Pensioni Quota 100, prevista graduatoria. Ecco chi sarà ad uscire prima

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In termini di pensioni, sembra che la misura più gettonata e quella oggetto di maggior interesse sia Quota 100 che è stata confermata molto probabilmente per i prossimi tre anni. Quattro le finestre d’uscita in 24 mesi e ci sarebbe una graduatoria che prevede delle priorità soltanto per chi è stato fortemente penalizzato dalla riforma Fornero con l’eliminazione del diritto di cumulo con il reddito da lavoro. Quota 100 in questo modo verrebbe ancora una volta presa di mira da Bruxelles e per questo motivo occorre un lavoro di restyling che possa in qualche modo appianare le controversie. Una proposta è arrivata direttamente dal Presidente del centro studi e ricerche itinerari previdenziali nonché consigliere economico della Lega Alberto Brambilla. Lo stesso ha affermato che sia reddito di cittadinanza che quota 100 non si toccano e che molto probabilmente entrambe partiranno nel mese di entro il mese di marzo, aspettando un decreto entro la fine del 2018.

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Per Brambilla Però sarebbe necessario fare una revisione della misura per poter in qualche modo rendere questa misura è più accessibile e creare meno conseguenze sull’ impatto economico. Sul reddito di cittadinanza Effettivamente si sta ancora lavorando per cercare di capire come si possa ridurre la platea dei beneficiari mentre per quota 100, la strada Sembrerebbe essere stata già segnata e tracciata da Alberto Brambilla, consigliere economico di Salvini. Quest’ultima sembra essere dalla parte di tutti quei soggetti che quando era in vigore la legge Fornero stavano per andare in pensione e che invece a partire dalla legge del 2011, sono stati penalizzati fortemente.

La sua idea sarebbe questa ovvero quattro finestre di uscita suddivise in ben 24 mesi la prima ad aprile 2019 e che riguarderebbe tutti coloro che hanno raggiunto i requisiti a dicembre 2018 ovvero 62 anni di età e 38 anni di contributi e per chi è stato anche bloccato al lavoro da circa 24 mesi. La seconda finestra sarà disponibile a settembre 2019 e riguarderebbe chi è stato bloccato invece al lavoro da almeno 18 mesi. Da questa si passerà poi al primo trimestre 2020 con una finestra riservata soltanto a quelli che sono stati bloccati da 12 mesi ed infine la quarta finestra prevista per il settembre 2020 per coloro che sono rimasti bloccati al lavoro da almeno sei mesi.

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L’obiettivo sarebbe davvero chiaro, ovvero quello di spalmare il pensionamento anticipato per tutti quei lavoratori che sono stati in qualche modo penalizzati dalla riforma Fornero ed evitare di conseguenza un esodo di massa, che potrebbe avere un impatto non indifferente sulla spesa. Ci sarebbero anche altre novità e potrebbero riguardare la revisione dell’ape che andrebbe a coinvolgere i fondi superi e anche i sindacati alleggerendo i pacchetti originali della misura che prevede un anticipo pensionistico e permetterebbe alle aziende di ridurre il parco dipendenti dalle risorse più anziane e meritevoli d’uscita.

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