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In quella che al Milan viene considerata una città santa, perché qui nel 1994 e nel 2007 i rossoneri hanno vinto due Champions League, passa inevitabilmente la qualificazione alla fase a eliminazione diretta dell’Europa League della squadra di Gattuso. Un Milan che si è compattato, ma che troverà uno stadio che tradizionalmente è una bolgia come il Karaiskakis di Atene, tana dell’Olympiacos che sarà tutto esaurito e che proverà a mettere in soggezione i milanisti. «Bisogna fare una grande partita, non basta solo saper giocare a calcio. Domani l’ambiente ci farà capire il nostro livello di carattere. Sarà un buon test» avverte Rino, che poi aggiunge: «Non dobbiamo farci impressionare dalla loro partenza e non dovremo farci sorprendere. Sappiamo le difficoltà della loro partita. Loro sono una delle migliori squadre a livello di possesso palla.

Non dobbiamo sottovalutare la partita, non dobbiamo ragionare all’italiana. Dobbiamo fare la nostra partita e non dobbiamo difenderci. Voglio vedere grande personalità e voglia. È una partita che ci può far crescere anche a livello mentale». Per strappare il pass qualificazione, Gattuso darà continuità al blocco di giocatori che è sceso in campo con il Torino, con il solo avvicendamento certo tra i pali, dove torna Reina al posto di Donnarumma. Il resto della formazione prevedrà la linea a quattro con Calabria e Rodriguez sugli esterni mentre Abate-Zapata sarà la coppia centrale. L’unico dubbio che permane è quello legato a Suso.

Lo spagnolo è apparso poco lucido nelle ultime due partite e ha riportato qualche dolorino: «Strumentalmente non c’è nulla – ha rassicurato Gattuso -, ma deciderò poco prima della partita». Nel corso della rifinitura, però, è stato provato Castillejo tra i titolari insieme a Kessie, Bakayoko e Calhanoglu ma Suso rimane in leggero vantaggio rispetto al connazionale. In attacco conferma per la coppia Higuain-Cutrone, che all’andata ribaltò la partita permettendo al Milan di vincere per 3-1 con doppietta di Patrick inframezzata dal timbro del Pipita. E per loro, Gattuso ha avuto due carezze: «Vanno messi in condizione di esprimersi al meglio. Il Pipita può fare molto di più e lo sa, la strada è quella di fargli trovare più minuti e continuità» mentre su Cutrone ha aggiunto: «Tiene molto a questo sport, vedere un ragazzo rammaricato perché ha sprecato una occasione da gol è un qualcosa di bello perché vuol dire che tiene a questo lavoro. Può migliorare nel fare gol».

Infine una battuta sul mercato, che tiene già banco in casa rossonera già da qualche settimana: «Io non voglio togliere tempo al campo, ma qualcosa faremo. Non so su che strada andremo, perché ci sono dei paletti. Ci sono cinque partite prima dell’apertura del mercato. Testa e concentrazione sul campo, poi vedremo. Ma per il resto, dovete chiedere a Leonardo e Maldini». Il rientro di Musacchio (andrà in panchina) e quello prossimo di Romagnoli (pronto per Bologna) sono certamente delle buone notizie. Stasera dovrà arrivarne un’altra sotto forma di qualificazione.

Ecco una breve lista che potrebbe risultare utile ai fini delle ricerche:

  1. Portogallo con Rádio e Televisão de Portugal;
  2. Svizzera con Schweizer Radio und Fernsehen;
  3. Turchia con Turkish Radio and Television Corporation;
  4. Serbia con Radio-televizija Srbije;
  5. Paesi Bassi con Sanoma Media Netherlands;
  6. Paraguay con Sistema Nacional De Television;
  7. Slovacchia con Slovenská Televízia;
  8. Suriname con Surinaamse Televisie Stichting;
  9. Repubblica Ceca con Ceská Televize;
  10. Svezia con Modern Times Group.

DOVE VEDERE OLYMPIACOS MILAN IN TV

Per vedere Olympiacos Milan in TV hai bisogno di un abbonamento Sky con il pacchetto Sky Calcio. Se soddisfi questo requisito, la gara sarà visibile con ampio pre partita e post partita su Sky Sport HD e Sky Sport Champions League, canale 202.

