Il velivolo era impegnato nell’operazione Eufor Althea. Nello schianto a Brčko hanno perso la vita i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci. Undici i feriti ricoverati tra Brčko e Tuzla.
Quattro militari italiani hanno perso la vita nel pomeriggio di ieri, giovedì 29 ottobre 2026, in seguito allo schianto drammatico di un elicottero CH-47 avvenuto nel territorio della Bosnia ed Erzegovina. Il velivolo pesante era partito nei giorni precedenti dalla base aeronautica di Viterbo per una missione di addestramento programmata nell’ambito dell’operazione internazionale Eufor Althea. Dopo uno scalo tecnico effettuato presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare, la squadra aveva raggiunto la destinazione balcanica senza registrare alcuna criticità apparente.
Tuttavia, durante le fasi di rientro verso la base, qualcosa è andato storto improvvisamente. L’apparecchio si è schiantato con violenza in un’area completamente disabitata situata nel nord-ovest del paese, precisamente nella zona di Brčko, provocando un bilancio pesantissimo per tutte le Forze Armate nazionali e per la comunità della Difesa italiana.
Stando alle prime testimonianze dirette raccolte dai media locali sul posto, il velivolo avrebbe volato a bassa quota e in modo visibilmente irregolare prima del violento impatto al suolo. L’ambasciatrice italiana a Sarajevo, Sarah Eti Castellani, ha confermato ufficialmente che l’elicottero è precipitato subito dopo le manovre di decollo, sebbene la dinamica tecnica esatta resti al momento al vaglio rigoroso degli inquirenti locali e dei reparti investigativi. A bordo del mezzo si trovavano complessivamente quindici persone, tutte appartenenti al contingente militare italiano.
Il bilancio dello scontro registra quattro vittime sul colpo e undici feriti, nessuno dei quali, per fortuna, risulterebbe in pericolo di vita secondo le prime valutazioni cliniche. I superstiti sono stati trasferiti tempestivamente negli ospedali della zona, distribuiti tra le strutture di Brčko e di Tuzla. Per garantire un supporto sanitario adeguato e continuativo, un’equipe specializzata di medici militari è partita dall’Italia ed è in viaggio verso la regione balcanica per assistere i feriti.
Tra le vittime di questo grave incidente figurano due membri esperti dell’aviazione dell’esercito e due operatori dedicati del corpo militare volontario della Croce Rossa. I sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi prestavano servizio attivo al Comando aviazione dell’Esercito di Viterbo, inquadrati operativamente nel primo reggimento Antares del Centro Addestrativo. Ruggia, originario di Salerno, aveva trent’anni e viveva nella città laziale da circa otto anni, coltivando la passione per lo sport.
Marchesi, trentacinque anni, proveniva invece da Orvieto ed era ricordato dai colleghi più stretti come un professionista impeccabile, un lavoratore straordinario e una persona dotata di grande umanità. Insieme a loro viaggiava il personale sanitario della Croce Rossa: il tenente medico infermiere Franco Adriano Zecchillo, Milanese di sessantacinque anni con una lunga carriera alle spalle e in servizio presso l’ospedale civile di Legnano, e la giovane sergente Laura Procacci, ventiquattrenne originaria di Andria e studentessa di Medicina a Roma, la quale lo scorso mese di marzo era diventata ufficialmente la prima sottufficiale donna del corpo speciale volontario.
Subito dopo la segnalazione della tragedia, le autorità competenti hanno aperto formalmente le indagini per ricostruire con precisione assoluta le cause tecniche, il guasto meccanico o l’eventuale errore umano che ha provocato la caduta del velivolo. Nelle prossime ore è previsto l’arrivo sul posto del ministro della Difesa, Guido Crosetto, accompagnato dal capo di stato maggiore della Difesa per seguire da vicino l’evoluzione della situazione e portare il conforto dello Stato ai reparti impegnati, confermando la massima attenzione istituzionale per ogni dettaglio dell’accaduto e per il supporto alle famiglie dei coinvolti.
Questo evento luttuoso modifica in modo profondo il programma istituzionale previsto per le celebrazioni della Festa delle Forze Armate, il prossimo 4 novembre. Il tradizionale Villaggio Difesa non sarà inaugurato come inizialmente stabilito, ma si trasformerà in uno spazio di raccoglimento e vicinanza per onorare la memoria dei caduti Simone, Claudio, Franco e Laura, stringendosi attorno alle famiglie colpite da un dolore tanto improvviso quanto devastante per l’intero paese.




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