La malattia della piccola Elisa a 4 anni malata di leucemia, fallisce il trapianto. Si cerca nuovo donatore

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Brutte notizie per la piccola Elisa, ovvero la bambina di 4 anni malata di leucemia di cui si sono anche occupati in passato Anastacia e Fiorello. Purtroppo il trapianto per la piccola Elisa è fallito. Una prima operazione era stata effettuata lo scorso mese di gennaio del 2018, ma i risultati non sono stati quelli sperati e adesso Elisa è in cerca di un nuovo donatore. “La tanto temuta leucemia è ritornata a riprendersi il corpicino minuto di soli 12 chili della piccola Elisa. Il trapianto non ha tenuto», è questo quanto annunciato dal papà della bambina su Facebook. Adesso quindi Elisa cerca un nuovo donatore, per sperare di poter guarire da questa brutta malattia e tornare a vivere.

Elisa e la sua brutta malattia. L’appello del Papà su Facebook

La piccola ha soltanto 4 anni e purtroppo ormai da tempo combatte contro un male terribile, ovvero la leucemia. In tanti si sono mobilitati per poterla aiutare ed hanno lanciato tanti appelli affinché la piccola potesse essere sottoposta ad un trapianto di midollo osseo. Ovviamente l’operazione alla quale si è sottoposta lo scorso gennaio 2018 è risultata inutile, perché è fallita. Adesso quindi la piccola è in attesa di un secondo trapianto. Ad annunciare il ritorno quindi della malattia è stato nelle scorse ore il papà, il quale ha voluto postare la sua disperazione proprio su Facebook. Fabio ha così lanciato un appello disperato affinché si possa trovare un nuovo donatore per la sua bambina.

“Dopo 2 anni di devastanti chemio e farmaci, dopo che Elisa è legata al catetere venoso che l’alimenta 24/24 è tutto da rifare. Si dovrà procedere ad un secondo difficile pericoloso invasivo trapianto. Rimane l’unica speranza di poterla guarire definitivamente”. Sono queste le parole disperate del papà Fabio che annuncia così ritorno della malattia con cui la piccola combatte da tempo. “Sembrava finalmente finisse l’incubo. Poi verso luglio 2018 alcuni valori del sangue hanno cominciato ad oscillare e purtroppo hanno fatto capire che il chimerismo che prima erano al 100 per 100 stavano scemando sempre più in fretta. Nonostante I medici abbiano provato a ripristinare la situazione non c’è più stato nulla da fare, la malattia era tornata”, ha aggiunto ancora Papà Fabio.

La mobilizzazione social

Come è successo in passato, tanti si sono mobilitati sui social affinché si potesse trovare un nuovo donatore per la piccola Elisa. Fiorello e Anastacia l’avevano seguita, mettendo in atto ma vera e propria immobilizzazioni vip e sembrava che effettivamente la situazione stesse migliorando ma poi purtroppo è precipitato ancora una volta. Dopo il trapianto, avvenuto nel mese di gennaio del 2018, si sperava in una svolta e che finalmente la bambina sarebbe potuta tornare a vivere. Questo non è avvenuto ed Elisa è tornata a combattere contro la leucemia. Ciò nonostante, però il papà si dice essere piuttosto fiducioso dei medici ed anche della struttura sanitaria dell’ospedale Bambin Gesù a Roma dove la piccola è ricoverata.

L’appello del papà di Elisa «Fallito il trapianto serve un nuovo donatore»

Forza Elisa. Forza Elisa. Forza Elisa.

T’abbiamo conosciuta, siamo stati contagiati dal tuo sorriso, ci hai spiegato con pazienza i tuoi disegni (noi presunti adulti, lo sai, siamo duri di comprendonio) e anche presentato mamma e papà. Soprattutto, ci hai ricordato che cosa davvero significhi “voglia di vivere”. E sappiamo che non mollerai, ne siamo sicuri.Tue i tuoi coraggiosi genitori. Gente rara, persone da cui imparare. Forza, piccolo tesoro. Per quel che serve – cioè poco – siamo tutti con te. Elisa Pardini ora ha quasi cinque anni.

Neanche due anni fa la sua storia commosse l’Italia intera. Malata di una rara e aggressiva forma di leucemia – la chiamano “mielomonocitica”, questa maledetta, i globuli bianchi che proliferano come impazziti, e peraltro inizialmente non fu nemmeno riconosciuta dai medici – suo padre Fabio aveva lanciato una campagna per trovare un donatore di midollo osseo che fosse compatibile al massimo grado, così da poter salvare la sua bambina -una patologia del genere si sconfigge soltanto tramite trapianto. Una campagna amplificata anche grazie al sostegno di personaggi famosi, la famiglia di Umberto Tozzi, e poi Fiorello e anche una star internazionale come Anastacia. Ma soprattutto, la sua storia toccò il cuore di tanti, tantissimi italiani. Uno di quei momenti ormai sempre più rari in cui davvero si fa fronte comune.

SOLTANTO DODICI CHILI E così a migliaia si riversarono nei centri specializzati, per mettersi a disposizione. E però un donatore perfettamente compatibile non venne trovato, quello che più si avvicinava arrivava all’85 per cento. I medici decisero ovviamente di procedere comunque all’intervento. Era il 19 gennaio di un anno fa. Si sperava potesse essere sufficiente, anche se i timori non erano stati nascosti. Purtroppo la schifosa belva che vuole far del male a Elisa è tornata. La leucemia è riapparsa. È lo stesso papà Fabio a comunicarlo alle tantissime persone che seguono l’evoluzione della vicenda, su Facebook. «Sono parole che non avrei mai voluto scrivere – esordisce il signor Pardini -mami sento in dovere per rispetto alle migliaia di persone che ci seguono e che costantemente ci scrivono». E prosegue: «La tanto temuta leucemia è ritornata a riprendersi il corpicino minuto di soli 12 chili della piccola Elisa… Il trapianto non ha tenuto, purtroppo non è riuscito ». Il cuore si contrae, e insieme al ricordo di quel sorriso vien fuori anche la rabbia dell’impotenza. Poi però resta solo il sorriso: è questa la potenza delle anime pure, sconfigge l’ira con la disarmante potenza della gioia di vivere.

UNA VITA IN OSPEDALE Ma la speranza non muore. Non deve. «Rimane l’unica speranza di poterla guarire definitivamente. Il donatore rimarrà lo stesso, salvo non succeda un miracolo e non se ne trovi uno ancora più compatibile in banca dati». Questo è il punto.Un donatore compatibile al 100 per cento.E dunque l’appello resta valido: chi può, si rechi in un centro dell’ADMO, l’associazione donatori di midollo osseo. Sarà in ogni caso un’azione importante. E chissà che, per la piccola Elisa, non possa significare la vita.

Una vita che, finora, è stata davvero dura. È ricoverata al Bambino Gesù di Città del Vaticano, con il professor Franco Locatelli che è un luminare di livello mondiale in fatto di cura della leucemia. L’ospedale è ormai il suo mondo, l’unico che conosce. «In 4 anni e mezzo – racconta ancora Fabio Pardini – Elisa ha solo vaghi ricordi del mondo esterno. Si ricorda di una volta che l’ho portata in montagna e si divertiva a dare da mangiare alle caprette, oppure che era andata a giocare sul dondolo o sullo scivolo. Ogni tanto mi domanda se andiamo a casa, poi si ferma, mi vede pensieroso, sorride e mi dice: dai papà, dai che giochiamo ». Sì, lei è proprio così. Che voglia di vederti, Elisa. Un abbraccio fortissimo. Non mollare mai.

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