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 Turnover sì, ma senza strafare. Rino Gattuso sembra intenzionato a presentare questa sera una formazione comunque di spessore contro il Betis. Confermatissimo Reina in porta, in difesa ci dovrebbero essere Zapata e Laxalt a completare il reparto insieme a Calabria e Romagnoli. A centrocampo è pronto Bakayoko al posto di Kessie (in panchina) con Biglia e Bonaventura ai loro posti sullo scacchiere rossonero. In attacco turno di riposo obbligato per Calhanoglu (infortunato) che dovrebbe essere sostituito da Castillejo che affiancherà Suso e Higuain. In panchina ci sarà Caldara finalmente quasi del tutto guarito dalla pubalgia. L’ex-Atalanta potrebbe subentrare nella ripresa. Finora si era visto in campo solo contro il Dudelange, nell’esordio di Europa League, dove era partito da titolare. Gattuso inizia questa sera un mini-ciclo di 3 partite programmate in meno di di una settimana. Domenica e mercoledì in campionato sono previsti, sempre a San Siro, gli scontri con Sampdoria e Genoa. Quest’ultimo completerà la prima giornata di Serie A dove Sampdoria e Genoa non erano scese in campo dopo la tragedia del ponte Morandi.

Ferito, ma non vinto. Come il suo Milan. Rino Gattuso non è tipo da porgere l’altra guancia. Il «kappaò» rimediato nel derby brucia ancora, resterà per un pezzo. La sua panchina ricomincia a traballare. Anche se le «picconate» di Conte si sono attenuate complice il declino del Real Madrid mentre il possibile «figliol prodigo» Donadoni (ripudiato a più riprese sia da Berlusconi che da Galliani) meriterebbe finalmente una chance ma non certo in questo contesto di estrema difficoltà. Il Milan di Elliott vuole crescere in maniera esponenziale affidandosi a un tecnico di altissimo profilo. Il problema è che in questo momento bisogna volare basso perchè la zona Champions League è già diventata una chimera, come regolarmente accade da molti (troppi) anni a questa parte. Gattuso se saprà risollevarsi come ha fatto spesso e volentieri nella sua vita e nella sua carriera continuerà ad essere l’allenatore di questo Milan.

RABBIA. Comunque Ringhio non ci sta. Non accetta di essere travolto da critiche severe e perfide, addirittura offensive. Questa sera contro il Betis Siviglia si gioca gran parte della sua attuale credibilità, anche se la verità sulle reali possibilità di poter rientrare nel gruppo delle prime in campionato verrà a galla dopo i 180′ spalmati a San Siro fra Sampdoria (domenica, ore 18) e Genoa (mercoledì, ore 20,30). «Mi sento orgoglioso di allenare una squadra così, mi sento offeso nel sentire che la squadra nel derby non si è impegnata e ha giocato per il pareggio – ha detto – Ho visto una squadra che non riusciva ad esprimere il suo gioco quando era in possesso del pallone, ma ho visto anche il carattere della squadra che non vedevo da tanto tempo». Gattuso ha affrontato i cronisti presenti a Milanello a muso duro: «Quando vuoi fare 0-0 metti la squadra con il 4-5-1, metti il “pullman” davanti alla porta. Non mi sembra di aver schierato una squadra per pareggiare. Avete visto linee da 5 e barricate? Perché dovete dire che ho preparato la partita per pareggiarla? Dite pure che il Milan ha giocato al di sotto delle sue possibilità dal punto di vista tecnico, ma non che ha giocato per pareggiare».

FUTURO. Certo è che Gattuso, come del resto i suoi recenti predecessori, deve affrontare più di un solo avversario. Non solo in campo. «I giocatori non devono elogiare me, non mi interessa, ma devono dare il massimo per la maglia – ha spiegato -. Io devo pensare a farli esprimere al massimo. Qualche procuratore mi rompe le scatole… Se qualcuno parla male di me non mi cambia la vita. Sono un allenatore giovane, con degli alti e bassi, continuo a fare il mio lavoro. La forza me la dà il lavoro quotidiano. Sono contento quando si vincono le partite, non quando i giocatori parlano bene di me. Faccio l’allenatore, so che quando non arrivano i risultati sono in discussione». Sussurri e grida rossoneri quando le cose vanno male mettono in dubbio la solidità della troika Leonardo-Maldini-Gattuso. «Tutti i giorni mi confronto con loro – ha ammesso Gattuso -. A volte ci troviamo d’accordo in altre occasioni no, come accade nelle migliori famiglie, ma le cose ce le diciamo guardandoci negli occhi. Il mio futuro? Ho subito pressioni peggiori, qui si fanno dei nomi. Ma sono chiacchiere da bar. Quello che è successo tra me e Leonardo è successo tanti anni fa ma c’è grandissimo rispetto che non deve mai mancare».

DONNARUMMA. Questa sera in porta ci sarà Reina. Donnarumma è in discussione dopo l’errore nel derby? «Gigio era un portiere in crescita, come è stato confermato dalla critica. Le scelte le faccio io, non vado dietro ai tifosi, con tutto il rispetto che posso avere per loro. Donnarumma è tranquillo. Deve lavorare con professionalità, l’errore per chi gioca a calcio ci può stare».

