‘I miei soldi sono spariti nel nulla’: ecco come hanno fatto

La faccenda capitata ad una concessionaria di Viterbo ha quasi del surreale. Andrea, rivenditore di automobili, ha subito una truffa che riguarda l’IBAN.

Le parole dell’uomo

Il titolare di una concessionaria di Viterbo [VIDEO] ha rivelato che i suoi 13 mila euro per qualche mese sono come spariti nel nulla. L’uomo ha raccontato di un pomeriggio in cui gli è arrivata una email da parte di una donna con cui stava trattando da diverso tempo per l’acquisto di un ‘uto. La signora ha chiesto ad Andrea di versare nel più breve tempo possibile la somma richiesta per l’acquisto del veicolo. L’uomo rivela di essere stato molto contento per l’affare appena concluso e di essersi recato in banca per effettuare il bonifico richiesto.

Nella denuncia redatta alla Polizia Postale, si legge che la donna con cui Andrea era in contatto, non avendo ricevuto l’accredito, ha chiamato l’uomo il giorno dopo per comunicare l’avvenuto. Andrea a quel punto è rimasto turbato della cosa, perchè non ha capito in quel momento cosa potesse essere successo. A quanto pare l’IBAN non era quello della propria concessionaria, ma quello di una banca online di Milano.

Ecco cosa è accaduto

Se l’IBAN ed il beneficiario non coincidono [VIDEO], il primo fattore prevale sull’altro ed i #soldi vengono versati. L’uomo rivela che gli erano stati cambiati tutti gli IBAN dei suoi fornitori, ma fortunatamente Andrea si è accorto subito della problematica , anche se solitamente fa più bonifici al giorno a causa del suo lavoro. Circa un mese dopo all’uomo sono stati restituiti i suoi soldi.

Purtroppo altre persone non hanno ottenuto lo stesso lieto fine, dato che la Polizia Postale ha spiegato che alcuni versamenti sono stati prelevati dal money mule, un prestanome pagato per ritirare i soldi e portali all’estero.

Umberto Rapetto, generale della Guardia di Finanza, ha spiegato che i malintenzionati possono fornire una rete Wi-fi con un nome simile a quello della propria rete. Una volta che l’utente si aggancia con i propri apparecchi tecnologici, possono essere rubati dei dati molto importanti che servono per l’accesso alla propria mail. In tal modo la prima mail originale con i dati esatti del bonifico può essere cambiata con degli elementi falsi. Il comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche ci ha tenuto a precisare che con il passare degli anni e l’avanzare di un mondo sempre più tecnologico, le #truffe di questo genere saranno sempre di più.

Frodi on line… nuove truffe in agguato!!! Riteniamo che solo conoscendo le varie tipologie di truffa ci si possa difendere, e per tale motivo, desideriamo informarti sulle più nuove e le più diffuse modalità adottate dagli hacker informatici. Una nuova truffa in agguato: Man in the Browser! Ad affiancare il phishing, il pharming e il crimeware una nuova truffa! In sintesi un nuovo trojan (un piccolo software denominato Karber), durante la normale attività di navigazione attraverso siti non sicuri, si inserisce sui computer degli utenti e si attiva nel momento in cui l’utente effettua un bonifico bancario online o un’altra operazione di pagamento dal proprio conto. Karber cambia l’importo ed il beneficiario dell’operazione.

Non temere … anche da questa truffa ci si può difendere, osservando poche e semplici regole: · installa software di protezione per PC (antivirus, antispyware, ecc.); · mantieni aggiornati tali software (antivirus e antispyware) ed esegui controlli periodici per identificare possibili file infetti, rimuovendoli; · verifica al termine di ogni operazione che i dati visualizzati ex-post coincidano con quanto disposto (codice IBAN del beneficiario e importo). Ricordiamo di seguito i più famosi e ormai conosciuti Phishing, Pharming e Crimeware. Il PHISHING è un tipo di frode ideato allo scopo di rubare importanti dati personali dell’utente, ad esempio numeri di carta di credito, username e password per l’accesso ai sistemi di pagamento on line, coordinate bancarie e così via. Gli autori delle frodi sono in grado di inviare milioni di messaggi fraudolenti ad indirizzi di posta elettronica casuali ricavati dalla “rete” . Tali messaggi in apparenza sembrano provenire da siti web sicuri, come la tua banca o la società di emissione della carta di credito, ma in realtà sono sofisticate imitazioni che hanno il solo scopo di carpire dati personali per un successivo utilizzo illecito. Spesso tali e-mail: · non sono personalizzate e contengono un messaggio generico di informazioni personali per motivi non ben specificati (es. scadenza, smarrimento, problemi tecnici, aggiornamento archivi, ecc.); · fanno uso di toni ‘intimidatori’, ad esempio minacciando la sospensione dell’account in caso di mancata risposta da parte dell’utente. Ciò che sorprende e che talvolta convince i malcapitati è l’elevato livello di contraffazione dei marchi inseriti nel corpo della mail.

