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Presenza a Milanello anche ieri per Leonardo e Paolo Maldini, che hanno assistito alla ripresa degli allenamenti dopo le 24 ore di riposo concesse da Gattuso dopo la vittoria sul Genoa. Insieme ai due dirigenti milanisti era presente anche il presidente dell’AIC Damiano Tommasi, che ha fatto visita alla squadra e ha raccolto le votazioni milaniste in vista del Gran Galà del Calcio organizzato proprio dall’AIC. A Sky ha parlato Mateo Musacchio dell’infortunio che ha colpito Lucas Biglia: «E’ un giocatore importantissimo per noi ma abbiamo dei giocatori che possono fare bene. Baka lo ha dimostrato col Genoa, abbiamo tanti giocatori». Mentre sul momento della squadra, il difensore ha affermato: «Stiamo facendo un buon lavoro, i risultati meno. Questa vittoria contro il Genoa ci dà una spinta per affrontare la prossima partita».

Obiettivo Supercoppa Italiana per Lucas Biglia. Il centrocampista argentino del Milan ha riportato la lesione del muscolo gemello mediale del polpaccio destro, rimediata durante la rifinitura pre Genoa. Biglia è uscito in lacrime dal campo sul quale si stava svolgendo l’allenamento e mercoledì è uscito con le stampelle da San Siro, dopo aver assistito alla vittoria al fotofinish dei suoi compagni di squadra. Tra due settimane verranno effettuati nuovi esami strumentali per avere un primo quadro sullo stato di salute del polpaccio, ma la prognosi generale dovrebbe aggirarsi attorno alle otto settimane. Il che vorrebbe dire che il 2018 calcistico di Biglia, esattamente come quello di Caldara, è finito anzitempo. Ma la lesione riportata dal regista è meno grave rispetto a quella che ha colpito il difensore centrale, ed è per questo motivo che ha messo nel mirino la sfida alla Juventus, che metterà in palio a Gedda (data da definire nei prossimi giorni tra il 13 e il 16 gennaio) il primo trofeo della stagione.

Adesso Rino Gattuso ha una bella gatta da pelare, perché Biglia è sempre stato fondamentale per il gioco della sua squadra e il suo infortunio costringerà l’allenatore a cambiare i piani. La prima soluzione è quella della diga composta da Kessie e Bakayoko, che può essere utilizzata sia con il 4-4-2 sia con il 3-5-2, dove si aggiungerebbe Calhanoglu come elemento qualitativo. Il turco, inoltre, potrebbe essere adattato nella posizione di regista con un mediano al suo fianco. In tempi non sospetti, Gattuso aveva detto di vederlo bene in quella posizione anche perché ha le doti tecniche per farlo. Più difficile ipotizzare una ribalta di Mauri e Bertolacci. E poi c’è Montolivo, che sarebbe il cambio naturale di Biglia. Ma l’ex capitano, che si è allenato a Milanello anche nel giorno di riposo post Genoa, è tecnicamente fuori rosa e all’orizzonte non sembrano esserci clamorosi ribaltoni. Lui intanto continua a lavorare e spera che qualcosa, nelle scelte di Gattuso, possa cambiare anche perché non è stato ancora reso noto il motivo per il quale Riccardo sia stato giubilato in estate e mai più preso in considerazione dall’allenatore rossonero. Anche perché lo scorso anno – proprio quando Biglia era in difficoltà – Montolivo dato a Gattuso il suo pieno apporto in campo salvo poi tornare in panchina senza battere ciglio una volta che Biglia si è ristabilito. E chissà che anche Leonardo e Maldini non si sia fatti qualche domanda in più sulla situazione Montolivo.

