Fabrizio Corona in carcere, i suoi nemici godono

Nemico pubblico numero uno. «È  abbattuto ma pronto a reagire, pronto a comprendere che dora  in avanti non potrà più lasciarsi  andare agli eccessi e a comportamenti sopra le righe». Parole di Ivano Chiesa, avvocato di Fabrizio Corona, dopo averlo incontrato a San Vittore. Parole che suonano come una cantilena infantile: ‘Mamma, non lo faccio più, adesso faccio il bravo”. La mammina perdona, pur sapendo che il figlio ci ricascherà. Non ho arrestato io, Meo Busselli, il Corona Fabrizio.

Diciamo che si è arrestato da solo impersonando il saggio aforisma che recita così: chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Per l’ex agente fotografico il carcere non è un capitolo chiuso, come gli stravaganti capitoli del suo ultimo libro, Non mi avete fatto niente (pubblicità gratuita), dove ha mandato in pensione letteratura e pudore sostituendoli con la Usta delle donne che si sarebbe portato a letto. “Fighe” è il titolo del capitolo. Un titolo che si è recentemente vendicato producendo i titoli di coda alla libertà dell’autore non proprio autorevole.

L’hanno arrestato gli agenti veri, dopo poco più di un anno di affidamento terapeutico per curarsi dalla dipendenza psicologica dalla droga; una misura alternativa alla detenzione, un patto con la giustizia che prevede il rispetto di regole piuttosto rigide. Che beffa per coloro che si erano iscritti al suo corso di Marketing, alla modica cifra di 279,99 euro, per conoscere la formula del successo. Cè chi piange, ritenendo il truce Fabry un perseguitato, e cè chi ride (di gusto perché disgustati dal personaggio), come Ilary Blasi, Giampiero Mughini, Selvaggia Lucarelli. Un po’ anche Barbara d’Urso.

Nemici per modo di dire, considerando che lo citano (anche a sproposito) e non pongono veti quando bazzica nelle loro trasmissioni. Piangono i suoi fan, perlopiù cantanti neomelodici e aspiranti bulli del quartierino. Corona e Regole sono due rette parallele: non si incontreranno mai. Infatti ha sgarrato, ha tirato la corda finché il giudice del tribunale di Sorveglianza, Simone Luerti, ne ha sospeso l’affidamento. Motivo? Insofferenza alle prescrizioni. Una serie di violazioni, tra cui l’aggiramento dei vincoli territoriali, che gli sono costate una diffida a non lasciare più la Lombardia.

Prima, malgrado avesse l’autorizzazione per andare in un determinato posto, uno solo, il marinaio Corona era uso esplorare altri lidi, nuovi porti portatori di denaro. Discoteche, negozi, eventi. Si chiude una porta, si riapre il portone. Del carcere. “Viva la libertà, viva la libertà…” è ciò che vorrebbe ricantare al più presto, nella speranza che il tribunale non revochi raffidamento terapeutico. Vuole un’altra chance, l’ennesima. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, e che ha fatto sbroccare il giudice, la vicenda Riccardo Fogli all’Isola dei famosi. Corona ha detto all’ex cantante dei Pooh che sua moglie lo tradiva: un comportamento «non congruo» per uno che sta scontando una pena per estorsione aggravata, corruzione, bancarotta fraudolenta e frode fiscale. Da Fogli ai fogli del giudice, taglienti come le parole di Fabrizio Maria.

Maria che paura, la cella, soprattutto ora che non ce Silvia Provvedi, la sua ex che non l’ha mai lasciato solo nel precedente capitolo in cella. «Mai amato Silvia, nel mio cuore solo Belen e Nina Morie», disse il truce per sdebitarsi. Forse lo andranno a trovare le “Fighe”, quelle del libro. I nemici esultano, seppur malinconici per la fine di una guerra ideologica e moralista. Mancherà a Giletti, uno che l’ha sempre ospitato ben volentieri ma che indirettamente ne ha stimolato le parole in libertà, consentendogli di lamentarsi di tutti quegli obblighi cui doveva attenersi. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Rimpianga il tempo (in più) che avrebbe potuto passare con un figlio che sta diventando uomo.

Uomo. Che ne sarà di Fabrizio? “Corona for president”. Non è uno slogan intonato da una comitiva di ragazzi del quartierino, né di un ubriacone reduce dall’ultimo quartino (di bianco), nemmeno di un truce di Quarto Oggiaro. È l’obiettivo di Fabrizio: «Tempo 6 -7 anni e divento presidente del Consiglio». Altro che stop agli eccessi. Un Marketing individuale incessante. «Errori? Rifarei tutto, Corona non cambia mai, morirà così – ha detto, parlando in terza persona, due giorni prima dell’arresto – ho pagato perché ho manifestato un’identità di pensiero diversa da tutti, senza preoccuparmi di chi avevo di fronte».

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