Pochi istanti dopo, nel tentativo di fermarlo, gli erano venuti incontro altri due passanti che sono stati investiti dal giovane.

L’arresto è arrivato in meno di un’ora. Le forze dell’ordine avevano prontamente contenuto la situazione, ponendo fine a quella che era diventata una scena di violenza improvvisa e inaspettata. La vittima di una delle persone aggredite ha parlato della vicenda definendola “una tragedia nella tragedia”, a sottolineare il peso drammatico di quanto successo sia nel momento dell’aggressione sia nella sua tragica conclusione.

Istafanous era seguito dal Centro di salute mentale; era una persona che riceveva assistenza e sostegno, e questo dettaglio ha aggiunto un ulteriore livello di complessità alla vicenda. Alla luce di questo, la notizia della sua morte ha suscitato un intenso dibattito e l’apertura di un’inchiesta interna nel carcere.

Il giovane si trovava in una sezione comune della struttura penitenziaria, dotata di circa 25 celle, e godeva di un trattamento ordinario, senza particolari restrizioni detentive. L’ora d’aria gli era concessa regolarmente. Al momento del ritrovamento, era nella sua cella da solo. L’agente di sorveglianza, durante il controllo alle 20, lo ha trovato impiccato.

Ora si cerca di comprendere come un evento simile sia potuto accadere in un contesto di controllo e monitoraggio continuo come quello carcerario. La direzione del carcere ha annunciato l’avvio di una verifica interna per stabilire le condizioni di detenzione e le eventuali responsabilità legate a questo caso.

Intanto, resta vivo il ricordo della notte in cui la città è stata scossa dalla violenza improvvisa di Istafanous, un gesto che aveva lasciato dietro di sé feriti, paura e molte domande senza risposta. La morte del giovane in carcere aggiunge un ulteriore capitolo a questa vicenda, aprendo nuove riflessioni su salute mentale, sicurezza e gestione dei detenuti all’interno delle strutture penitenziarie.

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