MotoGP d’Austria 2018 Diretta Live Tv Streaming Gratis ore 14:00 Rojadirecta

Vola la Ducati, un bel trio convincente nel turno mattutino asdutto con Andrea Dovizioso a comanda­re su Jorge Lorenzo e Danilo Petrucri; vola Marc Marquez, in sda al terzetto di Borgo Pa­nigaie in PP1 e poi velodssimo con la sua Honda il pomerig­gio, quando dal de lo si aprono le cateratte che trasformano i saliscendi del Red Bull Ring in un torrente minacdoso; bal­bettano, faticano, soffrono, le Yamaha, in difficoltà in en­trambe le condizioni, su quello che Valentino Rossi non esita a definire «il peggior circuito per noi». Insomma, rispetto a Brno, nulla di nuovo tra i bo­schi della Saria.

COMPITI «Ci è hastato un tur­no per capire di essere già più veloci del 2017. Ma lo stesso vale per la Honda», riconosce Dovizioso, qui primo un anno fa e parato subito con il piede giusto. La sua GP18 va a nozze su questa piste dove conta fre­nare forte e ripartire come una fionda, cercando di limitare al massimo impennamento e pattinamento della gomma posteriore. Soprattutto, da quello che si è potuto vedere nei 22 giri del forlivese al mat­tino, gli ingegneri di Borgo Pa­nigaie hanno fatto bene i com­pia a casa per eliminare le cri­ticità di un anno fa nel terzo settore della pista, le due cur­ve strette a sinistra in sequen­za dove nel 2017 Marquez re­cuperava pericolosamente ter­reno. «È il settore su cui ci sia­mo concentrati di più — ammette Alberto Giribuola, ingegnere di pista del forlivese —. Ho detto ad Andrea che se riusciremo a essere veloci an­che in quel punto, poi asfalteremo tutti. Per ora d stiamo riuscendo».

DETTOGLI Parole che strappa­no una risata a Dovi («la ìa fa­cile lui…»), già concentrato nella marcatura a distanza di Marquez: «Marc vuole vincere su quella che è una pista Duca­ti. Non credo che vorrà prova­re a farlo all’ultima curva del­l’ultimo giro, per prendersi la rivincita di un anno fa, troppo rischioso. Però ci proverà. An­che lui sta già lavorando sui dettagli», è l’analisi di Andrea. Che per Marquez resta l’uomo da bàttere qui: «Io ho fiducia. ma le Ducati vanno molto for­ce, soprattutto Dovi. D gap più grande è in uscita di curva, in frenata possiamo difenderà lavorando sull’assetto, ma sul­le lunghe accelerazioni loro hanno un vantaggio di 4-5 chi­lometri che è dura recupera­re.

PROBLEMA La fiduda di Dovi­zioso è la stessa di Lorenzo: «Ogni volta che scendo in pista l’adattamento è più veloce. C’è ancora qualche punto da mi­gliorare, ma in questo momen­to Dovi, Marc e io siamo tutti molto vicini». Un terzetto al quale spera di aggregarsi an­che Petrucci, doppio 3° di gior­nata: «Le cose provate nel test a Brno sembrano funzionare. Mi manca ancora un po’ di sta­bilità, qui freni da 320 a 50 orari e hai un solo metro dove passare. Dovremo lavorare sui dettagli, ma c’è un problema abbastanza grosso: si chiama ranno bagnate. Ma al di là del guaio, qui fac­ciamo fatica. Il nostro potenzia­le è questo, ci proviamo, io a pane l’Argenti­na sono sempre stato nei primi 5, cerco di non buttare via niente, ma continuando così sarà molto difficile difendere il 2° posto in campionato dal ri­torno di Dovizioso e Lorenzo».

TENSIONE Quanto a Vinales, riuscito in extremis ad artiglia­re il 9° posto, basta guardare la sua mimica al box per capire come la situazione tra lui e la squadra resti tesa: violenti scuotimenti del capo, nervosi­smo, il dialogo col capotecnico Ramon Forcada ridotto al mi­mmo. «Ma i nostri problemi sono fuori dal box, non den­tro», prova a difendersi lo spa­gnolo.

Come vedere il GP d’Austria di MotoGP in diretta streaming su SkyGo

Sky Sport MotoGP è il canale ufficiale per seguire ogni gara del campionato del mondo 2018 della MotoGP: dalle prime prove libere fino alla gara, ogni singolo istante del weekend di gare viene seguito dagli inviati della tv satellitare. Con l’arrivo del caldo, in molti vanno al mare e seguire il gran premio dal divano di caso diventa molto più complicato. Ma grazie a SkyGo gli appassionati potranno seguire il GP d’Austria in live streaming direttamente dal proprio tablet o smartphone. Basta effettuare l’accesso all’applicazione con il proprio account Sky e collegarsi al canale SkySport MotoGP durante l’orario delle gare. Per poter vedere la MotoGP è necessario avere l’abbonamento al pacchetto Sport.

