Cristel Carrisi al quinto mese mentre Albano, inserito nella lista dei nemici dell’Ucraina, ricorre alla Corte Europea e chiede i danni

La pancia che aveva mostrato in esclusiva a fine febbraio sulla copertina di Gente per dare l’annuncio della seconda gravidanza – e stavolta è in arrivo una femminuccia, che farà compagnia al fratellino Kai – è cresciuta di parecchio. Cristel Carrisi, ormai al quinto mese, torna a mostrare la gioia dell’attesa. Lo fa a Domenica In, dove si presenta fasciata da un’elegante tuta intera color della passione, senza spalle e con volant: una mise sexy al punto giusto, che sottolinea dolcemente le sue forme. «Il mio piccolo Kai ha adesso 10 mesi e a Ferragosto avrà una sorellina», dice tra gli applausi. Felicità! Una gioia condivisa con la sorella minore Romina, anche lei ospite nel salotto di Mara Venier.

Le due Carrisi ricordano la loro infanzia «da zingare, ma con grande serenità», e pure i momenti più difficili, la ferita dovuta alla separazione dei genitori, nel 1999. «Tutto è più grave se attorno c’è un rumore mediatico. Sono andata all’estero per allontanarmi da questo dolore. Tutti volevano sapere perché era crollata questa coppia che era il simbolo dell’amore », racconta Cristel. «L’indelicatezza e l’insensibilità degli altri sono le cose che fanno più male. Inizialmente stavo con papà, poi le dinamiche familiari sono cambiate», spiega Romina (l’allusione è alla relazione con Loredana Lecciso), «e mi sono trasferita a Roma da mia madre nella casa che lei poi ha donato per farne un centro di preghiera e meditazione buddhista».

Ora Romina Power vive a Los Angeles, dove sta per la maggior parte dell’anno anche la figlia che porta il suo stesso nome, appena tornata single: «Ho lasciato il mio compagno una settimana fa. È stata una decisione ponderata dopo un anno di convivenza. Quando non c’è compatibilità è inutile sforzarsi», ha dichiarato l’ultimogenita di Romina e Al Bano, che ha sottolineato anche le difficoltà riscontrate nella sua carriera di attrice: «Ho avuto un agente che non credeva in me. Volevo fare i provini, ma lui mi diceva che non mi volevano perché avevano dei pregiudizi. Mi invitavano nelle trasmissioni solo per parlare dei miei genitori, ma io ho studiato e sono preparata».

Studio che nemmeno Cristel ha abbandonato. Da Zagabria, in Croazia, dove si è trasferita per amore del marito, l’imprenditore Davor Luksic, si è iscritta all’Università di Harvard, segue online il corso di Arti liberali e tra tre anni prenderà la laurea a Boston, come ci aveva raccontato proprio nel servizio di febbraio. Nel frattempo lavora in Tv, fa la moglie e la mamma. Il suo primo figlio, Kai, è nato due anni dopo, a maggio 2018. Adesso la cicogna ha in consegna un fagottino rosa. «Davor e io desideriamo una famiglia numerosa come quelle dalle quali proveniamo », aveva detto a Gente. «Sappiamo quanto sia bello crescere con fratelli, che dapprima sono compagni di giochi e poi, da grandi, diventano un prezioso sostegno». E così appaiono Cristel e Romina davanti a “zia Mara”, indivisibili, sorridenti, l’una la spalla dell’altra.

«Da piccole ci ammazzavamo di botte, ma siamo molto legate». Unite anche nell’adorazione di papà: «Lui è nato per cantare. Penso sempre a quel ragazzino sulla bicicletta che guardava Sanremo e sognava di andare su quel palco», ha precisato Cristel. Eppure c’è chi vorrebbe fermare il leone di Cellino: il ministero della Cultura ucraino, che l’ha inserito nella lista nera dei nemici della patria, con l’accusa del terribile reato di “amicizia” con Vladimir Putin. Al Bano sarebbe una minaccia alla sicurezza nazionale. Ma il cantante non ci sta e, dopo averci scherzato, tanto è assurda la situazione, con il suo avvocato Cristiano Magaletti passa all’azione, minacciando di ricorrere alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Invita anche il ministro degli Esteri a intervenire per vie diplomatiche per ottenere l’immediata cancellazione dalla black list.

Inoltre intende chiedere un risarcimento danni all’Ucraina, da devolvere in beneficenza a un ente benefico del Paese. «Non ci fermeremo: andremo sino a Strasburgo perché questo può diventare un pericoloso precedente», fa sapere il legale. «Al Bano è cittadino del mondo e amico di tutti, deve essere libero di andare in Ucraina. Chiediamo al nostro governo di intervenire immediatamente perché hanno ingiustamente attaccato il simbolo della canzone italiana». E aggiunge: «Questa vicenda non deve essere trattata con superficialità e ironia, ma va dibattuta con la rabbia di chi si trova a subire un’enorme ingiustizia».

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