Come vedere Milan – Chievo Streaming Gratis diretta Link Video Tv

Alle 15:00 allo stadio San Siro si affronteranno Milan Chievo a partire valida dell’ottava giornata di serie A. I ragazzi allenati da Gattuso vengono da due partite positive, una contro Sassuolo e una contro l’Olympiacos in Europa league. Mentre il Chievo è ancora alla ricerca del suo assetto migliore in questa stagione. Sarà una gara molto abbordabile per il Milan, che, non dovrà fare l’errore di sottovalutare il Chievo.

Milan Chievo streaming gratis e diretta live

Come sempre la partita potrà essere seguita in diretta tv su Sky a partire dalle 15:00, per tutti coloro che vogliono vedere lo streaming gratis, per gli abbonati su Sky possibile scaricare l’applicazione Sky Go che consente di vedere tutti gli eventi sportivi sul PC dispositivi mobili.

Ecco alcuni siti web che possono essere utilizzati per vedere Milan Chievo con lo streaming legale e in questo caso anche gratis. Si tratta di siti delle emittenti che operano fuori dai confini italiani che hanno acquistato nei loro paesi di origine i diritti per mandare le immagini della Serie A. Per questo anche gli utenti italiani potrebbero vedere lo streaming a patto che non intervengano blocchi geografici che vanificano ogni tentativo. Per iniziare si potrebbe provare con:

  1. Paraguay con l’emittente Sistema Nacional De Television;
  2. Portogallo con l’emittente Rádio e Televisão de Portugal;
  3. Svezia con l’emittente Modern Times Group;
  4. Paesi Bassi con l’emittente Sanoma Media Netherlands;
  5. Slovacchia con l’emittente Slovenská Televízia;
  6. Turchia con l’emittente Turkish Radio and Television Corporation;
  7. Suriname con l’emittente Surinaamse Televisie Stichting;
  8. Serbia con l’emittente Radio-televizija Srbije;
  9. Svizzera con l’emittente Schweizer Radio und Fernsehen;
  10. Repubblica Ceca con l’emittente Ceca Ceská Televize.

Come ha detto Gattuso ieri, «non ho le energie per pensare oggi a cosa succederà a gennaio, ma di cose nella mia vita ne vorrei tante». Quello che una volta era definito mercato di riparazione, viene vissuto dal Milan come possibile mezzo per rinforzare ulteriormente una rosa che Leonardo ha potuto ritoccare in soli 24 giorni, dal 25 luglio, giorno del suo insediamento, al 17 agosto. A gennaio, dopo quattro mesi di studio della rosa, Leonardo saprà meglio dove intervenire. Di certo in attacco, perché in estate è arrivato Higuain, ma sono partiti Andrè Silva, Kalinic e Bacca. Col Pipita è rimasto solo Cutrone e l’adattato Borini, troppo poco per un Milan che vorrebbe giocare a volte con due punte. Nell’ultima settimana è tornato d’attualità il tema Ibrahimovic. Il Milan, come confermato dallo stesso Leonardo, ci aveva pensato ad agosto, adesso, considerati i mal di pancia a stelle e strisce dello svedese, l’interesse è tornato di moda e venerdì notte l’agente Raiola alla Rai ha tenuto viva la questione: «Siamo disponibili a parlare. In ogni caso ora ci sono persone normali al comando del Milan, c’è una proprietà seria – ha sottolineato Raiola precedentemente in rotta con i cinesi e Mirabelli -. Bisogna capire però con quali condizioni il Milan o un’altra squadra lo vorrebbero. Tra Ibra e Leonardo c’è un grandissimo rispetto. Zlatan ha passato momenti bellissimi al Milan e a Milano ha lasciato un pezzo del suo cuore». Ibra – Gattuso ieri ha nuovamente dribblato l’argomento elogiando però l’Ibra compagno di squadra – o un attaccante a gennaio arriverà. Leonardo poi vorrebbe inserire un’ulteriore mezzala. Il grande sogno estivo è stato, seppur smentito, Milinkovic-Savic. A gennaio ovviamente il Milan non ci proverà, anche perché la Lazio non lo venderà, ma chissà che fra nove mesi l’argomento non possa riaprirsi. In fondo proprio il presidente Lotito qualche giorno fa ha svelato che un club aveva fatto «un’offerta importantissima il 16 agosto, una proposta indecente che penso nessuno in Italia avrebbe mai rifiutato», ma disse no perché aveva promesso a Inzaghi di non venderlo. Piuttosto attenzione al talento brasiliano Lucas Paquetà. Il Flamengo per cederlo chiede i 50 milioni della clausola, soldi che il Fondo Elliott ha, ma che per la questione Fair Play Finanziario con la Uefa attualmente in stand-by, probabilmente non potrà investire. Venerdì Leonardo ha incontrato l’agente della mezzala, Eduardo Uram, in Europa per proporre il suo assistito. Non c’è ancora una trattativa, ma quando Leonardo si muove su un giovane brasiliano, qualcosa succede sempre.

