Pensioni ultime notizie, 12 i canali di uscita dal mondo del lavoro nel 2019

La legge Fornero non sembra essere stata ancora depennata dal sistema, ma dopo quelle che sono le novità del governo Conte, le possibili vie di uscita dal mondo del lavoro per poter andare in pensione nel corso del 2019 aumentano. Per tanti entrano in scena delle opzioni differenti e molte misure vengono confermate, misure che in un certo senso favoriranno l’uscita dal mondo del lavoro con discreto anticipo rispetto a quelle che sono le soglie previste dall’ultima riforma del governo Monti. A quelle che sono le pensioni anticipate di vecchiaia e le deroghe vigenti, l’esecutivo pensa di aggiungere altre misure tra le quali Quota 100 e Opzione donna. Sempre il governo attuale ha confermato che per l’anno prossimo l’ Ape sociale, sarà quindi prorogato e saranno escluse le pensioni anticipate dall’aumento dei 5 mesi previsti dall’aspettativa di vita.

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Quali sono le novità, comunque, che il nuovo sistema pensionistico offrirà a partire dal primo gennaio? Le vie di uscita dal mondo del lavoro saranno circa 12, tra le vecchie e anche le nuove misure. Riguardo l‘età pensionabile nel 2019, questa salirà di 5 mesi perché l’Istat Ha certificato che la vita media degli italiani nel tempo è aumentata. I requisiti per poter andare in pensione da tanto tempo sono collegati alla stima di vita della popolazione e nel 2019 restando sempre un tetto di vent’anni di contributi.

Le pensioni di vecchiaia si c’entrano con almeno 67 anni di età. Un’altra finestra d’uscita è quella prevista da quota 100, ovvero una misura che darà la possibilità di andare in pensione sommando età e contributi ovvero 62 anni di età e 38 anni di contributi. Il governo, inoltre, ha anche confermato l’ Ape sociale, la cui sperimentazione scadeva il 31 dicembre 2018 ed in base alla quale sarà possibile lasciare il mondo del lavoro con 63 anni di età e 30 anni di contributi, ma solo se si è disoccupati e si è terminato di percepire la Naspi da 3 mesi, oppure si risulta essere invalidi o con invalidi a carico, con almeno il 70% di disabilità certificata.

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Si può inoltre andare in pensione a 63 anni con Ape sociale, nel caso si svolgano lavori gravosi e si abbiano almeno 36 anni di contributi. Per quanto riguarda quota 41 non è stato necessario confermare questa misura da parte del governo. Questa prevede la possibilità di poter andare in pensione con 41 anni e 5 mesi di contributi, purché però il richiedente sia un precoce ovvero abbia almeno un anno di versamenti completata prima del diciannovesimo anno di età. Quota 41 non prevede alcun tipo di limite di età, perché si tratta di una misura che è collegata alla pensione anticipata. Ad ogni modo si tratta di una misura che è stata istituita in sostituzione delle pensioni di anzianità con la legge Fornero. 

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