Streaming Gratis MotoGP Valencia 2018: diretta live tv no Rojadirecta

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La gara di Valencia, ultima prova della MotoGP 2018 sarà trasmessa in diretta TVoggi, domenica 18 novembre, alle ore 14.00 su Sky Sport MotoGP HD TV8. In streaming live, si potrà guardare la corsa grazie al servizio SkyGo, accessibile da computer tablet e smartphone, oltre che tramite il sito del canale TV8.

«Abbiamo solo una moto che va, quindi una volta la danno a me e un’altra a lui…». Valentino Rossi la butta sull’ironia facendo i complimenti al compagno di squadra Maverick Viñales che conquista la pole passando dalla Q1 (un’impresa riuscita finora solo a Marc Marquez, in Thailandia), mentre il Dottore non va oltre la 16ª casella della griglia, in sesta fila, terza peggiore qualifica della carriera. Due facce così diverse della Yamaha che però sembrano confermare quanto è sotto gli occhi di tutti negli ultimi due anni: la M1 è una coperta molto corta e quando la si tira da una parte si aiuta Valentino, ma quando si lavora in un’altra direzione diventa gradita a Viñales. Pochissime volte i due sono andati forte insieme, specie in questa stagione aveva di soddisfazioni per la Casa del Diapason, con una sola vittoria (Maverick in Australia, dopo 15 gare d’astinenza).

Una brutta gatta da pelare in più per il management della Yamaha, perché entrambi stanno spingendo per ottenere il privilegio di indirizzare lo sviluppo. Chi ascoltare? Il vecchio campione, mai domo e ancora in grado di dare la zampata come dimostrato due settimane fa in Malesia prima della scivolata che gli ha impedito di lottare con Marquez per il successo, oppure il giovane emergente, che però ha più volte dimostrato di abbattersi facilmente e che due anni fa ha coperto con la sua velocità nei test e nelle prime gare i problemi di una M1 che invece non era nata bene, come Valentino sottolineava da mesi?

Molto forte dipenderà dal risultato odierno, anche perché la sfida interne nel box blu è davvero l’unico fattore ancora vivo in un Mondiale che ha già assegnato tutti i suoi verdetti. Rossi infatti precede Viñales di 2 punti in classifica. Una classifica che vale il terzo posto finale (non una sciocchezza), ma soprattutto il ruolo di leader in Yamaha, appunto.
Lo sanno bene entrambi. E per questo Maverick, prima di voltare pagina (il prossimo anno cambierà numero e capotecnico, passando dal 25 al 12 e abbandonando Ramon Forcada per tornare con Esteban Garcia, l’uomo che l’ha guidato nel 2013 iridato della Moto3). «Ho tanto bisogno di tranquillità e di serenità, per questo credo sia giusto tornare con chi ho vinto il Mondiale – spiega Viñales -. Conosce bene i miei punti deboli e quelli che mi permettono di andare forte. Della parte tecnica si occuperanno soprattutto i giapponesi». Ai quali però Maverick mette pressione: «Ho conquistato una vittoria e una pole, importante per dimostrare alla Yamaha che sono l’uomo giusto anche per il prossimo anno. Rossi? Non so il motivo delle sue difficoltà, è tutta una questione di sensazioni».

Quelle di Valentino solo pessime. Sia sul bagnato (caduta nelle terze libere, restando fuori dalla top ten) che sull’asciutto. «Abbiamo provato a modificare qualcosa, ma sinceramente mi sono trovato molto male – racconta Rossi -. Sono indietrissimo. Se piove la gara avrà più variabili aperte, ma partendo cosi indietro nei primi giri sarà difficile recuperare perché si vede poco. Sarà una gara lunga, vediamo cosa riusciamo a fare».
Di sicuro il Dottore non vuole mollare, tanto meno lasciare spazio al compagno di squadra. Però è altrettanto consapevole di una cosa: «Questi sono stati i due anni più difficili in Yamaha». E da tempo ha firmato per altri due. Chissà che non rimpianga la convivenza con Jorge Lorenzo ma con una M1 vincente.

Lazzaro Marquez si rialza e cammina, che poi per lui significa andare veloce in moto. Non come al solito, visto che oggi, nell’ultima gara della stagione che l’ha già visto conquistare il suo 7° titolo mondiale, il 5° in MotoGP, scatterà dalla quinta casella della griglia, in seconda fila. Colpa di una caduta all’inizio del Q2, nella quale – rotolando nella ghiaia – gli è uscita la spalla sinistra lussata facendo motocross durante la stagione, un infortunio aggravato durante i festeggiamenti in pista per il trionfo iridato a Motegi, quando ScottRedding gli ha dato una manata troppo affettuosa.
Marc, dolorante, è stato riportato dal manager Emilio Alzamora con uno scooter ai box, dove con una manovra gli hanno rimesso la spalla in logo. E in appena 6 minuti è tornato in pista per conquistare il quinto crono. «Sono riuscito a salvare il salvabile con il quinto tempo e la seconda fila – racconta lo spagnolo -. Ho avuto sfortuna perché sono caduto al primo giro anche se non stavo spingendo. Il dolore era molto forte, ma sono voluto tornare in moto per cercare di ottenere un buon piazzamento in griglia».
Marquez, che si trascina da tempo questo problema, ha già programmato un intervento, ma dovrà aspettare i primi di dicembre, dopo i test di Valencia (martedì e mercoledì) e Jerez (fine mese). Con l’addio di Pedrosa, l’infortunio di Crutchlow e Lorenzo “vergine” della Honda, lo sviluppo pesa tutto su di lui. «Quando guido sento dolore e sono contento che questa sia l’ultima gara stagionale».

