Pensioni, nel 2019 in arrivo a sorpresa tagli alle rivalutazioni

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Nel corso del 2019 sarà a tagliata la rivalutazione delle pensioni a partire proprio da gli assegni che valgono dai 1500 ai €2000 lordi mensili. Si tratta al momento soltanto di un’ipotesi che però potrebbe trovare posto nel pacchetto pensioni che è destinato a prendere forma come emendamento alla legge di bilancio oppure come autonomo provvedimento di legge. Il governo proprio nelle ultime ore è tornato, dunque, sulla materia dopo 5 anni da quello che è stato chiamato schema Letta e che è stato introdotto dall’omonimo governo nel 2014 e che poi è stato prorogato per un altro pieno fino all’attuale 2018. Per il 2019 si era detto che è tutto dovesse tornare alla normalità ovvero che si sarebbe tornati a una rivalutazione quasi piena in base ad una formula che è stata definita da una legge del 2000.

Nello specifico i tecnici al momento stanno lavorando su un meccanismo chiamato raffreddamento, che però molto probabilmente risulterà meno vantaggioso anche se effettivamente il governo cerca di trovare il modo per poter e limitare i danni, soprattutto per coloro che hanno una pensione di importo medio basso. Grazie a questo meccanismo chiamato raffreddamento, dunque,  si potranno e recuperare centinaia di milioni che arriveranno direttamente alle casse dello Stato e che non avranno nulla a che fare con i 6,7 miliardi di euro destinati a superare la riforma Fornero.

Dunque, l’ipotesi sarebbe questa, ovvero che lo schema Letta è confermato riguardo le modalità di applicazione Ovvero la riduzione percentuale del recupero di inflazione che si applicherà su tutto l’importo della pensione e non soltanto sulla quota eccedente una certa soglia. Tutti coloro che riceveranno un assegno poco superiore ai €3000 lordi mensili potranno contare su un aumento del 0,495% piuttosto che del 1,1%. Questo meccanismo dovrebbe essere confermato anche per il 2019 con una rivalutazione piena che è garantita fino a 3 massimo 4 volte il minimo e sono previste anche delle decurtazioni crescenti al di sopra di questo livello. Sempre al momento, sembra che sul tavolo ci siano ancora una serie di opzioni diverse per quanto riguarda la scaletta esatta delle percentuali e sono delle opzioni che in un certo senso si rifanno al tema dei tagli alle pensioni alte.

Da tempo ormai il Movimento5stelle pare abbia rinunciato al progetto originario che prevedeva un ricalcolo di tutti questi trattamenti anche se effettuato non sui contributi versati, ma sugli anni di anticipo rispetto all’età di riferimento per la pensione. Ha preso piede come sappiamo, invece il contributo di solidarietà che pare debba essere applicato per 5 anni.

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