Il PHARMING è un tipo di frode ancora più occulta ed ingannevole. L’hacker in questo caso realizza pagine web identiche a quelle di siti già esistenti in modo che l’utente sia convinto di trovarsi nel sito ufficiale del fornitore di servizi a cui si è collegato. Quando l’utente inserisce le credenziali di accesso, queste vengono carpite per successivi usi fraudolenti. La sostituzione della pagina autentica con quella falsa avviene attraverso il cambio dell’indirizzo di collegamento effettuato da un virus presente sul PC attraverso il quale ci si è connessi ad internet. In questo caso a tradire i malfattori sono proprio gli indirizzi di connessione spesso strani e chiaramente non riferiti al servizio che si sta usando, accompagnati talvolta da difformità nella grafica e nei testi originali.

Il CRIMEWARE, termine ottenuto dalla fusione delle parole crime (crimine) e software, definisce una modalità di furto di identità elettronica legata alla contaminazione delle postazioni degli utenti di home banking con specifiche tipologie di virus informatici che infettano il PC nel corso della navigazione su siti “strani” od effettuando il download di file da siti non certificati. Tali tipologie di virus (spesso denominate spyware o trojan) possono reperire autonomamente alcune informazioni disponibili sui PC infetti o catturare codici durante la digitazione, trasmettendoli al truffatore. Per ridurre notevolmente i rischi di frode informatica basta seguire poche e semplici regole che riepiloghiamo di seguito: · installare ed aggiornare un software di protezione (antivirus, antispyware, ecc,); · mantenere aggiornato un apposito programma di protezione del proprio PC (antivirus e antispyware) ed effettuare controlli periodici per identificare possibili file infetti e rimuoverli; · tenere costantemente aggiornati il sistema operativo e gli applicativi del proprio PC, mediante l’installazione delle cosiddette patch (‘toppe’ di protezione). Scaricare solo gli aggiornamenti ufficiali, disponibili sui siti delle aziende produttrici; · verificare l’autenticità della connessione con la propria banca, mediante il controllo accurato del nome del sito nella barra di navigazione. Ove presente, opportuno cliccare due volte sull’icona del lucchetto (o della chiave) presente in basso a destra nella finestra di navigazione e verificare la correttezza dei dati che vengono visualizzati; · notare eventuali modifiche improvvise delle impostazioni di sistema o un peggioramento delle prestazioni generali (es. rallentamento, apertura di finestre non richieste, ecc.). Tali cambiamenti possono essere indici di sospetta infezione; E’ importante inoltre: · non rispondere mai alle e-mail che contengono richieste ‘sospette’; · non abboccare alla richiesta di cliccare su fantomatici link per accedere a siti web bancari; · segnalare eventuali mail sospette che fanno espresso riferimento al nostro istituto all’indirizzo [email protected]; · controllare periodicamente la movimentazione del proprio conto corrente e delle carte di credito e segnalare tempestivamente eventuali anomalie;