Nel caso in cui non fossi un abbonato Sky purtroppo non potrai vedere la partita in TV ma puoi sempre usufruire di alcuni servizi alternativi per vedere Olympiacos Milan in streaming. Altrimenti puoi approfittare dell’occasione per sottoscrivere un abbonamento Sky.

DOVE VEDERE OLIMPIACOS MILAN IN STREAMING

Il match Olympiacos Milan sarà trasmesso anche in streaming su diverse piattaforme, tutte rigorosamente di Sky. Anche qui se avete un abbonamento Sky potete utilizzare l’applicazione SkyGo (gratuita) che permette la visione del match anche in streaming. SkyGo infatti permette di vedere su PC, Smartphone, Tablet e non solo tutti i programmi Sky sfruttando il proprio abbonamento di casa.

Quando un predatore si sente braccato, tendenzialmente reagisce aggredendo. Ed è quello che dovrà fare Gonzalo Higuain a partire dal match di questa sera contro l’Olympiacos, che è l’ultimo ostacolo che divide il Milan dal check-in per la fase a eliminazione diretta dell’Europa League. Gattuso punta molto sul Pipita e non lo ha mai nascosto, così come non ha fatto mai mistero del fatto che l’argentino debba essere più tranquillo in campo. Anche contro il Torino, Higuain è apparso smanioso di far bene, ma ancora con il voltaggio del nervosismo su livelli di guardia. La squadra sta entrando in un periodo cruciale della stagione, dove dovrà proseguire il percorso europeo, mettere fieno in cascina per il quarto posto, intraprendere in maniera positiva il cammino in Coppa Italia e, per finire, provare a contendere al massimo delle proprie possibilità la Supercoppa Italiana del prossimo 16 gennaio, a Gedda, contro la Juventus.

A tutto questo vanno aggiunte le indiscrezioni relative ai dubbi da parte del Milan relative al suo riscatto dalla Juventus, fissato in 36 milioni di euro da versare la prossima estate. Spifferi gelidi che gli sono giunti alle orecchie e che, di certo, non gli avranno fatto piacere. Ma Higuain ha un solo modo per dimostrare che quanto gli viene contestato possa e debba finire nel dimenticatoio, ovvero trascinare il Milan. Lo farà in coppia con Cutrone, con il quale i sincronismi si stanno oleando allenamento dopo allenamento, con il Pipita che agisce più da seconda punta mentre Patrick è chiamato ad attaccare maggiormente la profondità.

Prosegue il casting di Leonardo per regalare una terza punta a Gattuso. Dopo la chiusura per Ibrahimovic, il nome caldo è quello di Quagliarella, ma la Samp – con Giampaolo che si è messo di mezzo – è pronta a offrirgli un prolungamento contrattuale. Le altre opzioni sono quelle, Origi e Sturridge del Liverpool, mentre risulta difficile arrivare a Rushford dello United. Con il Chelsea rimangono anche aperti i discorsi per Batshuayi (oggi al Valencia), Fabregas. Cahill e occhio anche al ritorno di fiamma per Loftus-Cheek. Nella Liga monitorate le situazioni di Muriel e Gameiro.

Una trasferta di calcio senza però quell’atmosfera spensierata di festa che solitamente accompagna le gare europee: quella di stasera ad Atene per i tifosi del Milan sarà tutt’altro che una serata tranquilla, almeno nelle previsioni. Tra la tifoseria rossonera e quella dell’Olympiacos, infatti, negli ultimi tempi c’è stato qualche tafferuglio di troppo che ha esacerbato gli animi. Ecco allora che la società ieri, nelle informazioni utili per i tifosi pubblicate sul sito, ha apertamente suggerito ai 400 supporter che arriveranno nella capitale greca di comportarsi in modo prudente e con una certa discrezione. Se, infatti, la prima avvertenza è piuttosto ovvia («Ricordiamo di portare carta di identità o passaporto, serviranno per entrare allo stadio»), il secondo e il terzo punto fanno percepire la preoccupazione che c’è per questa trasferta, tra l’altro a casa di una tifoseria sempre particolarmente calda. «Per motivi di sicurezza è fortemente sconsigliato camminare da soli per la città e/o indossare magliette, sciarpe o qualunque altra cosa possa identificare come tifosi del Milan», si legge infatti proseguendo nella guida a come comportarsi inquietante quel d’Atene. Tutta una situazione diversa rispetto all’ondata rossobianca che aveva invaso il centro di Milano all’andata ostentando i propri colori. Come se non bastasse il Milan si raccomanda anche di «Non utilizzare in maniera più assoluta i mezzi pubblici per recarsi allo stadio. Avvalersi dei servizi messi a disposizione dal club rossonero». Certo una situazione strana e non proprio ideale per andare a tifare la propria squadra, ma per preservare l’incolumità delle persone sarà meglio seguire alla lettera il vademecum rossonero.

