Assenze per malattia 2019: che cos’è il periodo di comporto?

Quando un lavoratore si assenta a causa della malattia per lungo tempo, spesso si sente parlare del periodo, di comporto Che cos’è? Il periodo di comporto e l’asso temporale massimo, entro un anno solare, nel quale il lavoratore può rimanere in malattia. Oltre questo termine di norma scatta il licenziamento, come noto, durante lo stato di malattia, il lavoratore non può essere licenziato, egli quindi ha diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Questo diritto fornito anche di copertura costituzionale, ovviamente non può essere illimitato anche a tutela dei contrapposti interessi del datore di lavoro. La durata massima del periodo di comporto è indicata nel contratto collettivo nazionale di lavoro, e di norma è pari a 180 giorni. Si parla di comporto secco se i 180 giorni vengono calcolati in modo consecutivo, invece di comporto per sommatoria nel caso in cui si vadano a sommare tutti i giorni di assenza per malattia anche se non consecutivi nell’arco dell’anno solare.

Per il pubblico impiego la disciplina spesso a diversa che spiegheremo in un altro articolo. Alcuni contratti collettivi prevedono la possibilità per il lavoratore di richiedere al datore alla scadenza del periodo del comporto un aspettativa non retribuita, determinato ovviamente, oltre la quale può essere ultimato il licenziamento.

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