  • diffidare di qualsiasi messaggio (proveniente da posta elettronica, siti web, contatti di instant messaging, chat o peerto-peer) rivolga l’invito a scaricare programmi o documenti di cui si ignora la provenienza; · prestare attenzione se si riscontrano anomalie rispetto alle consuete modalità con cui viene richiesto l’inserimento dei dati personali sul sito di home banking; · variare spesso la password di accesso e la dispositiva e farlo immediatamente anche se si ha solo un fugace dubbio circa un tentativo di truffa. Se si pensa di aver già risposto ad una e-mail sospetta fornendo dei dati riservati oppure si è visitato un link riportato nella stessa, occorre segnalarlo immediatamente alla propria filiale e alle forze dell’ordine. L’uso dell’O.T.P. (One Time Password). riduce di molto il rischio di truffe on line in quanto la password eventualmente “consegnata” al malfattore ha una durata massima di 60 secondi!!! E’ bene ricordare una cosa di fondamentale importanza: nessun istituto bancario chiederà mai dati e codici personali via e-mail o sul sito. E’ sempre una truffa!! Infine … Da vittime a complici Talvolta il percorso completo della frode non si ferma all’acquisizione illegale dei dati personali dei Clienti; itruffatori infatti spesso ricorrono alla collaborazione inconsapevole degli stessi. Mediante la pubblicazione di falsi annunci di lavoro, che richiedono la sola disponibilità di un conto corrente di appoggio e di un po’ di tempo, vengono reclutati complici involontari, il cui compito di fare da tramite e trasferire il denaro all’estero attraverso società di money transfer. Nel caso in cui il Cliente accetti, nonostante una comprovabile buona fede, diventa responsabile di un’azione di riciclaggio di denaro e come tale perseguibile penalmente. Per evitare di cadere nella trappola, occorre non accettare mai facili guadagni in cambio della disponibilità del proprio conto corrente per operazioni di trasferimento di denaro di cui si ignora la provenienza!

Occhio alle truffe

Le truffe agli anziani sono un reato particolarmente odioso perché colpiscono gli elementi più deboli della nostra comunità. Per questo è importante per noi anziani essere consapevoli dei rischi derivanti da questo tipo di reati. È però altrettanto importante fare ogni sforzo per non isolarci e partecipare alla vita della nostra comunità. Solo così la comunità sarà in grado di proteggerci e ci insegnerà a proteggerci da truffe e raggiri. Truffe e furti: due metodi per un solo scopo Ladri e truffatori hanno uno scopo in comune: sottrarci i nostri beni. Se il ladro entra nella nostra casa forzando porte e finestre o sfruttando le nostre disattenzioni, il truffatore lo fa con l’inganno. Capire quali sono le dinamiche con le quali il truffatore carpisce la nostra fiducia è la migliore forma di prevenzione.

Che faccia hanno i truffatori? Purtroppo i truffatori non hanno la faccia da tagliagole. Altrimenti sarebbe facile riconoscerli! Al contrario, si presentano sempre come persone distinte, in genere sono eleganti o vestono divise da lavoro, e hanno sempre toni gentili ma decisi. Ma non facciamoci ingannare: sono persone prive di scrupoli. Spesso agiscono in coppia e ci appaiono come persone normali e credibili per non farci sospettare di nulla. Non è raro cadere nelle loro trappole perché temiamo di essere maleducati di fronte a tanta gentilezza. Ricordiamoci però che è sempre meglio essere un po’ scortesi che essere truffati! Il truffatore è sempre uno sconosciuto che vuol farci credere di essere qualcun altro di cui ci si può fidare. Come scelgono le loro vittime I truffatori sono persone scaltre, intelligenti e scelgono con cura le loro vittime. Per evitare di essere selezionati come potenziali vittime non ostentiamo mai in pubblico le nostre disponibilità finanziarie, non raccontiamo in giro che viviamo da soli e non forniamo mai informazioni relative al nostro ambiente familiare e alla nostra vita privata. Queste informazioni potrebbero essere utilizzate dai truffatori per rendere più “credibili” le loro storie.

Se li riconosci, li eviti Diffidiamo di coloro che dicono di poter risolvere i nostri problemi affettivi, d’affari o di salute, o magari farci vincere al Superenalotto, dietro compenso di denaro. Si tratta sicuramente di una truffa! I truffatori inventano sempre nuove tattiche per carpire la nostra buona fede. È inutile fare un elenco dei metodi e delle storie che i truffatori inventano continuamente (sarebbe un elenco destinato a crescere giorno per giorno). Dobbiamo invece imparare a riconoscerli per quello che i loro metodi e le loro storie hanno come scopo comune: trarci in inganno per guadagnarsi la nostra fiducia ed entrare nelle nostre case per derubarci, o farsi consegnare dei valori se la truffa avviene per strada. Il truffatore è generalmente amichevole e largo di complimenti. In questo modo cerca di abbassare le nostre difese per guadagnarsi la nostra complicità. Per ingannarci a volte dice di parlare a nome di qualcuno che conosciamo o di una persona di cui riconosciamo l’autorevolezza (il sindaco, il prete, il comune, i carabinieri, un particolare ente, ecc.). Altre volte fa leva sui nostri sensi di colpa (per pagamenti che ci siamo dimenticati di effettuare, o per presunti nostri familiare in difficolta che necessitano urgentemente del nostro aiuto finanziario, ecc.). Perciò, non consegniamo mai denaro a sconosciuti né prendiamo in consegna alcunché, anche se ci dicono che è da parte di una persona che conosciamo o di un Ente.

