Omicidio Roberta Ragusa: Con che prove Antonio Logli è stato condannato?

La convinzione dei giudici è che a spingere Antonio Logli a uccidere Roberta Ragusa e a occultarne il cadavere sia stata la preoccupazione per i soldi che sarebbero venuti a mancargli con la separazione, Perciò la Corte d’Appello di Firenze ha confermato per lui la condanna di primo grado a 20 anni di reclusione. Nelle 81 pagine di motivazioni della sentenza si legge che «la coppia versava da tempo in irreversibile stato di crisi matrimoniale» per la relazione di Logli con Sara Calzolaio. Roberta «aveva preso in considerazione l’ipotesi della separazione», ma lui ne temeva i «contraccolpi economici»: la perdita della scuola guida e della casa.

I giudici hanno sottolineato che, sebbene il processo si basi su indizi e il corpo di Roberta non sia stato mai trovato, ci sono gli elementi per credere all’omicidio. Anche perché le pròve che Logli abbia mentito sono evidenti. È considerata «fantasiosa e illogica» l’ipotesi dell’allontanamento volontario di Roberta, che non avrebbe mai lasciato i figli e non era nelle condizioni di garantirsi, senza risorse, una vita lontana da casa. Poi c’è la testimonianza di Loris Gozi: il concittadino dei Logli dice d’aver visto Antonio per strada la notte della scomparsa della moglie ed è stato considerato attendibile.

A rafforzare la veridicità delle sue  parole si aggiunge il comportamento di Antonio: a un anno dalla scomparsa di Roberta, giornali e in Tv parlano di un possibile testimone, di cui non è dato il nome. Non viene neppure rivelato il luogo in cui il testimone lo avrebbe notato. Eppure Logli, con un collaboratore, si reca nel punto incriminato per verificare se al buio e a una certa distanza qualcuno avrebbe potuto riconoscerlo, seduto dentro l’auto. Gli spostamenti di Logli e le conversazioni con il collaboratore sono stati registrati dal gps e dalla microspia che gli investigatori avevano nascosto nell’auto. Come faceva Logli a sapere quale fosse la strada dove era stato visto? L’unica risposta è che la notte della scomparsa di Roberta era stato là e aveva incrociato Gozi.

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