Quando c’è l’aquaplaning in rettilineo, e sei in precario equilibrio a 300 all’ora, pensi di essere pazzo. Ma sono quelli i momenti in cui mi esalto». La pioggia di ieri ha permesso a Danilo Petrucci di sentirsi a proprio agio come non accadeva da mesi. E ciò è avvenuto nel momento propizio. Già, perché comunque vada, la settimana di Valencia iniziata con le prove libere di ieri Petrucci non la dimenticherà mai, perché coinciderà con il passaggio dai colori del Team Pramac a quelli della struttura ufficiale della Ducati. Ma prima di scendere in pista con il nuovo status, martedì e mercoledì nei test, il 28enne umbro cercherà di salutare nel modo migliore il team con cui è cresciuto fino a guadagnarsi il rispetto degli avversari.
E ieri, in condizioni al limite, Petrux ha mostrato di non aver perso il tocco che invece negli ultimi mesi sembrava smarrito. Complice la pioggia, spesso amica di Danilo, è arrivato il terzo posto nelle libere del mattino alle spalle di Marc Marquez e del compagno di team Jack Miller, seguito dalla leadership nel pomeriggio, in condizioni al limite della praticabilità. «Dovessero ripetersi in gara – ha ammesso Petrucci – la situazione diventerebbe complicata, perché con 25 moto in pista, la visibilità sarebbe minima». Ma nel frattempo, Danilo ha confermato che quando il gioco si fa duro, lui non si tira certo indietro.

E non potrebbe essere altrimenti per l’unico pilota approdato alla classe regina senza passare per le categorie inferiori del Mondiale né, come nel caso di Cal Crutchlow, per la Superbike. Nel 2011 Petrucci fu secondo nella Stock 1000, categoria di contorno alla Superbike, prima di vivere tre annate di duro apprendistato in MotoGP con Ioda e ART, con una sola Top 10 proprio a Valencia. «Ricordo una volta a Misano, quando andai a punti pur avendo il cambio a pezzi, a fine gara c’erano dei ragazzini che chiedevano gli autografi, ma uno di loro mi disse: “No, il tuo non lo voglio, sei stato doppiato”. Non ho mai dimenticato quella scena» ha raccontato di recente Danilo, che non ha mai scordato le origini nemmeno in quell’arco di 18 GP – equivalenti a una stagione – tra il Mugello 2017 e Le Mans 2018 in cui ha ottenuto cinque podi, fino a meritarsi la Ducati che non sarà più di Jorge Lorenzo.
Negli ultimi mesi, l’avvicinamento al team ufficiale ha richiesto un adattamento dello stile di guida, atto a conservare meglio le gomme, e Petrux ha faticato a confermarsi tra i big, non andando più sul podio. Riprendere il filo del discorso a Valencia, proprio al momento di salutare Pramac (dove sarà sostituito da Pecco Bagnaia) e salire quel gradino che all’ingresso nel Mondiale non poteva nemmeno sognarsi, sarebbe segno di tempismo perfetto.

Di certo, la concorrenza non mancherà, in un weekend in cui è previsto ancora meteo variabile, soprattutto domani in gara. «Queste condizioni mi piacciono e mi possono favorire» ha detto ieri l’umbro. «Il mio stile di guida mi ha fatto soffrire nelle ultime gare sull’asciutto, ma sul bagnato funziona e lo stesso team ha lavorato alla grande».
A indicare Petrucci come uno dei favoriti è stato anche Valentino Rossi, a sua volta motivato dal duello interno con Maverick Viñales per il terzo posto nel Mondiale. «Petrucci, Dovizioso e Marquez mi sembrano i più competitivi sul bagnato» ha detto Rossi, tirato in ballo per un episodio avvenuto a Sepang, quando ha spintonato due commissari di pista che volevano farsi un selfie. «Dobbiamo alzare il livello della professionalità dei commissari lungo la pista – ha detto Valentino – ci aspettiamo che siano qui per lavorare, non per fare dei selfie. Se pensiamo che sono quelli che ci devono soccorrere in caso di incidente, c’è da avere paura…».

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