«Desaparecidos». Calcisticamente parlando, ovviamente, parlando di questo Milan. Anche perchè il solo Higuain è l’acquisto estivo a disposizione di Gattuso che viene considerato sempre e comunque titolare. Lo sarà anche questa sera contro il Betis. Così come lo era stato contro Dudelange e Olympiacos battuti nei primi due turni di Europa League anche grazie alle reti del Pipita. Che questa sera pretende di fare il tris anche per stemperare la delusione e la rabbia accumulate contro l’Inter. Ma gli altri acquisti estivi del Milan stanno viaggiando con il freno a mano tirato. Reina, almeno per il momento, viene considerato solo il portiere di Coppe. Caldara si dovrebbe rivedere in panchina contro il Betis dopo essere stato titolare in Lussemburgo. Per poi far perdere le sue tracce nell’infermeria di Milanello a causa di un problema al pube. Laxalt e Castillejo vengono utilizzati da Gattuso con molta, forse troppa, parsimonia. Anche per loro, però, si prospetta una serata da titolari a San Siro.

BAKAYOKO. Contro il Betis ci sarà anche Bakayoko che, nonostante la buona volontà di Gattuso, non ha trovato ancora un’identità e un ruolo precisi sullo scacchiere rossonero. Per il momento la sua collocazione più affidabile (ma non troppo…) è quella come mezz’ala destra al posto di Kessie. Ieri in conferenza-stampa ha svelato a che punto è il grado di maturazione nella sua nuova squadra. «Quella contro il Betis sarà una gara importante e difficile. Dobbiamo vincere per ipotecare, con 9 punti all’attivo, la qualificazione – ha detto abbastanza sicuro di sè -. Il derby? Perdere all’ultimo minuto non è mai semplice da digerire, siamo delusi, ma la sconfitta fa parte della vita». Bakayoko è sembrato pacato e tranquillo, a differenza di quanto aveva dimostrato nelle sue dichiarazioni alla stampa francese dopo i primi esperimenti rossoneri. «Qui al Milan sono stato accolto molto bene, è un bel gruppo – ha confessato – L’integrazione procede, sto cercando di adattarmi al modo di giocare della squadra. Il meglio di me deve ancora arrivare, magari giocando un po’ di più, ma già vedo che ci sono costanti miglioramenti. Quello che sto affrontando è un nuovo calcio, un nuovo campionato».

SCELTE. Gattuso è di fronte a una vera e propria resa dei conti. Da questa sera non più sbagliare per evitare una «bocciatura» clamorosa e per lui sicuramente dolorosa. Intanto sembrano destinati a uscire dal mirino del tecnico rossonero molti elementi che, nonostante la riconferma estiva, non stanno trovando molta fortuna. Fra questi Bertolacci non riscattato in estate dal Genoa, con Mauri che è in scadenza di contratto come del resto Montolivo, non convocato nemmeno in questa occasione da Gattuso.

Antonio Sanabria non vede l’ora con il suo Betis Siviglia di sfidare il Milan. Nel 2014-15 vissuto nella Roma, a San Siro è stato solo spettatore in panchina per il match contro i rossoneri, mentre stavolta, di fronte allo sguardo del suo agente, Timmy Mescheder, spera di fare la differenza in campo, come gli è spesso capitato da quando si è trasferito nella Liga.

Sanabria, che ricordi si porta dietro dell’avventura in Italia?  «Ero giovane e sono stato una stagione e mezzo tra Sassuolo e Roma. Ho debuttato in Serie A e si è trattato di un’esperienza importante per crescere». Di chances per mettersi in mostra però ne ha avute poche.  «Sono arrivato nel gennaio 2014 a Sassuolo e ho fatto i conti con una realtà diversa. Ho dato il massimo e ho cercato di farmi trovare pronto anche se di partite ne ho giocate poche».

A Roma, nonostante abbia svolto tutta la preparazione precampionato nell’estate 2014, non è andata meglio. Rammaricato?  «Non nascondo che speravo di giocare di più, di avere maggiori opportunità, ma l’esperienza a Roma è stata importante per la mia carriera, per fare dei progressi. E poi la città è bellissima».

Che rapporto ha avuto con Garcia?  «Normale. Mi ha trattato con rispetto, ma non mi ha utilizzato molto. Non posso parlarne male».  È ancora in contatto con qualche ex compagno giallorosso?  «Con Verde, Paredes, Iago Falque e Iturbe».

Con Totti ha fatto a tempo a dividere lo spogliatoio.  «È stato un sogno e un grande onore avere come compagno un monumento del calcio mondiale, uno dei più forti della storia».
Stasera, invece, incrocerà Romagnoli, adesso capitano del Milan, nel 2014-15 con lei alla Roma.  «Quella stagione siamo stati insieme nel precampionato, poi lui è andato alla Sampdoria. Si vedeva che era forte e lo ha confermato».

Che partita sarà Milan-Betis? «Difficile perché il Milan è una delle squadre più importanti al mondo e solo con una buonissima prestazione possiamo metterlo in difficoltà».

Chi toglierebbe ai rossoneri?  «Higuain, un bomber incredibile».  La Roma l’ha venduta, ma si è tenuta il diritto di ricompra. La rivedremo in Italia prima o poi?   «Per il futuro non escludo niente, ma preferisco concentrarmi sul presente. C’è una stagione nella quale dobbiamo far bene e prima di tutto il match con il Milan».

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