Ieri sera, sul campo del Franco Ossola di Varese, è tornato finalmente in campo Andrea Conti. Il terzino, partito titolare contro il Chievo nella difesa a quattro scelta da Lupi, ha giocato il tempo preannunciato da Gattuso e le sensazioni sono state positive. Aver assaporato nuovamente il ritmo partita è stato importante ed è possibile che Conti, per continuare a mettere minuti nelle gambe, possa essere aggregato alla Primavera anche la prossima settimana, quando il Milan giocherà contro l’Atalanta. Dopo 423 giorni di inattività, per Conti è stato bellissimo risentirsi giocatore e ha parlato così a Sportitalia: «Sono stato meglio, ma sono contento di aver avuto questa opportunità. Non è facile rientrare dopo un anno. Mi fanno piacere le parole di Gattuso. Ho una voglia incredibile di tornare a disposizione, quest’anno ho sofferto un sacco più che altro per non aver potuto dare una mano ai miei compagni. Vederli in campo lottare, soffrire e non ottenere i risultati sperati non è stato facile. Spero di arrivare presto al 100% della condizione per poter essere d’aiuto in campo».

Il Milan torna al lavoro oggi: Gattuso avrà a disposizione una rosa ridotta dagli impegni dei «nazionali» e dagli infortuni (anoora ai box Montolivo eZapata, con Conti che deve recuperare dall*intervento di aprile al ginoochio sinistro).

Dopo la sosta per le partite dele nazionai, i rossoneri torneranno in campo nel weekend del 16 settembre contro H Cagliari, primo impegno di un vero e proprio tour de force in cui si comincerà a giocare ogni tre giorni. Cinque partite in quindici giorni tra Serie A ed Europa League, di cui soltanto una in casa, a San Siro, contro l’Atalanta Per il resto solo impegni in trasferta, tra Cagliari, Empoli (turno infrasettimanale) e Reggio Emilia, oltre alla prima sfida europea in Lussemburgo contro la matricola Dudelange. Questo il calendario completo delle sfide del Milan in programma a settembre.

Nei grandi giri, i tapponi di montagna si fanno aspettare: d guadagnano lo spettacolo e la tenuta dei corri- ori. La corsa del Milan, invece, è scattata con un percorso alla rovescia: Napoli e Roma nelle prime tre, che poi sono diventate debutto e seconda tappa, show assicurato ma gattusiani subito sottoposti a durissima prova. Romagnoli e compagni hanno scollinato non senza soffrire: in fuga, ripresi e infine in ritardo dal gruppo delle big dopo il 3-2 del San Paolo, passo regolare e stoccata all’arrivo in salita nel 2-1 ai giallorossi. Il percorso adesso propone appuntamenti di ceno impegnativi ma in ogni caso decisamente più abbordatoti, soprattutto perché da venerdì sera il vento soffia in favore dei rossoneri. E cosi, nel mese che si è appena aperto, Rino Gattuso può progettare una risalita verso i piani alti della classifica, a patto di vincere tre sfide fondamentali. Tre traguardi volanti che possono spianare la strada a un autunno molto meno grigio di quelli che Milano propone di solito e accendere un pensiero stupendo, tenendo a mente che c’è una gara da recuperare contro il Genoa il 31 ottobre: spingersi fino al duello con la Juventus.

EQUILIBRIO Due partite, per quanto il livello delle avversarie fosse già da scontro Champions, ovviamente non possono bastare a immaginare dove saranno i rossoneri tra una trentina di giorni. Anche perché tra il Milan naufragato sotto i colpi di Zietinski e Mertens e quello che ha azzannato la Roma all’ultimo  secondo grazie al «veleno» di Cutrone sembravano essere passati molto più di sei giorni. Eccolo, il primo nodo che Gattuso dovrà sciogliere: le due facce del Diavolo vanno fuse – come insegnano gli specialisti in materia Kessie e Calhanoglu – in una sola, che somigli più a quella mostrata a San Siro, n Milan non deve spegnere la luce come nella fase centrale del k.o. contro Ancelotti, ma deve anche mostrare un approccio diverso quando ad attaccare, magari in contropiede, sono gli altri. E qui il difetto accomuna entrambe le prestazioni presosta, come ha sottolineato Gattuso: «Non voglio vedere la squadra abbassarsi quando vengono fuori gli avversari, la linea difensiva non deve spaventarsi». Equilibrio, insomma, e continuità all’interno dei novanta minuti: un punto cruciale in cui aspetto tattico e mentale si toccano e sul quale, non a caso, a Milanello si lavora sin dalla passata stagione. E la miscela può diventare esplosiva se il tasso di cattiveria sportiva crescerà di pari passo.