Avanti di questo passo e finirà per infilarsi nel dizionario con la stessa facilità con cui sbuca nell’area di rigore avversaria praticamente ogni partita. E tra i sinonimi di «indispensabile», in mezzo ai vari «necessario», «irrinunciabile», «essenziale», potrebbe spuntare «Kessie». Perché questo è Franck, per il Milan: l’elemento dal quale non si può prescindere, la costante matematica (K, appunto) che accompagna le formule rossonere da due stagioni in Serie A. Da quando è sbarcato a Milanello, il centrocampista col 79 sulle spalle ha giocato – sempre da titolare – 43 delle 44 partite di campionato disponibili saltandone solo una, e naturalmente non per scelta tecnica: quel 18 febbraio contro la Sampdoria, l’insostituibile era fuori per squalifica.

CHE RITMO Kessie è stato un punto fermo pressoché per chiunque lo abbia allenato, da Drago, che al Cesena lo spostò dalla difesa al centrocampo, a Gasperini e Montella. Non ha fatto ovviamente eccezioni Gattuso, che non ha mai nascosto di nutrire grandi aspettative per il ragazzo. Tecnicamente,  DA CLONARE L’eventualità di dover rinunciare a Kessie non è contemplata, insomma, ma Ri­no questa estate si è voluto tu­telare per non correre rischi: nell’agenda di mercato l’acqui­sto di una mezzala muscolare in grado di far rifiatare Franck era ben evidenziato. Il prescel­to Bakayoko, ingaggiato in prestito dal Chelsea anche per le doti «alla Kessie», in questi primi tempi sta faticando pa­recchio e forse a pesare per Timù è anche il paragone con il compagno, cui tifosi e addetti ai lavori lo sottopongo­no inevitabilmente. A 21 anni, Kessie ha personalità, forza e qualità a sufficienza per vestire i panni della certezza nel cen­trocampo gattusiano. In più, offre una duttilità difficilmente rintracciabile nella maggior parte dei colleghi di reparto di A: sa riconquistare palloni «sporchi» ma anche ripulirli per i compagni, conosce alla perfezione movimenti e automatismi della catena di destra, dove il dialogo con Suso e Calabria è frequente e spesso frutto- so, ma soprattutto sa come fare male agli avversari. Dopo sei partite di campionato i gol sono già due, alla Roma di destro e al Sassuolo col mancino da fuori area, a suggellare una sgroppata di una sessantina di metri che ha ricordato quelle di Gervinho.

SULLE ORME DI MARCEL Non inganni il confronto da coast to coast, però, perché la lepre da puntare in casa rossonera è un’altra, quel Marcel Desailly che ha contribuito a fare la storia del centrocampo del Diavolo Anni 90. Origini africane come Franck, stessa struttura – parliamo di due colossi – e medesimo percorso tattico, dal centro della difesa (ruolo che Desailly ha sempre ricoperto in nazionale, vincendo un Mondiale e un Europeo) al cuore della mediana: i punti di contatto non sono pochi, anche se l’ivoriano si spinge in avanti con più frequenza di quanto non facesse Marcel. E con risultati migliori: in 186 presenze e cinque stagioni con il Milan, il centrocampista arrivato nell’ottobre del 1993 dal Marsiglia ha segnato 7 gol, tanti quanti ne ha firmati Kessie in 61 partite con la maglia rossonera ad dosso. Ci sono reti e reti, però, e quella (bellissima) al Barcellona di Cruijff nel 4-0 della finale di Champions ad Atene nel ‘94 è rimasta per sempre impressa negli occhi e nella mente dei tifosi. E dello stesso Franck, che ha confessato di ispirarsi al francese: «Desailly è un idolo, un grandissimo calciatore. Non sono nemmeno vicino a lui ma mi piacerebbe raggiungere quei livelli». Gli toccherà macinare ancora chilometri e minuti e cominciare ad alzare qualche trofeo, visto che Marcel ne vanta 13 in bacheca (di cui 5 col Milan). La prima missione non sarà un problema, quanto al secondo punto c’è da lavorare, anche se Kessie ha chiarissimo il percorso da seguire, come ha ribadito qualche tempo fa: «Tornare in Champions, dal primo all’ultimo della squadra dobbiamo dare tutto per arrivarci».

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