Meglio smemorati che truffati A volte il truffatore cerca di sfruttare la fragilità dei nostri ricordi, soprattutto se siamo in età avanzata, ingenerando in noi la vergogna di non ricordare, forzando le nostre fragili difese e spingendoci ad avere fiducia in lui. Spesso è difficile capire immediatamente di essere caduti in trappola perché il gioco lo conduce il truffatore. Ma se abbiamo il minimo sospetto di essere caduti nella sua rete, alle insistenze del truffatore che cerca di instillarci ricordi non nostri, non confermiamo né smentiamo la storiella che ci sta raccontando, oppure rispondiamo con un deciso “non ricordo”, aggiungendo che sta arrivando qualcuno che conosciamo a cui potrà chiedere. Nel frattempo, se siamo all’aperto, muoviamoci verso un posto frequentato e chiamiamo qualche persona conosciuta per farci aiutare. Se invece siamo in casa, invitiamo l’estraneo ad uscire immediatamente, anche alzando la voce se necessario.

Non facciamoci mettere fretta Sia che ci vogliano truffare in strada o in casa, magari tentando di farci firmare contratti di cui non capiamo i termini, i truffatori hanno bisogno di farlo rapidamente facendoci prendere decisioni affrettate. Una buona strategia di prevenzione è quella di non farci mai mettere fretta, non cedendo alle loro pressioni e informando immediatamente un parente, un vicino o un conoscente di quello che ci sta succedendo. Il truffatore punta su persone sole e sa di avere poco tempo a disposizione. Se non abbocchiamo subito, il truffatore si allontanerà per non correre il rischio di essere scoperto.

“Una firmetta qua, per favore” Non firmiamo mai niente, né a casa né in strada, se non siamo sicuri al 100% di quello che stiamo firmando. Prima di firmare, consultiamoci sempre con persone esperte di cui abbiamo la massima fiducia. Se abbiamo già firmato, pretendiamo sempre una copia del documento e mostriamolo prima possibile a qualche esperto di cui ci fidiamo. Ricordiamoci che ogni contratto deve contenere le clausole per il diritto di recesso, in modo che possa essere annullato se siamo convinti di aver firmato sotto pressione o qualcosa di cui non eravamo consapevoli. Soprattutto, non sborsiamo mai denaro a chi ci ha fatto firmare il documento! Denunciamo sempre Anche se a volte può essere imbarazzante essersi fatti abbindolare e anche se temiamo che i nostri familiari ci considerino non più in grado di gestirci autonomamente, denunciamo sempre le truffe subìte. Solo così potremmo aiutare le Forze dell’Ordine a identificare ed arrestare i truffatori. Segnaliamo alle Forze dell’Ordine anche le truffe che hanno subìto (e non denunciato) i nostri vicini, parenti e conoscenti. Se non vogliamo esporci possiamo farlo anche in modo anonimo.

Mai da soli In strada o in casa non facciamoci mai cogliere da soli. Quando siamo in casa non apriamo se non siamo sicuri di chi ha bussato alla porta. Se qualcuno insiste, non apriamo e chiediamo sostegno ad un vicino o, se non abbiamo la possibilità di chiedere aiuto, chiamiamo il 112. Se per strada vediamo un anziano confuso o semplicemente imbarazzato insieme a persone sconosciute, avviciniamoci e chiediamogli se va tutto bene. I truffatori possono sfruttare la confusione di un anziano solo ma più difficilmente riusciranno ad ingannare due anziani diverse con la stessa storia inventata. Se abbiamo dei vicini anziani e soli, parliamo loro spesso, ascoltiamo le loro difficoltà e offriamogli la nostra disponibilità in caso di bisogno. Se abbiamo il sospetto che il nostro vicino stia subendo una truffa non esitiamo a correre in suo soccorso e, se necessario, a chiamare le Forze dell’Ordine.

