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Puntura di Api, vespe, calabroni: ecco come proteggersi e cosa fare

Le punture di insetto sono molto frequenti, soprattutto in estate. Iniettando direttamente sostanze irritanti contenute nella saliva, gli insetti provocano normalmente una reazione della pelle nel sito della puntura. In alcuni casi il bambino si sensibilizza a uno dei componenti della saliva e risponde con una reazione allergica. Alcune lesioni della pelle sono provocate dal morso velenoso dell’insetto (api, vespe, calabroni).

Gli insetti in grado di aggredire l’uomo sono numerosissimi. I più comuni, soprattutto in città, sono le zanzare, ma non bisogna trascurare anche quelli che non volano. Tra questi le cimici, le pulci e le zecche. Generalmente colpiscono nel periodo estivo e autunnale. Ma negli ultimi anni, con la comparsa di nuove specie, gli antropodi possono presentarsi anche in periodi dell’anno e in habitat insoliti per questi insetti (zanzare tigre, ad esempio).

La distribuzione delle lesioni è fondamentale per confermare la diagnosi di puntura da artropode e per indirizzarsi su quale tipo di insetto possa essere responsabile. Le punture generalmente si verificano sulle zone scoperte (viso, braccia, gambe, addome, ma alcuni tipi di insetti possono pungere anche dopo essersi infilati sotto i vestiti del malcapitato. Alcune larve ad esempio (Trombicula) si concentrano caratteristicamente in corrispondenza delle pieghe e cinture. Il trattamento dipende dall’intensità della reazione e quindi dal grado di sensibilizzazione del bambino alle sostanze inoculate dall’insetto.

In caso di una reazione locale modesta basterà una crema anti-infiammatoria anche non steroidea, mentre in caso di una reazione infiammatoria intensa si devono usare creme al cortisone per un periodo limitato alla fase acuta o anche antiistaminici in compresse. È assolutamente controindicato l’uso di antistaminici topici che sono spesso fotosensibilizzanti. Solo in casi eccezionali, con reazioni allergiche generalizzate può rendersi necessario il ricorso all’iniezione di adrenalina. È molto importante “educare” il bambino a non grattarsi e tagliare regolarmente le unghie per prevenire la prurigo nodulare e sovrainfezioni batteriche (impetigine) frequenti in età pediatrica.

Ragni e scorpioni in Italia non sono molto pericolosi, mentre soprattutto in campagna e montagna, l’estate è ‘funestata’ da api e vespe attirate da cibo e bibite. “Le punture di questi insetti però, a parte gonfiore e dolore non costituiscono un reale rischio. Se presente, bisogna cerca di estrarre il pungiglione senza spezzarlo, quindi impacchi di acqua fredda o ghiaccio contro il gonfiore e trattamenti locali a base di pomate cortisoniche e antistaminiche. Nei rarissimi casi di reazione allergica, che si manifesta con difficoltà respiratorie, contattare subito un medico per la somministrazione di adrenalina”.

La vipera è l’unico serpente pericoloso che abbiamo in Italia e chi viene morso va portato il prima possibile al pronto soccorso. “Sul sito del morso, il veleno provoca dolore e gonfiore ma attraverso i dotti linfatici può muoversi dal sito di iniezione e causare una reazione sistemica. Solo in questo caso, va somministrato siero antivipera ma, poiché può creare shock anafilattico, va somministrato solo in situazioni in cui si possono gestire eventuali reazioni avverse. In attesa dei soccorsi, – conclude – si può fare un bendaggio con garze elastiche per comprimere in maniera blanda il luogo del morso e limitare il passaggio del veleno attraverso i vasi linfatici”.

Tracine e meduse insidiano i piccoli al mare: “Le tossine danno una manifestazione dolorosa locale – continua Marano – e anche in questo caso una piccola parte dei pazienti ipersensibili può incappare in una reazione sistemica. Spesso però, se la reazione è locale, si può intervenire sul posto, applicando sabbia calda sulla pelle” per contrastare l’azione della tossina.

Se in estate i rischi si nascondono tra i prati, nell’erba alta e in acqua, i pericoli maggiori per i piccoli però sono in casa. “In generale il 40% dei bambini che visitiamo – riferisce lo specialista – è stato esposto a farmaci ingeriti per errore in casa, prodotti anche molto pericolosi come i medicinali cardioattivi. E un altro 40% è entrato in contatto con sostanze per la pulizia della casa come i prodotti caustici, o ha ingerito le pile a bottone. Queste ultime”, piatte e dalla forma di un dischetto, “se ingerite possono essere pericolosissime, anche mortali. Abbiamo avuto di recente il caso di un bimbo attualmente in Terapia intensiva”.

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