La commedia sentimentale diretta da Cosimo Gomez racconta l’incontro insolito tra un giovane che indossa un costume da cane e una studentessa universitaria fuori sede
Diretto da Cosimo Gomez e proposto in televisione da Rai 5, il film italiano Io e Spotty è uscito nel 2022. La commedia sentimentale ha come protagonisti Filippo Scotti e Michela De Rossi, due giovani impegnati.

Matteo ed Eva non coincidono con l’immagine rassicurante che cercano di mostrare alle persone che li circondano. L’incontro casuale permette a entrambi di mostrare una profonda fragilità che, nei rispettivi ambienti di vita, tendono a nascondere attraverso il silenzio o ricorrendo alle bugie. La regia del lungometraggio è firmata da Cosimo Gomez, il quale ha curato anche la sceneggiatura insieme a Luca Infascelli. La produzione è stata realizzata da Mompracem in collaborazione con Rai Cinema, contando sulla presenza di Carlo Macchitella, Antonio Manetti e Marco Manetti tra i produttori ufficiali.
La distribuzione nelle sale cinematografiche italiane è avvenuta a opera di Adler Entertainment a partire dal 7 luglio del 2022, dopo che la pellicola era stata presentata in anteprima al Taormina Film Fest, dove aveva ottenuto il prestigioso premio della giuria popolare.
Per quanto riguarda i reparti tecnici che hanno lavorato al progetto, la direzione della fotografia è stata affidata a Francesca Amitrano, mentre il montaggio porta la firma di Federico Maria Maneschi. Le musiche originali che accompagnano le scene del film sono state composte da Pivio e Aldo De Scalzi. Il cast principale comprende Filippo Scotti nel ruolo di Matteo e Michela De Rossi nella parte di Eva. Insieme a loro recitano Paola Minaccioni, che veste i panni di Daniela ovvero la madre di Eva, e Violetta Zironi nel ruolo di Sissi.

Completano la squadra di interpreti Alessia Giuliani come dottoressa Casani, Laura Dondoli nel ruolo di Sandra, Rosa Canova nella parte di Viola e Gelsomina Pascucci come Monica. Chiudono l’elenco degli attori Mario Russo nel ruolo di Nicola, Francesco Turbanti nella parte di Riccardo e Giacomo Tamburini che interpreta Vito. Dal punto di vista geografico, il lungometraggio risulta interamente ambientato e girato nell’area urbana e territoriale di Bologna.
Le location scelte per la lavorazione comprendono inoltre i comuni di Casalecchio di Reno e San Lazzaro di Savena. La presenza costante di luoghi reali situati in Emilia-Romagna fa da sfondo a una storia che appartiene profondamente alla dimensione di una città universitaria, caratterizzata da lavori precari, appartamenti condivisi e percorsi di studio spesso interrotti a causa di gravi difficoltà personali. Il regista Cosimo Gomez sceglie di mostrare una Bologna prevalentemente notturna e periferica.
Questo specifico ambiente urbano non ha la funzione di comporre un itinerario turistico accattivante, quanto piuttosto di restituire visivamente la distanza esistente tra la vita sociale che circonda i protagonisti e il loro isolamento interiore. Gli spazi interni assumono un peso narrativo particolare nel corso della vicenda: la casa di Matteo rappresenta infatti il luogo esclusivo nel quale il costume da cane rende possibile una libertà espressiva che fuori dalle mura domestiche appare irraggiungibile per il ragazzo.

Entrando nel dettaglio della trama, Matteo lavora nel settore dell’animazione e possiede un talento creativo che però non si traduce in una facile gestione dei rapporti interpersonali. Nella vita di tutti i giorni si mostra taciturno, diffidente e spesso scontroso con il prossimo. Quando rientra nella propria abitazione, indossa un grande costume da animale e si trasforma completamente in Spotty: in questa veste gioca, si muove a quattro zampe e adotta comportamenti specifici che gli consentono di sottrarsi a tutte le aspettative sociali legate alla propria identità di uomo adulto.
Eva deve invece affrontare una tipologia di blocco personale completamente diversa. I frequenti attacchi di panico le impediscono materialmente di sostenere gli esami universitari, mentre alla madre continua a raccontare una carriera accademica molto più serena e regolare rispetto a quella reale. Avendo urgente bisogno di denaro per mantenersi, la giovane cerca un impiego stabile. L’annuncio pubblicato da Matteo, che si dichiara alla ricerca di una persona per la cura del proprio cane, sembra offrirle una soluzione semplice e immediata.
Al primo appuntamento con il committente, la ragazza scopre con grande sorpresa che Spotty non è affatto un animale domestico in carne e ossa. Questa bizzarra scoperta provoca inizialmente in lei una forte reazione di paura e totale incomprensione, poiché la richiesta avanzata dal ragazzo non assomiglia minimamente al lavoro di dogsitter che aveva immaginato di svolgere. Tuttavia, superato il primo momento di smarrimento, Eva comincia progressivamente a comprendere che quel travestimento così insolito rappresenta per Matteo un rifugio sicuro e una sincera forma di espressione personale.
Attraverso giochi, passeggiate all’aperto e momenti di condivisione domestica, tra i due nasce una familiarità del tutto inattesa. Prendersi cura di Spotty permette alla studentessa di distogliere temporaneamente l’attenzione dalla pressione opprimente dei propri fallimenti personali, inserendosi in un rapporto nel quale sente di essere realmente necessaria. Matteo, dal canto suo, accetta per la prima volta la presenza di un’altra persona all’interno del proprio spazio privato. Il fragile equilibrio che si crea tra loro dipende interamente dalla fiducia reciproca e dalla concreta possibilità di non subire giudizi immediati.
La progressiva crescita di questa vicinanza emotiva non riesce però a cancellare le difficoltà concrete che arrivano dal mondo esterno. Le persone che fanno parte della vita di Eva iniziano a interrogarsi sulle sue scelte quotidiane, mentre le bugie raccontate sul conto dei suoi studi universitari diventano progressivamente sempre più pesanti da sostenere. Il legame che si è instaurato con Matteo deve inevitabilmente misurarsi con la realtà dei fatti: il lavoro, le relazioni familiari e le responsabilità sociali non possono rimanere indefinitamente chiusi fuori dalla porta di casa.
La dimensione fortemente sentimentale del film prende vita proprio da questa difficile accettazione reciproca tra i due protagonisti. Il costume di Spotty consente il loro primo incontro surreale, ma la storia narrata riguarda fondamentalmente due persone reali e la loro straordinaria capacità di riconoscersi reciprocamente al di là di un comportamento eccentrico. La regia sceglie di alternare sapientemente i toni surreali della premessa narrativa a una rappresentazione molto più quotidiana e terrena della solitudine, evitando accuratamente di ridurre l’intera esperienza vissuta dai protagonisti a un semplice equivoco di natura comica.




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