Se andiamo in banca o in posta Se andiamo a prelevare la miglior cosa è farsi accompagnare da una persona di fiducia. Stiamo attenti a dove custodiamo la tessera del bancomat ed il pin: mai nello stesso posto. Se siamo soli e ci sentiamo osservati, evitiamo di prelevare. Dopo aver prelevato teniamo il contante in una tasca interna e mai in borsa. Soprattutto, non facciamoci distrarre da sconosciuti che ci fermano con qualche pretesto. Ricordiamoci che nessuna banca, ufficio postale o agente delle Forze dell’Ordine può fermarci, o

cercarci a casa, per controllare il denaro che abbiamo prelevato. Né, tantomeno, si effettuano rimborsi in contanti. Con la scusa di un finto rimborso, a volte i truffatori chiedono di cambiare banconote false di grosso taglio. Se dopo aver prelevato abbiamo l’impressione di essere osservati o seguiti, rivolgiamoci senza esitazione al personale della banca, a persone che conosciamo o un rappresentante delle Forze dell’Ordine. Sui mezzi pubblici non facciamoci distrarre da persone che spingono o da quelle vicino a noi. Se assistiamo ad un borseggio lanciamo l’allarme denunciando ad alta voce l’accaduto.

Controlliamo gli accessi Prestiamo la massima attenzione a persone che insistono nel voler entrare in casa (vendite porta a porta, tecnici comunali, operai del gas, ecc.). I loro tesserini di riconoscimento non sono mai una garanzia assoluta di autenticità. Normalmente le aziende di servizi non arrivano mai senza preannunciarlo per posta, per telefono o lasciando avvisi nella casella della posta o negli androni dei palazzi specificando data, ora e le ragioni dell’intervento. Ricordiamoci, soprattutto, che nessun Ente o ufficio pubblico invia il proprio personale a riscuotere pagamenti. Stiamo anche attenti a chi si dichiara un rappresentante delle Forze dell’Ordine. In genere queste operano in divisa, ma bisogna prestare attenzione anche a coloro che si presentano in questo modo. In genere la divisa del truffatore non è mai identica a quella d’ordinanza. Prima di aprire, verifichiamo che in strada sia

parcheggiata l’auto di servizio. Se non è possibile controllare, chiamiamo il 112 per verificare. Non mandiamo mai ad aprire la porta ai nostri nipotini se non siamo sicuri dell’identità di chi a bussato o suonato. Non lasciamo mai da soli in casa chi ci sta effettuando dei lavori a meno che di queste persone non abbiamo un’accertata fiducia. Quando usciamo di casa Portiamo con noi solo il contante necessario. Teniamo sempre separata una piccola cifra per le piccole spese in modo da non tirar fuori borsellino o portafogli ogni volta. Mai mettere il portafoglio nella tasca posteriore e per nessuna ragione estraiamo il portafoglio in strada. I borseggiatori possono distrarci con finti malori o finte liti; stiamo attenti in particolare a coloro che, vicino ad una persona apparentemente svenuta, ci chiedono di dargli una mano. Se siamo da soli allontaniamoci dicendo che stiamo andando a chiedere soccorso. Percorriamo sempre strade ben illuminate e memorizziamo i luoghi in cui poter chiedere aiuto. È bene camminare sul lato del marciapiede più lontano dalla strada per evitare di essere scippati. Se sfortunatamente capitasse, dobbiamo lasciare subito la presa della borsa per evitare di cadere a terra e venire trascinati rimanendo feriti. Nella borsa non abbiamo niente che valga più della nostra salute o della nostra vita. Se ci sentiamo seguiti, la prima cosa da fare è entrare nel negozio più vicino o fermare un passante e chiedere di accompagnarci.

Non lasciamo mai la borsa in auto anche se ci allontaniamo di pochi metri. Cercano sempre di distrarci Se vogliono sottrarci il portafoglio o altri valori per strada, i truffatori cercano sempre di distrarci con mille scuse diverse. È lungo l’elenco dei trucchi che utilizzano: la falsa eredità, il trucco di pulirci la giacca, le false pietre preziose, i falsi funzionari, i finti maghi, le monete cadute sotto l’auto parcheggiata, ecc. Lo scopo è sempre uno: incantarci con storie “credibili” per distrarci e derubarci. Se qualcuno che non conosciamo ci chiede di accompagnarlo perché è troppo complicato arrivare in quel tal posto, meglio diffidare e rispondere che non si ha tempo. Mai farsi distrarre quando siamo in giro da soli.

ALCUNE DELLE TRUFFE PIU’ RICORRENTI ………..

