Raffaella Carrà apre il libro dei ricordi: “Avevo 22 anni quando girai un film con il grande Frank”

Frank Sinatra? Era molto cortese, e a quel tempo aveva voglia di sposarsi. Lo ammiravo, ma io allora ascoltavo i Beatles. No, i suoi occhi magnetici non mi hanno fatto innamorare». A distanza di oltre 50 anni Raffaella Carrà rivela il suo rifiuto alla grande star di Hollywood conosciuta nel 1965 sul set del film Il colonnello Von Ryan. Lei aveva 22 anni ma già le idee chiare e grinta da vendere. E un carattere che ancora oggi, a 75 anni, porta alla regina del “tu- ca tuca” schiere di fan che la seguono ovunque. È accaduto anche agli incontri di Paolo Mieli al Festival dei Due Mondi a Spoleto, dove Raffa si è confessata come mai prima aveva fatto. Del padre ha detto: «Era un playboy, molto viziato. Non si occupò mai di me perché non aveva un’idea di famiglia, amava godersi la vita, ma nella mia, oggi come ieri, non esiste, al suo posto c’è sempre stata mia nonna.

Io e i miei fratelli avevamo la libertà più totale, ma mia madre e soprattutto mia nonna Andreina sapevano sempre tutto quello che succedeva». Sul matrimonio taglia corto: «Sposarmi? Non ci ho mai pensato, né ci penso adesso».E sui suoi amori i ricordi sono solo affettuosi. «Con Gianni Boncompagni ci mettemmo insieme a un anno dal giorno in cui l’avevo conosciuto. Avevo bisogno di avere un uomo più grande di me, che mi desse sicurezza», ha detto Raffaella. «Sergio Japino faceva l’assistente di Gino Landi, io ero già la Carrà, ma sapevo che valeva e che prima o poi, come in effetti accadde, si sarebbe affermato. Sono stati tutti e due molto gelosi.Fanno parte della mia vita e dico questo anche di Gianni, che purtroppo non c’è più, perché sarà sempre nel mio cuore». Raffa piace molto anche ai gay. «Forse perché ho in me il senso della libertà e odio l’ipocrisia», ha detto. «Da sempre li amo amando la libertà di tutti». E racconta che il suo sogno era diventare coreografa.

«Nel 1970 mostrai l’ombelico in Tv», ricorda. «Io non mi sentivo bella, ma ero certa di avere una personalità. Volevo vivere di idee. Avrei voluto fare coreografia e governare un balletto immenso, inventare spettacoli, non essere io la protagonista delle mie invenzioni. Ma siccome non mi seguiva nessuno, mi misi al centro della scena». Anche se il suo debutto fu nel cinema, a 9 anni, nel film Tormento del passato e dopo gli studi al Centro sperimentale di cinematografia, lavorò con Mario Monicelli ne I compagni. «Ma il cinema non faceva per me», confessa, «lo trovo noioso».
E alla domanda se abbia mai ricevuto ricatti sessuali o molestie, come è accaduto ad Asia Argento, la risposta è ferma. «Assolutamente no, con me ci hanno provato ma solo a parole. Con Asia Argento ho fatto Forte forte forte, è una ragazza meravigliosa e carina, ma vive in un mondo pieno di paure. Davanti a un bestione sudato in accappatoio ci vuole una come me. Io so come reagire, Asia Argento forse no».

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