Come guardare il GP d’Austria 2018 di MotoGP in streaming gratis su TV8

Chi non ha un abbonamento a Sky, potrà seguire in diretta il gran premio d’Austria su TV8, canale gratis del digitale terrestre. Per chi passerà la domenica al mare c’è la possibilità di seguire il GP d’Austria in diretta streaming gratis direttamente sul proprio smartphone collegandosi al sito del canale televisivo. La procedura è molto semplice: basta lanciare il sito web e lo streaming del canale partirà in automatico. Il sito di TV8 è l’unico modo per guardare in streaming gratis il GP d’Austria 2018 della MotoGP.

Siti per guardare sport in streaming gratis

Molti siti, che propongono questi eventi dal vivo, sono illegali e offrono il più delle volte una qualità video e audio scarsa, oltre a venire periodicamente oscurati dalle autorità di polizia informatica per violazione del diritto di riproduzione.

Ci sono però numerosi portali che offrono la possibilità di vedere le partite di calcio in streaming live e in qualità HD. Molti, come Sky Go e Premium Play, sono a pagamento, altri del tutto gratuiti.

NOTA: i siti che trovi di seguito si possono trovare facendo una semplice ricerca su Google. Non sono legati in nessun modo a YLU. Non c’è nessun link diretto da YLU a questi portali di streaming. Alcuni di questi siti potrebbero trasmettere illegalmente eventi sportivi in streaming: io li ho trovati tramite una ricerca su Google, non so dirti se siano legali o meno. Usali a tuo rischio e pericolo, assumendoti tutte le responsabilità del caso.

Se il tuo obiettivo è quello di guardare tutto lo sport gratis in streaming (calcio, Formula 1, MotoGP e tanto altro ancora), eventualmente anche con audio e commento in inglese (o altre lingue), allora ti posso consigliare di fare un giro su questi siti:

  • easysport.tv: un ottimo sito per guardare tutto lo sport in streaming gratis. Al momento ci sono le partite più importanti a livello mondiale, ma è consigliato soprattutto per la Formula 1 e la MotoGP
  • totalsportek.com: molto simile a quello precedente, ma più strutturato come blog. Permette di vedere calcio, F1 e MotoGP in streaming oltre ad offrire notizie relative al mondo dello sport e a permettere di vedere gli highlights delle partite
  • toplive.info: un nuovo sito completissimo, accessibile da PC, Mac, smartphone o tablet, che permette di vedere TUTTO lo sport in streaming. Interessante notare che, al contrario degli altri due, non è difficile trovare canali della tv satellitare e digitale italiana (magari troverai anche DAZN)
  • pirlotv.es: simile a toplive.info, ma è leggermente più difficile trovare canali italiani. C’è comunque tantissima scelta e la qualità è alta

Come anticipato, basta una semplice ricerca su Google per trovare centinaia di siti che trasmettono sport in streaming gratis.

In TUTTI i casi, comunque, consiglio di navigare su questi siti con AdBlock attivo sul tuo browser internet, altrimenti rischi che ti compaiano 200mila finestre pubblicitarie prima e durante la visione dell’evento sportivo.

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Il compleanno di Carletto: «Ho vissuto alla George Best. I GP mi fanno sentire giovane Rossi una scommessa vinta ma nel cuore ho Capirossi. Deluso da Iannone, è da top 5»

La processione è durata tutto il giorno, ogni pochi metri nel paddock un abbraccio egli immancabili auguri. Poi, la sera, il doppio party con Andrea Iannone, con cui condivide il compleanno. Per Andrea sono stati 29, per Carletto Pernat, 70. Un highlander del Mondiale che, anche se a ritmo blando, si muove tra box e hospitality con la stessa passione di un tempo.

Settanta anni da Pernat sono…?

«Penso di avere vissuto 3 vite. Felicissime. Da ragazzo avrei pagato perché la mia passione diventasse un lavoro. Mi sono sposato e ho avuto una figlia che mi ha fatto diventare nonno, sono tornato single, mi sono risposato a Las Vegas e tornato single. Ho vissuto alla bohémienne, alla George Best, senza farmi mancare nulla: bere, fumare, donne. Sono egoista, lo ammetto, per vivere così devi necessariamente esserlo. Però rifarei tutto».

Chi la conosce, scherzando, dice che Pernat sia anche un caso da studiare in medicina.