False pietre preziose Una delle truffe più ricorrenti. Un signore che presenta un aspetto molto rassicurante, di mezz’età, si finge uno straniero che per un’urgenza deve raggiungere il paese d’origine ma non ha disponibilità di soldi liquidi per il viaggio. Ferma una signora per strada e cerca di vendere un anello o delle pietre preziose che avrebbero un valore di 7 o 10mila euro, Naturalmente alla signora in questione le venderebbe a molto meno. Passa un altro signore ben vestito che dice di essere un gioielliere con tanto di lente per controllare le pietre; e subito dopo si offre di comprarle per 5mila euro. Lo straniero insiste perchè sia l’anziana signora a comprarle.

E spesso riesce a convincerla facendosi dare 2/3mila euro. Falsa beneficenza Un signore ben vestito, 50/60 anni circa, si finge un medico o un rappresentante di una casa farmaceutica alla ricerca di un deposito per effettuare una donazione di medicinali a scopo di beneficenza. Ferma un signore per strada, normalmente in quartieri borghesi, chiedendo informazioni su questo deposito: il signore ovviamente non sa niente. Passa un altra persona che fa finta di sapere dove sia il deposito ma dice che è stato chiuso. La donazione allora può avvenire solo tramite notaio ma serve un anticipo in denaro che la persona incaricata della beneficenza non ha a disposizione in quel momento. L’anziano fermato per strada viene convinto che può contribuire alla beneficenza ricavando anche una percentuale se fornisce il denaro che serve per il notaio.

Viene accompagnato a ritirare una discreta cifra ( anche qualche migliaio di euro) e poi fatto salire sull’auto insieme ai due “compari” per andare dal notaio. Durante il tragitto i truffatori si ricordano che sicuramente servirà una marca da bollo. Si fermano davanti a un tabaccaio e chiedono alla vittima di andare a comprarla. Appena il truffato scende, naturalmente, fuggono. Falsa eredità Stessa procedura per quanto riguarda una falsa eredità da consegnare. Un signore cerca un vecchio amico a cui dovrebbe consegnare del denaro relativo a un’eredità. Ferma una persona anziana per chiedere informazioni su quell’amico, ma nessuno sa niente finché un passante, complice del truffatore, si ferma e dice che quella persona è morta. L’unica soluzione è il notaio ma serve l’anticipo. Falsi funzionari Inps, Enel o Inpdap Si presentano alla porta di persone anziane con la scusa di dover controllare la posizione pensionistica o contributiva; o ancora per controllare il contatore del gas, della luce ecc. ma in realtà raggirano le persone facendosi consegnare soldi o sottraendo beni o altre cose di valore. Ricordatevi che prima di fare dei controlli nelle case gli Enti affiggono degli avvisi nel palazzo LE TRUFFE VIA E-MAIL Il commercio elettronico e l’attività di pubblicizzazione di merci e business su internet sta offrendo delle possibilità di sviluppo notevole per molte aziende e costituisce una grossa comodità per i consumatori.

La rete rappresenta però un’opportunità anche per truffatori di vario genere e livello. Si moltiplicano infatti in tutto il mondo delle truffe ai danni degli utenti di internet perpetrate attraverso messaggi di posta elettronica. Si tratta in realtà di reati che sottraggono ai singoli utenti generalmente delle piccole cifre ma attraverso la loro diffusione capillare sono in grado di fornire grossi proventi per il truffatore. Le principali truffe telematiche che vengono realizzate su internet (di solito inviando una email): • Finte vendite all’asta sul WEB, con merci offerte e mai inviate ai clienti o con prezzi gonfiati; • Offerta di servizi gratis su internet che poi si rivelano a pagamento o mancata fornitura di servizi pagati o fornitura di servizi diversi da quelli pubblicizzati; • Vendite di hardware o software su catalogo on-line, con merci mai inviate o diverse rispetto a quanto pubblicizzato • Schemi di investimento a piramide e multilevel business; • Opportunità di affari e franchising; • Offerte di lavoro a casa con acquisto anticipato di materiale necessario all’esecuzione di tale lavoro; • Prestiti di denaro (mai concessi) con richiesta anticipata di commissione; • False promesse di rimuovere informazioni negative per l’ottenimento di crediti (es. rimozione di nominativi da black-list); • False promesse di concessione (con richiesta di commissione) di carte di credito a soggetti con precedenti negativi; • Numeri a pagamento (tipo 899) da chiamare per scoprire un ammiratore segreto o una fantomatica vincita (di vacanze, di oggetti). • Nella maggior parte dei casi il tentativo di truffa inizia con l’invio di una email al potenziale vittima. In caso di sospetto salvare l’email e informare immediatamente la Polizia delle Comunicazioni. • In effetti la maggior parte dei “navigatori” adulti ed esperti ha imparato ad usare un minimo di cautela nell’interagire con chi non si conosce e tale cautela è generalmente sufficiente per evitare brutte sorprese. • Se si conosce qualcuno sulla chat e si decide di incontrarlo dal vivo, dare il primo appuntamento in un luogo pubblico e affollato e non andare all’appuntamento da solo rappresenta una precauzione sufficiente per evitare brutte sorprese. • Non è la stessa cosa per i bambini. La loro curiosità unita all’ingenuità può metterli in condizione di rischio nel momento in cui vengono avvicinati on-line da soggetti con cattive intenzioni, ad esempio con pedofili.

