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Renzi shock: taglia mense scuola e bus studenti

renzi-matteo-foto3Da prima di diventare segretario del Pd, Matteo Renzi non fa che ripetere: “Nella scuola non ci saranno più tagli, anzi, si cambierà verso, si tornerà a investire. Perché è dall’istruzione che il nostro Paese deve ripartire”.
Le prime parole di Renzi capo del governo sembravano dare concretezza al discorso. Il premier aveva infatti garantito 3 miliardi e mezzo di investimenti nell’edilizia scolastica, “da spendere subito”. A quest’ora – penserete – le scuole saranno già state ristrutturate… macché! Il fondo per l’edilizia scolastica è stato  ridotto a una sorta di mancia: 244 milioni di euro, 3.256 milioni in meno del previsto. Ovviamente nessun tg ne ha dato notizia, ma potete andare a verificare anche sul sito del Sole 24 Ore per capire che non stiamo dicendo fesserie.

Ma c’è dell’altro, sempre a proposito di scuola. Infatti, per garantire a impiegati e operai gli ormai celeberrimi 80 euro, il governo Pd-Ncd è andato a tagliare con l’accetta servizi essenziali collegati all’istruzione.
Come riporta Libero, che cita il quotidiano economico Italia Oggi, “verranno tagliati settori delicatissimi come la sanità, il trasporto pubblico locale e la scuola. Nella spending review pensata da Renzi e dal suo ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per gli enti locali, e che dovrà dare nel giro di un triennio 2,192,6 miliardi di euro (444,5 milioni subito) sono stati inseriti infatti anche settori socialmente più che sensibili. Come quello al codice Siope S1302, “Contratti di servizio per trasporto”, o quello al codice S1303, “Contratti di servizio per smaltimento rifiuti”. Ma soprattutto la scure si abbatte su “Mense delle scuole” (codice S1334), “Servizi scolastici” (codice S1335) e sul delicatissimo capitolo della “Rete di ricovero in strutture per anziani/minori/handicap ed altri servizi connessi” (codice S1333). I tagli alla spesa degli enti locali ovviamente incidono sulla cassa di Comuni, Province e Città metropolitane, ma inevitabilmente sono destinati a riflettersi sui servizi a disposizione dei cittadini”.

In parole povere: siccome gli enti locali avranno meno soldi per le mense scolastiche e il trasporto degli studenti, inclusi quelli con handicap, il prezzo dei pasti a scuola e quello dei biglietti dell’autobus continueranno ad aumentare.
Insomma, le famiglie avranno 80 euro al mese in più (nella migliore ipotesi), in compenso dovranno spendere molto di più per mandare i propri figli a scuola. Ma di questi argomenti, per i tg e i talk show italiani, visto che siamo in campagna elettorale, è vietato parlare. Il Pd rischia già così di non essere il primo partito. Se si dicesse che il governo Renzi sta tagliando i servizi ai più deboli – altro che #cambiareverso – ci sarebbe un crollo di voti alle prossime Europee.

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