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Anna Rosa Domenichetti, una vita senza casa: trovata morta nel camper parcheggiato nell'area dello stadio ad Ancona

Anna Rosa Domenichetti trovata morta nel camper al parcheggio dello stadio ad Ancona

La cinquantatreenne viveva senza casa da tempo nella zona dello stadio del Conero



Anna Rosa Domenichetti, di cinquantatré anni, è stata trovata senza vita Giovedì all’interno di un camper parcheggiato nel piazzale dello stadio del Conero ad Ancona. La sua storia personale aveva profondamente commosso l’intera città marchigiana nel corso degli anni a causa delle gravi difficoltà abitative affrontate e delle condizioni di estremo disagio vissute quotidianamente sul territorio urbano. Sul luogo del drammatico ritrovamento sono intervenuti tempestivamente i carabinieri insieme agli operatori sanitari del centodiciotto per gli accertamenti del caso e per gestire la situazione critica riscontrata nel piazzale.



Negli ultimi tempi la donna non godeva di buona salute, elemento che aveva ulteriormente aggravato la sua già complessa e fragile condizione esistenziale. Proprio in quello stesso parcheggio, diversi anni fa, ignoti le avevano incendiato una roulotte in cui trovava riparo, un episodio grave che aveva segnato profondamente la sua difficile esistenza ai margini della società civile e aveva fatto scattare la mobilitazione della cittadinanza locale. Questa sequenza di eventi drammatici ha segnato la vita della cittadina marchigiana. Tale situazione ha messo in luce le difficoltà di integrazione e supporto sociale riscontrate nel contesto urbano, sollevando interrogativi profondi sulla gestione delle persone vulnerabili e prive di un alloggio stabile nel territorio comunale.

Dopo quel devastante incendio, il percorso di Anna Rosa Domenichetti aveva visto diverse sistemazioni provvisorie nel tentativo di trovare una stabilità abitativa mai raggiunta in modo definitivo. In seguito alla distruzione del mezzo, aveva vissuto per un certo periodo all’interno di un container situato nella zona di Posatora, un alloggio di fortuna che aveva comunque garantito un minimo di riparo. Per lei non erano mancati negli anni gli appelli pubblici lanciati dai volontari dei City Angels, che avevano cercato in tutti i modi di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle sue condizioni di vita disperate.

Successivamente, nel corso del duemilaventidue, le era stata assegnata una nuova roulotte per offrirle un tetto stabile e sicuro sempre nei pressi dell’area dello stadio, dove la donna aveva scelto di rimanere per vicinanza ai suoi punti di riferimento abituali. La vicenda si è conclusa tragicamente Giovedì nel camper dove è avvenuto il decesso, lasciando sgomenti quanti avevano seguito e sostenuto la sua lunga battaglia quotidiana contro la povertà estrema e l’emarginazione sociale nella città dorica, chiudendo così un capitolo doloroso per tutta la comunità locale.



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