Olympiacos, al di là di * come andrà a finire la I chiamata senza appello di stasera, avrà comunque rappresentato per entrambi – e per il Milan di quest’anno – l’avversario della svolta. Se Gonzalo Higuain e Patrick Cutrone si ritroveranno anche stavolta uno accanto all’altro, lo devono infatti in massima parte alla sfida dell’andata a San Siro. E’ stata infatti quella serata a certificare qualcosa che chiedeva insistentemente strada già da qualche partita: la necessità di vederli giocare insieme. Il tre a uno sui greci – maturato negli ultimi venti minuti con una rete di Higuain e una doppietta di Cutrone dopo la sua dirompente entrata in scena – ingrassò il concetto a tal punto da non permettere a Gattuso altre scelte, se non rimettere mano alla lavagna tattica per garantire al tandem la pedalata migliore. Lungo le settimane la formula è cambiata diverse volte, nella difesa (a 3 o a 4) e a centrocampo (a 4 o a 5), ma su una cosa Gattuso ha cercato di non derogare mai: Gonzalo e Patrick insieme. Non c’è riuscito quanto avrebbe voluto, perché Higuain arriva da un mese piuttosto turbolento, però la partita di stasera è l’ennesima prova che quei due – quando stanno bene – non vanno divisi. Il Pipa e Cutrone, nonostante un rallentamento nelle statistiche di coppia, presentano sempre numeri decisamente piacevoli da leggere: insieme in dodici partite stagionali, per un totale di 518 minuti che hanno prodotto in tutto otto reti (sei Cutrone, due Higuain). Vale a dire una coppia da un gol ogni 65 minuti. E c’è spazio anche per gli assist: due di Higuain a Cutrone (Roma e Dudelange), uno di Cutrone a Higuain (Samp).

DOLORE Tutto abbastanza confortante, verrebbe da dire. Eppure entrambi, per motivi diversi, stanno iniziando ad avere un conto un po’ in sospeso col gol. Higuain è il caso più evidente. L’ultimo appuntamento andato a buon fine risale al 28 ottobre, contro la Sam- pdoria. Dopo di che, cinque partite a dieta strettissima, peggiorata dalla squalifica di due giornate e da problemi alla schiena (che risalgono addirittura alla trasferta di Udine di inizio novembre) non così banali, a giudicare da quanto ha spiegato Gattuso pochi giorni fa. In pratica il Pipa ultimamente sta giocando con le infiltrazioni, altrimenti il dolore sarebbe troppo forte. Un problema che di certo non contribuisce a rasserenarlo, lui che a volte è nervoso anche quando le cose funzionano. Figuriamoci così. Magari Gonzalo può trovare spunti confortanti ripensando alla vigilia dell’andata. Allora era stata una vecchia cicatrice infiammata a tenerlo in forte dubbio fino all’ultimo, anche se Gattuso il giorno prima della sfida aveva assicurato: «Nonostante i problemi, è sempre sorridente». E quella partita l’aveva ripagato in modo eccellente, così come era stato chiaro che Cutrone non avrebbe più dovuto partire dalla panchina. Di questi tempi, invece, Patrick sta cercando di sbloccarsi lontano da San Siro. L’ultimo gol fuori Milano risale a febbraio (Roma), ma intanto il ragazzo – uno che ha segnato in tutte le condizioni – sè recentemente affrancato da una curiosa di­pendenza dal Pi­pa, realizzando col Parma la pri­ma rete (sulle sette totali) sen­za Gonzalo in campo. «Vive per il gol, e in un certo senso è pro­prio questa la cosa su cui deve migliorare – raccontava ieri Gattuso -. Ci sta che sbagli, ca­pita a tutti, e quindi vederlo rammaricato perché ha spreca­to un’occasione è qualcosa di bello ma allo stesso tempo un aspetto da migliorare».