Ecco da dove si può iniziare con le ricerche:

  1. Australia Special Broadcasting Service;
  2. Austria Österreichischer Rundfunk;
  3. Georgia Georgia Public Broadcasting;
  4. Cipro Cyprus Broadcasting Corporation;
  5. Lussemburgo Radio Television Luxembourg;
  6. Indonesia Rajawali Citra Televisi Indonesia;
  7. Honduras Televicentro;
  8. Grecia Ellinikí Radiofonía Tileórasi;
  9. Irlanda Raidió Teilifís Éireann;
  10. Bosnia ed Erzegovina Radiotelevizija Bosne i Hercegovine;
  11. Birmania Myanmar National TV;
  12. Croazia Hrvatska radiotelevizija;
  13. Finlandia Yleisradio Oy;
  14. Kosovo Radio Television of Kosovo;
  15. Cina China Central Television;
  16. Ecuador RedTeleSistema;
  17. Colombia Radio Cadena Nacional;
  18. Germania Zweites Deutsches Fernsehen.

PUNTI IN VALIGIA Niente cime da vertigini per qualche tempo, ma g uai a soffrire di nostalgia: il calendario propone un’agenda piena zeppa di trasferte. Su cinque gare il popolo del Meazza potrà applaudire soltanto una volta, alla quinta giornata contro l’Atalanta. Per il resto, d sarà da trovare il ritmo a Cagliari, Empoli e Reggio Emilia, con la prima in Europa in casa dei lussemburghesi del Dudelange e incastrata tra i viaggi in Sardegna e Toscana. I numeri dell’ultima stagione sotto la gestione Gattuso sono confortanti: dopo la beffa di Benevento e lo scivolone di Verona, il suo Milan tornò sconfitto solo dallo Stadium juventino, infilando sei risultati utili consecutivi col trolley a seguito.

CAMBIO STATUS «Prima mi massacravate perché ero solo cuore e grinta, ora invece palleggio troppo…». Il concetto lo ha messo in chiaro il diretto interessato parlando ai giornalisti dopo il successo sulla Roma: da quando si è seduto sulla panchina della squadra con cui ha vinto ogni sorta di trofeo, Gattuso è finito pi il di una volta nel mirino degli osservatori più scettici. Ha ripreso in mano una stagione che si avviava verso il flop e condotto i suoi in Europa; ha rilanciato giocatori in crisi di identità – da Biglia a Calhanoglu – e valorizzato chi in rosa sembrava svuotato – Bonaventura, Calabria si è guadagnato una doppia conferma attraversando a testa alta il tunnel tra la vecchia dirigenza e quella nuova. Eppure, non gli è bastato per scrollarsi di dosso l’etichetta di «allenatore basic», quantomeno agli occhi di qualcuno. Vincere la sfida contro i critici più accaniti sarà il terzo passo per l’arrampicata, di Rino e del suo Milan. Anche se l’obiettivo potrebbe essere centrato molto più agevolmente di quanto non sembri: basterà portare a casa gli «abbuoni» dei traguardi precedenti. E dalle vette della classifica le voci contrarie potrebbero farsi quasi impercettibili.

Nell’undici che il Milan schiererà in giro per il mondo il prossimo weekend, le stelle saranno sempre loro, anche perché a Gonzalo Higuain toccherà guardare la sua Argentina dalla tv in attesa che il c.t. Scaloni cambi idea. Tutto come un anno fa, insomma: a «fare la differenza» sono Suso e Calhanoglu, il doppio marchio di qualità che Milanel- lo esporterà nelle nazionali. Lo spagnolo e il turco si aggiungono agli azzurri Donna rum ma, Bonaventura, Caldara, Romagnoli – più la coppia Under Calaria-Cutrone – e a Rodriguez, Kessie e Laxalt. Gattuso magari sorriderà poco perché gli mancherà mezza squadra, ma potrà approfittare per lavorare con chi è rimasto e deve ancora incastrarsi al meglio (vedi Bakayoko e Castillejo). Allo stesso tempo, però, Rino avrà motivo di essere orgoglioso, proprio come i suoi esterni d’attacco: intoccabili per lui e preziosi per i loro selezionatori.

