Domenica 4 ottobre, Rai 3 dedica la seconda serata di Un Giorno in Pretura a uno dei casi più controversi degli ultimi anni, quello di Giulio Regeni. Il documentario televisivo, intitolato “Giulio Regeni Il colpo di grazia”, verrà trasmesso a partire dalle 23:20 subito dopo il programma PresaDiretta.
La storica conduttrice Roberta Petrelluzzi, che guida la trasmissione sin dal 1985, torna per accompagnare il pubblico in un viaggio dentro un procedimento giudiziario complesso e delicato. Insieme a lei, come di consueto, ci saranno gli analisti Tommi Liberti e Antonella Nafra, che contribuiscono a far luce sugli aspetti più intricati di ciascun caso.
Il format della trasmissione resta fedele alle sue radici: ogni puntata rivisita con materiali d’archivio inediti e le testimonianze dei protagonisti un processo giudiziario che ha segnato la cronaca degli ultimi anni. In questo episodio, l’attenzione è tutta puntata sul ricercatore italiano di origine friulana, scomparso in circostanze misteriose a Il Cairo.
Giulio Regeni, giovane dottorando iscritto all’Università di Cambridge, fu visto l’ultima volta il 25 gennaio 2016, il giorno in cui in Egitto si celebrava il quinto anniversario delle rivolte di piazza Tahrir. Per diversi giorni si perdono le sue tracce fino al 3 febbraio, quando il suo corpo senza vita viene ritrovato vicino a una prigione controllata dai servizi segreti egiziani. Il ritrovamento riporta alla luce una realtà crudele: il cadavere presenta evidenti segni di tortura e violenza.
La puntata ripercorre nel dettaglio una vicenda giudiziaria che si protrae da oltre dieci anni, tra momenti di forte tensione e sviluppi giudiziari complessi. Nel processo, alcuni agenti dei servizi segreti egiziani sono stati accusati di essere responsabili della morte di Regeni.
Nel corso del procedimento, il procuratore capo di Roma ha formulato richieste di condanna molto severe: all’ergastolo per alcuni imputati e pene fino a 17 anni di reclusione per altri. Il 28 settembre scorso, invece, i giudici hanno pronunciato una sentenza che ha condannato tre accusati a dieci anni per sequestro aggravato, mentre un quarto è stato assolto.
Le difese degli agenti condannati hanno già annunciato la volontà di ricorrere contro la sentenza, mantenendo aperte le strade del procedimento legale che ha acceso un dibattito politico e pubblico durato anni.
La serata di Rai 3 offre così un’occasione per ripercorrere non solo i fatti, ma anche le fasi di un processo che, in più di un decennio, ha fatto emergere diverse verità sulla tragica fine di un giovane ricercatore italiano, ancora al centro dell’attenzione internazionale.



Add comment