E uno dei nuovi volti del la scuola portoghese, incaricato di riportare in quota l’Olympiacos e porre le basi di un nuovo corso. Pedro Martins, 47 anni, stasera se la vedrà con il Milan di Rino Gattuso per conquistare un posto ai sedicesimi di Europa League.

«Sarà una specie di finale – spiega il tecnico alla Gazzetta -, ma pure per i rossoneri, anche se il Milan ha il vantaggio della differenza reti. Però giochiamo davanti ai nostri tifosi. Il Milan è una grande squadra, ma sappiamo come metterli in difficoltà, come all’andata. E poi abbiamo l’opportunità di scrivere una pagina importante dell’Olympiacos nelle coppe europee».

Sarà una partita di possesso o di contrattacco?

«Sara una gara equilibrata, con fasi alternate, ma sarà una bella partita. Come a San Siro».

Higuain però non segna da più di un mese: rischio o vantaggio?

«Spero non si sblocchi proprio con noi. Scherzi a parte, capita a tutti gli attaccanti. Higuain è uno dei più forti al mondo, che può fare la differenza in qualsiasi momento, ma spero non contro di noi».

Quali altri giocatori del Milan le sono piaciuti?

«Suso, ottimo elemento che ci ha creato problemi. Il Milan ha molti giocatori di qualità, non solo individuale ma pure tattica. E soprattutto si nota una forza collettiva».

Che ne pensa di Gattuso?

«L’ho ammirato come giocatore, ma come allenatore è differente. Sta sviluppando uno stile diverso sia rispetto ai suoi predecessori che al calcio italiano. Non solo difesa, ma puntando sul gioco. E non va dimenticato che questo Milan rappresenta una squadra e un progetto giovani».

La Serie A può essere uno sbocco per lei?

«Oggi i migliori giocatori e il miglior calcio si esprimono in Premier League che ha una potenza finanziaria senza paragoni. Ma la Serie A ha comunque colmato il ritardo con gli altri grandi campionati europei. Mi sento un po’ come Gattuso, focalizzato su un progetto ambizioso con giocatori giovani. Poi si vedrà, la Serie A ri- mane un campionato stimolante per chiunque»

Però Ronaldo può cambiare la prospettiva anche del calcio italiano?

«Ronaldo è il migliore al mondo, ma è anche l’eccezione. Contribuirà a far crescere il movimento italiano, ma la Premier League è destinata a dominare il calcio per altri dieci anni».

Da portoghese, Ronaldo meritava il Pallone d’Oro?

«Ronaldo ha scelto la Juve anche perché si tratta di un club prestigioso, storico e ambizioso. Ha dimostrato di sapersi adattare al vostro calcio. Credo che la Juve vincerà lo scudetto, Ronaldo diventerà capocannoniere e insieme potranno puntare alla Champions. Quindi Ronaldo potrà vincere il Pallone d’Oro il prossimo anno».

Chi l’ha ispirata di più tra i grandi allenatori della scuola portoghese?

«Ammiro Queiroz che è stato mio allenatore allo Sporting, e Mourinho che ha cambiato le mentalità. Ma porto avanti la mia idea di calcio».

Altro portoghese in vista è André Silva che il Milan ha prestato al Siviglia dove sta facendo bene. Consiglia a Gattuso di riprenderselo o interessa anche a lei?

«Sono contento dei miei giocatori e comunque abbiamo altri budget e target per gennaio. Silva è un ottimo giocatore che ha completato la fase di maturazione. Credo sia ormai pronto per un grande club come il Milan. Ma la domanda va fatta a Gattuso».

Origliano Calabro ha una storia fatta di dominazioni arabe, normanne e romane, ma la Magna Grecia no, s’è fermata lì accanto, a Rossano. E’ stato invece uno dei figli più famosi di Corigliano, Rino Gattuso a conquistare la Grecia, quella dei giorni nostri: correva l’anno 2007 quando l’allora centrocampista rossonero alzava la Cham- pions League ad Atene, vendicandosi del Liverpool. Quella del Milan «greco» è una vicenda strana: il Diavolo non ha mai vinto in casa dei club ellenici, ma su questa terra ha alzato due Coppe dei Campioni (1994 e 2007, Paolo Maldini presente all’Olimpico di Atene in entrambe le occasioni) e una Coppa delle Coppe (nel ’73 a Salonicco).