SUSO, NUOVO INIZIO A proposito di pregevolezza, per scoprire a quanti carati ammonterà il peso della gemma di Cadice nella gioielleria della Roja, bisognerà aspettare: il cammino di Suso in nazionale riprende adesso ed è un nuovo inizio, visto che al debutto del novembre scorso in amichevole con la Russia l’ex et. Lopetegui non aveva dato segui Suso era rimasto fuori dal gruppo mondiale (delusione) e il suo nome era finito sulla Usta dei sacrificabili del vecchio Milan (delusione n. 2). L’avvento di EUiott ha cambiato la storia, e ora tocca a lui scrivere la sua con la maglia della Spagna. Dovrà vincere la concorrenza di gente come lscoe Asensioe presentarsi con un gol – come sperava di fare contro la Roma, nel giorno della convocazione – sarebbe stato il miglior biglietto da visita possibile. Aver conquistato la fiducia di Luis Enrique, comunque, è già un ottimo punto di partenza: in un gruppo da ricostruire sulle macerie russe, pensare di giocar- se la alla pari con tutti è un obbligo. E in fondo anche i due madri- disti sono ancora all’asciutto.

SOLITO CALMA Non sarà ansia da seconda volta per Hakan, che in nazionale ha già ritirato 33 gettoni e lasciato in cambio 3 gol, ma anche lui è affamato di rivincita da Mondiale mancato (la Turchia non c’era). Lucescu ha già speso parole di ringraziamento per il collega che ha saputo «inquadrare» Calha: «Gattuso lo ha disciplinato, ora dà il meglio senza disperdere energie». E a Milanello sperano che Mircea ricambi il favore: ritrovare un 10 ancora più ispirato farebbe bene a tutti. Specialmente a chi non si è imbarcato per un volo intercontinentale e aspetta nuovi assist dai fianchi per buttarla finalmente dentro.

Parare i tiri degli avversari, certo. È il suo mestiere e ha cominciato a farlo tra i «grandi» quando era un adolescente proprio perché d sa fare parecchio. Respingere le ambizioni, invece, proprio no: Gigio Donnarumma non lo ha mai fatto e non si tira indietro quando c’è da attribuire uno status a questo Milan. Che, a sentire il portiere cresduto al Vismara, è da prime quattro e lotterà per arrivala: «Il nostro obiettivo è ritornare in Champions, dove il club merita di stare e ce la metteremo tutta per riusdrd», ha spiegato a Sky Sport prima di partire per il raduno con la Nazionale. Parole che suggeriscono un altro passo avanti sulla via della maturità. I leader conclamati in rosa sono altri, da Romagnoli a Higuain, ma Gigio, che ha sottolineato come la vittoria sulla Roma sia stata un successo «di tutto il nostro grandissimo gruppo®, parla ormai da condottiero.

NOVITÀ E con questo spirito si prepara ad affrontare la «rivalità» con Pepe Reina Una situazione inedita, mai vissuta da quando è diventato il titolare della porta milanista dopo aver scavalcato Diego Lopez tre stagioni fa. Concorrenza leale e «imperfetta», per la verità: Gattuso ha spiegato che Gigio e Reina si divideranno le competizioni. Il momento dell’alternanza si awidna e l’avvicendamento, con ogni probabilità, si concretizzerà il 20 settembre a Dudelange, cittadina del Lussemburgo dove il Diavolo farà il suo esordio stagionale in Europa League. Qualche incertezza al San Paolo aveva spinto i più cri ria ad antidpare i tempi, ipotizzando una panchina addirittura contro i giallorossi, ma i primi tre punti e la serata tranquilla passata a San Siro hanno spazzato via ogni fantasia. I giudizi da banco degli imputati, no, in una annata così sono destinati a restare sempre dietro l’angolo. «Accetto le critiche, sempre. Sono un ragazzo tranquillo, lavoro e do tutto in allenamento». Parati anche quelli.

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