Sarebbe opportuno per questo motivo accompagnare i bambini nella navigazione e insegnargli a raccontare sempre ai genitori le loro esperienze di navigazione. Carte di Credito La diffusione dei sistemi di pagamento elettronici ha ampliato la casistica criminale connessa alla contraffazione dei supporti utilizzati per effettuare pagamenti ed acquisti mediante carte di credito e debito. Ingegnosi criminali hanno individuato apparecchiature hardware (lettori di banda magnetica) in grado di leggere e contestualmente carpire i codici dei bancomat e delle carte di credito Quando vi viene recapitata a casa, per posta, la carta di credito o il bancomat e il successivo codice P.I.N. controllate che le buste siano integre e che siano della vostra banca (o di chi emette la carta di credito). Verificate che all’interno non vi siano alterazioni o rotture del cartoncino che contiene la carta e diffidate di buste bianche inviate con posta prioritaria o con francobolli (di solito sono buste con la tassa già pagata). Oltre a ricordarvi di non cedere mai la vostra carta e il vostro PIN ad altre persone (neanche al commerciante che afferma di non avere l’apparecchio P.O.S. con sè, semmai offritevi di accompagnarlo) vi suggeriamo di: Con il bancomat Allo sportello: osservare l’apparecchiatura alla ricerca di anomalie e modifiche.

Sulla verticale o diagonale della tastiera può esserci per esempio una microtelecamera. Bocca della fessura: controllare se la fessura dove si inserisce la tessera Bancomat è ben fissa. Se si muove o si stacca potrebbe significare che è stata coperta con uno “skimmer” Tastiera: verificare se anche la tastiera è ben fissa. Spesso i malfattori sovrappongono una loro tastiera per catturare il codice Pin. In questo caso c’è un gradino di un paio di millimetri Pin: digitare il codice nascondendo con il palmo dell’altra mano l’operazione Nel caso del dubbi: non introdurre la tessera e non inserire il Pin. Allontanarsi e chiamare le forze dell’ordine. Con le carte di credito La tessera: non perdetela mai di vista Estratto conto: controllarlo ogni mese poiché è l’unico modo per accorgersi di eventuali spese mai effettuate Addebiti impropri: se vi arriva un estratto conto con addebiti impropri è bene denunciare alle forze dell’ordine la clonazione della carta, disconoscendo le spese addebitate Internet: nel caso di acquisti sul web verificare se la pagina del sito è sicura (contrassegnata cioè da un lucchetto posto sulla parte inferiore dello schermo). Se così non è si corre il rischio di vedersi rubare i dati E-mail: se vi arrivano messaggi di posta elettronica dove vi si chiedono dati sensibili relativi alla vostra carta di credito o al conto corrente non bisogna rispondere a nessuna richiesta. E’ necessario avvertire la banca o le forze dell’ordine avendo l’accortezza di non cancellare l’e-mail Bloccare la propria carta di credito Segnaliamo i numeri telefonici verdi (gratuiti) delle società della carte di credito più diffuse a cui telefonare per segnalare eventuali dubbi o bloccare immediatamente la carta in caso di furto o smarrimento.

Servizi interbancari: 800 151616; American Express Italia: 06 72900347; American Express estero 800 26392279; Top Card: 800 900910; Diner’s: 800 864064; Agos Itafinco: 800 822056; Deutschebank: 800 207167; Setefi: 800 825099; Banca Sella: 800 663399; Findomestic: 800 866116; Citibank: 800 407704; Banca Fineco: 800 525252

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