Vaccini obbligatori, cosa dice la legge

A settembre riaprono le porte degli asili e torna al centro dell’attenzione il tema dei vaccini obbligatori per i bambini. L’attuale governo ha dichiarato di essere contrario alla legge introdotta lo scorso luglio, che prevede appunto l’obbligatorietà di dieci differenti vaccinazioni per i minori di 16 anni. Qual è la situazione attuale? Cosa potrebbe accadere? Facciamo il punto della situazione.

In base al decreto, poi convertito in legge, approvato oltre un anno fa, il 7 giugno 2017, a bambini e ragazzi da 0 a 16 anni (16 anni e 364 giorni, per la precisione) sono richieste delle vaccinazioni obbligatorie. Se la legge non viene rispettata, non è consentita l’ammissione presso nidi e asili e scattano sanzioni economiche per i genitori. Innanzitutto, l’obbligo legislativo riguarda i seguenti vaccini: o)anti-poliomelitica;

b) anti-difterica;

c) anti-tetanica;

d) anti-epatite B;

e) anti-pertosse;

Ganti Haemophilusin-fluenzae B;

g) anti-morbillo;

H) anti-rosolia; l) anti-parotite; j) anti-varicella.

Per le ultime quattro vaccinazioni è prevista una valutazione fra due anni per l’eventuale eliminazione dell’ob-bligo. Non sono considerati dirimenti per l’iscrizione a scuola, ma saranno offerti gratuitamente (prenotandoli in farmacia e chiamando le Aziende sanitarie locali, Asl), i vaccini contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus.

Segnalazioni e attese

Il numero e il tipo di vaccinazioni richieste varia a seconda dell’anno di nascita del bambino, in funzione del piano vaccinale in vigore all’epoca. Nello specifico:

• i nati tra il 2001 e il 2016 dovranno essere in regola con 9 vaccinazioni: quelle comprese nel vaccino esavalente e nel trivalente;

• i nati dal 2017 dovranno essere in regola con le 10 vaccinazioni.

Per legge non possono essere iscritti agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, pubbliche e private, i minori che con una gradualità che si può flettere nell’intensità, nel tempo, oltre che a livello territoriale”, ovvero l’obbligo scatta solo quando le coperture sono al di sotto dei livelli di sicurezza. Altro punto focale è l’autocertificazione, ma affinché il sistema funzioni andrà attivata l’anagrafe vaccinale nazionale, ancora da definire. E dunque, la legge Lorenzin sui vaccini è vicina al pensionamento? La cosa sembra essere molto probabile.

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