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Charlize Theron ottiene la tanto bramata statuina nel film Monster in cui interpretò alla perfezione il ruolo di una sociopatica

Molte attrici vengono ricordate per la loro sensualità capace di trasformarle in vere e proprie icone. Basti pensare a personaggi come Marilyn Monroe e Audrey Hepburn che ancora oggi a distanza di tanti anni rimangono in auge, impresse nell’immaginario comune come fosse ieri. Sebbene fossero altri tempi, esistono tutt’oggi esempi che potrebbero competere con le grandi dive di una volta. Charlize Theron è una di queste. La sua classe è innegabile e oltretutto è dotata di quel dono sacro della recitazione perfetta a tutti i costi.

Troppo facile per lei limitarsi a recitare, quindi sviscera i suoi personaggi fino a cucirseli addosso, entra in simbiosi con loro, li assorbe per poi farli emergere durante la messinscena. Farebbe fare salti di gioia a Kostantin Stanislavskij, teorico teatrale che diede vita a un metodo basato proprio sull’approfondimento psicologico dei personaggi, il quale sarebbe davvero orgoglioso di come l’attrice sudafricana incarni perfettamente le sue teorie. Il lavoro che la talentuosa interprete fa su se stessa ogni qualvolta sceglie un personaggio da rappresentare che non sia meramente convenzionale, ma anzi incarni le debolezze umane di cui tutti siamo soggetti, è qualcosa che va oltre la semplice interpretazione.

Non si esime dal partecipare ad estenuanti sedute di make-up per imbruttirsi (troppo bella per non ricorrere a un ingente aiuto dal trucco cinematografico) e a guadagnare 13 chili in più per trasformarsi nella prima serial killer americana, Aileen Wuomos, nel film “Monster”. La performance così forte e drammatica nel rendere questo ruolo vero e credibile, le ha fatto vincere la tanto sognata statuetta ed entrare ufficialmente tra le attrice più pagate e richieste di Hollywood.

Camaleontica è l’aggettivo che più descrive il suo talento versatile e la sua attitudine a intense interpretazioni che colpiscono come un pugno sullo stomaco. Come quando ha rasato a zero tutti i suoi biondissimi capelli per interpretare al meglio l’Imperatrice Furiosa in “Mad Max: Fury Road”. Oppure la sua ultima fatica “Tully” di imminente uscita nelle sale cinematografiche, che la vede ancora una volta immergersi in maniera maniacale sul personaggio che di lì a poco avrebbe dovuto interpretare: una madre depressa dopo la terza gravidanza, ormai sfatta nel corpo e nello spirito. Quindi libero sfogo a una dieta piena di carboidrati e zuccheri, pasti ad ogni ora del giorno, ed ecco che i 22 chili necessari alla parte si ancorano su fianchi, glutei e pancia dell’attrice premio oscar. Una metamorfosi sorprendente, che la rende irriconoscibile.

Un lavoro estenuante. Non è stato facile per lei sottoporsi a una prova del genere dopo i 40 anni, fase anagrafica in cui, lo sappiamo bene, il metabolismo non è più quello dei vent’anni. Recuperare il proprio peso forma è stata l’ennesima sfida per Charlize, questa volta ancora più difficile da vincere.

Quanta dedizione verrebbe da pensare, e probabilmente è davvero così. Charlize ha talento e vuole dimostrarlo, soprattutto accettando ruoli difficili, intensi, dove spesso il suo aspetto fìsico appare alterato rispetto la realtà. Non ha remore nell’imbruttirsi e nel mostrarsi nelle più disparate fragilità che accomunano ognuno di noi, come a dire “sono consapevole di essere bella, ma non sono arrivata fin qui solo per questo”. Cara Charlize, il messaggio è arrivato forte e chiaro.

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