«Alla faccia dei bookmakers sono arrivato a 70 anni. A livello mentale e decisionale mi sento giovanissimo, è questo mondo che ti mantiene giovane. Quando non ci sarò più mi sezioneranno e diranno che ero un alieno. Simpatico, però».

La passione è la stessa degli inizi?

«Per me è sempre come se fosse il primo giorno. Le gare, una buona moto, un bel pilota, un team che funziona: gli ingredienti non sono cambiati. E io sono passato indenne attraverso tutto. Non mi sono mai tremate le gambe, sin da quel giorno del 1979 in cui l’ingegner

Giovanni Sguazzini, allora a.d. Piaggio, mi chiamò nel suo ufficio e mi offrì di occuparmi della Gilera nel Mondiale cross. Non ci pensai un attimo: avevo una curiosità della Madonna, volevo girare il mondo, essere libero…».

E davvero le si aprì un mondo nuovo.

«Mi occupai della Bianchi al Gi ro d’Italia, seguii la Juve in Coppa Campioni, in F.l la Piaggio nel 1980 regalava una Vespa all’autore della pole posi- tion ed eravamo sponsor Ferrari. Era facile, per me, estroverso, muovermi in quel mondo. Poi nel 1984 i fratelli Castiglioni mi vollero in Cagiva per gestire le attività sportive, cross, Dakar, velocità. Uno dei motivi per cui accettai fu Jan Witteve- en, che mi aveva preceduto dalla Gilera. E quando passò in Aprilia, lo seguii. Per 20 anni siamo stati una grande coppia».

Nostalgie?

«La 500 2 tempi è stato il picco assoluto, moto pazzesche, il pilota contava al 70%, se sbagliava finiva sui cartelloni pubblicitari. Wayne Rainey vinceva con una Yamaha che aveva 20 cavalli di meno. Sono cambiate le moto e il modo di lavorare, prima nel box comandava il capotecnico, ora il telemetrista. E l’avvento dell’elettronica non è stato troppo amato dai piloti».

Il pilota più speciale?

«Capirossi. Loris è uno per bene, umano, che sa cos’è la riconoscenza e non porta rancore.

Avrebbe potuto incazzarsi con Gibernauchenel 2006 gli ha fatto perdere il Mondiale, odiare Ila- rada per quel finale di Mondiale 250 1998 che portò al licenziamento daU’Aprilia, invece ora i due sono fantastici, amici e i figli vanno a scuola assieme. Tutti amano Loris. Un altro speciale era Marco. 11 Sic aveva questa capacità di essere un grande assolutamente normale. E non dimentico Valentino, la grande scommessa vincendo le perplessità di Ivano Beggio, presidente Aprilia».

Chissà come sarebbe il Motomondiale senza Rossi.

«Ila fatto appassionare le nonne, i bambini, gente che non sapeva cosa fosse una moto. Dobbiamo tutto a lui, chi non lo riconosce non capisce niente. E ha fatto male Marquez, che poteva prendere il suo posto nel cuore dei tifosi, a fare quel che ha fatto in Malesia 2015. Non gli verrà mai perdonato. Questo senza togliere nulla alla sua grandezza come pilota».

Il pilota che l’ha sorpresa?

«Petrucci. Danilo non ha un background come Valentino, Dovizioso, Marquez, Capirossi o Iannone, si è costruito da solo. E per me, uno che fa tanti sacrifici e arriva a questo livello vale quasi quanto il pilota di talento. La Ducati ha fatto bene a dargli una chance».

La delusione?

«Quella personale è Iannone. Ci ha messo molto del suo, io ho fatto il possibile per aiutarlo. Ila pagato le scelte fatte, col talento che ha è una bestemmia che non sia sempre tra i top 5. Non restare alla Ducati ha avuto un peso importante. E, in parte, il suo fallimento è anche il mio».

Lei ha fatto la storia dell’Aprilia, soffre a vederla cosi?

«Ne parlavo ieri con Witteveen. Quando arrivai, c’erano 7 meccanici, un magazziniere e una segretaria, era da mettersi le mani nei capelli. Da zero abbiamo costruito un mezzo impero. Quella dell’Aprilia è una gran de storia ora in affanno, la scelta di Iannone per il 2019 è una mossa obbligata per entrambi che la farà o morire o crescere sportivamente. E io voglio credere alla seconda ipotesi».

L’Italia che vince è la Ducati.

«Gigi Dall’Igna è un prodotto Aprilia, con Witteveen ha imparato un metodo più tedesco che italiano che ha esportato in Ducati. Oggi è la moto di riferimento in MotoGP, la Honda è davanti grazie a Marquez, la Yamaha soffre ancora la perdita di Furusawa ed è diventata la terza moto. Lo avessimo detto 5 anni fa, ci avrebbero dato dei pazzi».

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