PERSONALITÀ’ Stasera contro l’Olympiacos si può passare ai sedicesimi anche perdendo (ma difendendo il 3-1 di San Siro come se fosse un match a eliminazione diretta). Gattuso però ha pronto lo slogan per la serata del Ka- raiskakis: «Vietato ragionare all’italiana. Non affidiamoci a difesa e contropiede, voglio vedere personalità». Vorrebbe vedere anche Suso titolare nel 4-4-2, questo è certo, ma il talento spagnolo non è al meglio e andrà molto probabilmente in panchina: «Nulla di grave» assicura Rino. Al suo posto giocherà l’altro spagnolo, Castillejo.

SPEGNERE IL TIFO Rino in Gre eia ha allenato, Atene non gli ha portato molta fortuna nelle scorribande sulla panchina dell’Ofi Creta. «E con l’Olympiacos sarà dura, è tra le migliori squadre d’Europa nel possesso palla – assicura -. L’ambiente sarà caldo, ma i tifosi non giocano. E non chiedetemi di trasferire la cattiveria del Gattuso calciatore ai ragazzi che alleno, può essere controproducente». L’affare Ibra sfumato è già alle spalle, il mercato di gennaio lontano, Gattuso glissa e tiene la testa all’obiettivo: «Qualificarci è fondamentale. Per noi e per la società». Paquetà però c’è: «Lo avevo visto nelle ultime partite di campionato, so quali sono le sue qualità. Ha doti importanti e fino a giovedì starà con noi».

COPPA ITALIANA Sull’elimina- zione di Inter e Napoli dalla Champions, Rino si dice dispiaciuto, «ma così l’Europa League diventerà più affascinante». I sedicesimi a cui sono iscritti Spal- letti e Ancelotti, però, lui deve raggiungerli. E per farlo occorre uscire indenni dalla Grecia, dando l’esempio alla Nazionale che passerà di qui sulla via verso Euro 2020. «Per le mura di Atene dritto davanti a lei», recita una memorabile gag fantozziana, che si conclude con una solenne capocciata. Farebbe ridere anche Gattuso in qualsiasi giorno, tranne questo, oggi no. Oggi al Pireo c’è poco da scherzare, di sbattere la testa non ha alcuna voglia.

Nella maniera più assoluta». Il tono del comunicato del Milan sulle misure da adottare per la sicurezza nella trasferta di Atene è volutamente perentorio e contiene anche questo rafforzativo. È riferito ai mezzi pubblici della capitale: i circa 500 tifosi rossoneri attesi al Ka- raiskakis devono evitarli accuratamente, procedendo invece in direzione stadio a bordo dei mezzi messi a disposizione dal club. Motivo? Semplice: Olym- piacos-Milan è un match a forte rischio violenza. E la disavventura dello scorso anno con l’Aek è ancora ben viva nella mente: il 2 novembre 2017 i sostenitori del Diavolo furono attaccati mentre viaggiavano in metropolitana, un agguato in piena regola dovuto alla lentezza con cui procedeva il convoglio. Ci fu una sassaiola che causò una dozzina di feriti fra entrambe le fazioni, sei dei quali trasportati in ospedale.

SPINGONO IN 33MILA Per pròvare a evitare che una partita di calcio si trasformi in una zona di guerriglia, il Milan ha utilizzato il proprio sito ufficiale per rivolgere alcune raccomandazioni ai tifosi che hanno comprato il biglietto per la partita. Quella sui documenti d’identità da portare con sé per accedere allo stadio è piuttosto ovvia, ben più significative le altre. Tra cui il consiglio di non camminare da soli per la città e la preghiera di non esibire sciarpe, bandiere e vessilli rossoneri di ogni genere per le vie della capitale. A Milano, nella gara d’andata, i tifosi greci cantarono e accesero fumogeni in Piazza del Duomo, senza particolari danni e conseguenze. Poi i seimila biancorossi si spostarono a San Siro, dove punzecchiarono la Curva Sud rossonera con qualche sfottò in italiano. Nulla di più. L’atmosfera stasera sarà caldissima, ma il Karaiskakis è un impianto dalle dimensione modeste: 33mila i tifosi greci che prenderanno posto sugli spalti.

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