Ambra Angiolini parla di tutto ma non di Allegri

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E’ incinta? Sta per andare a convivere? Si sposa a giugno? Sono le uniche domande che ultimamente i media sembrano porsi sul conto di Ambra Angiolini e del suo fidanzato Massimiliano Allegri. Sì, perché, da quando è sbocciata, circa un anno fa, la love story tra l’ex ragazzina prodigio di Non è la Rai e il coach della squadra più tifata d’Italia, dicesi Juventus, ha calamitato l’attenzione delle cronache rosa e non.

Ambra, però, che incontriamo alla presentazione della fiction di Canale 5 II silenzio dell ’acqua e che, a giudicare dal pancino piatto non pare in dolce attesa, respinge ogni incursione nella vita privata. In questo momento le interessa di più parlare della sua prima prova come attrice di una serie televisiva, cosa che sognava di fare da tanto tempo come ci racconta lei stessa: «Per anni ho chiesto a vari dirigenti tv di darmi un’opportunità nella fiction, ma niente. Forse era colpa dei miei precedenti pop, fatto sta che non venivo mai scritturata.

Fino a quando non è arrivato Il silenzio dell ’acqua col molo di Luisa Ferrari. Che personaggio è Luisa. Una donna apparentemen-j te scostante che indaga senz: guardare in faccia nessuno, m; in realtà, dentro di sé, è pieni di emozioni. Ti somiglia? No, ma mi sono divertita a interpretarla. Mi ha aiutato a controllare il pathos nel quale, contrariamente a lei, normalmente eccedo. Un ruolo così è una bella sfida.

È stata una sfida anche vestire i panni di un viceque store donna? Preferirei non definirla vicequestore donna, ma solo vicequestore. Sottolineare il genere rischia di alimentare la | discriminazione. Eppure ti sei sempre impegnata nelle questioni civili di genere. Sei stata anche j attivista per i diritti Lgbt. Appunto, su certe battaglie I ci ho messo la faccia, ma puntare troppo sull’essere donna 1 del mio personaggio, lo limita. Però ci sono rivendicazioni sacrosante per le quali non , si deve abbassare la guardia.

Per esempio? Penso alle difficoltà delle madri che lavorano. Lasciando stare me, che per il mestiere che faccio mi considero sicuramente una privilegiata, è assurdo imporci di scegliere tra l’essere madre e lavorare, come spesso, magari in maniera subdola, accade. Era la prima volta che lavoravi con Giorgio Pasotti: com’è andata sul set? All’inizio ci incontravamo poco, tra l’altro lui è un attore navigato, mentre io ero alle prime armi, una vera rompiscatole. Una volta rotto il ghiaccio, è andata benissimo, anzi, mi piacerebbe fare altre fiction con lui.

Allora ci hai preso gusto a fare l’attrice televisiva? Assolutamente sì, ciò non toglie che non mi precludo altre strade. Quali? Da aprile vado in onda su Radio Monte Carlo con un programma scritto da me. Sono contenta che mi abbiano dato fiducia, tra l’altro avevo già frequentato l’etere su Radio 105, Rtl 102.5 e Radio 2.

Che esperienza è stata? Bella, perché ho imparato a gestire la voce e a fare a meno della faccia, cosa non semplice, venendo dalla tv. Subito dopo la radio arrivò l’opportunità del cinema con Saturno contro di Ferzan Òzpetek (che le è valso il David di Donatello come attrice non protagonista nel 2007, ndr). Viaggi tra generi diversi?

Mi piace sperimentare e poi ho imparato che la popolarità è fugace, quindi mai dire no. Una popolarità che hai assaporato da giovanissima grazie a Gianni Boncompa- gni: che ricordo hai di lui?
Quello di un grande professionista al quale devo moltissimo, anche se Non è la Rai rappresenta il passato. Da allora in poi mi potrei definire una fantasista dello spettacolo perché ho fatto un po’ di tutto.

Non ti sembra una definizione riduttiva? No, perché è ciò che sono. Mi è costato anni di analisi accettarlo, ma alla fine ci sono riuscita. Sono nata come personaggio atipico, ma sono orgogliosa del mio percorso, non voglio precludermi nessuna strada e finché potrò farlo mi riterrò fortunata,

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