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Fiorentina – Inter Streaming Gratis Diretta Live Tv Link Web No Rojadirecta

Questa sera si giocherà il match Fiorentina Inter, valevole per la venticinquesima giornata della Serie A 2018-2019. Il match in programma per domenica 24 febbraio 2019 alle ore 20:30 e andrà in scena proprio allo stadio Artemio Franchi di Firenze. Da una parte,dunque, ci vedrà schierata l’ottava e dall’altra, la terza forza del campionato. La Fiorentina arriva questa partita con 8 risultati utili consecutivi e proprio nell’ultima partita di campionato è riuscita a conquistare i tre punti sul campo della Spal, con un risultato di 4 a 1. La squadra di Pioli arriva quindi al match di questa sera, in un ottimo stato e vorrà conquistare i tre punti per poter cercare di agganciare il sesto posto che al momento è occupato dalla Lazio e dall’Atalanta e che entrambe sono a quota 38 punti. La Fiorentina dopo un inizio di stagione piuttosto titubante, si è rivelata una piacevole sorpresa in questo campionato.

L’Inter invece è reduce da una vittoria del mese di ritorno in Europa League contro il Rapid Vienna, ed ha visto la squadra nerazzurra affermarsi sulla squadra austriaca con un risultato di 4-0. La partita di andata tra Inter e Fiorentina ha visto i  nerazzurri vittoriosi con un risultato di 2 a 1 ed in rete andarono proprio Icardi e D’Ambrosio.

Fiorentina-Inter probabili formazioni

La Fiorentina non potrà contare su Pezzella perché infortunato ed al suo posto giocherà Ceccherini. Simeone dovrebbe ancora andare in panchina, mentre Gerson sarà presente nel tridente offensivo. Per l’Inter, invece, Icardi non è stato convocato e quindi al suo posto giocherà Lautaro Martinez.

FIORENTINA (4-3-2-1): Lafont; Laurini, Milenkovic, Hugo, Biraghi; Benassi, Veretout, Fernandes; Chiesa, Gerson; Muriel. All. Pioli

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Politano, Nainggolan, Perisic; Martinez. All. Spalletti

Fiorentina-Inter diretta tv e streaming live

Tutti gli appassionati di calcio e nello specifico del campionato di Serie A potranno vedere le partite quest’anno in diretta tv o anche sui dispositivi mobili, sottoscrivendo un abbonamento a Sky o a dazn. Fiorentina Inter la partita valevole per la giornata numero 25 del campionato di Serie A, sarà visibile in TV sulla piattaforma Sky a partire dalle ore 20:30. La partita inoltre sarà anche visibile in streaming per gli abbonati Sky su Sky Go, che permette quindi di vedere i programmi Sky sul pc ed anche sui dispositivi mobili. Sappiamo che esistono tanti siti che trasmettono le partite in streaming, ma nella maggior parte dei casi si tratta di siti pirata che le autorità giudiziarie rimuovono frequentemente. Per poter guardare la partita su Sky, bisognerà sintonizzarsi sui canali Sky sport Serie A numero 202 del satellite 373 del digitale terrestre ed ancora Sky 1 dal canale 201 del satellite.

Dove vedere Fiorentina – Inter, diretta tv e streaming

La partita che si giocherà questa sera 24 Febbraio 2019 alle ore 20:30, sarà trasmessa in esclusiva diretta streaming su Dazn, ma ovviamente sarà visibile anche su altri dispositivi. La versione integrale della partita si potrà anche guardare on demand e quindi tutti gli appassionati e tifosi potranno rivedere la gara quando vorranno. Ovviamente sarà possibile guardare il big match in televisione qualora si possiede una smart TV, scaricando l’applicazione, avendo sottoscritto un abbonamento a Mediaset Premium o a Sky Q. In questo caso però bisognerà vedere se la TV di cui si è in possesso è compatibile con il servizio Dazn. Se non siete ancora abbonati a Dazn, potrete vedere la partita in modo assolutamente gratuito, visto che il primo mese lo offre la piattaforma. Dovrete solo effettuare la registrazione ed attivare l’abbonamento per un mese gratuitamente. Poi se vi troverete bene con la visione, potrete continuare con l’abbonamento al costo di 10 euro al mese.

Rojadirecta Fiorentina – Inter

ROJADIRECTA Fiorentina – Inter  – Come sito di streaming gratuito uno dei più famosi è Rojadirecta. Il sito spagnolo dovrebbe presentare il link della gara poco prima dell’inizio del match. Vi ricordiamo, come sempre, di non usare questa pratica, visto che potreste incorrere in multe e sanzioni elevate.

Pare proprio che possa essere il suo giorno. Il giorno di Giò Simeone, di nuovo titolare, dal primo minuto, evitando la panchina, anche se Stefano Pioli ci penserà fino all’ultimo secondo. Il ragazzo argentino sta bene, ha lavorato sui propri muscoli che appaiono leggeri come quando è scattato verso il suo ultimo gol. Ma anche sui propri dubbi, le proprie paure, sulla testa e su quella porta che di colpo si era fatta più stretta. Giovanni aveva tenuto la rabbia comunque a freno, anche partendo dalla panchina aveva ricostruito la sua capacità d’attaccante. Sapendo aspettare, per poi buttarsi dentro come untorello furente. Ecco la riflessione del suo allenatore: dentro subito o di nuovo carta aggiuntiva? Ma il ragazzo sta bene, tanto vale dargli tutto lo spazio possibile.

DOPPIA CIFRA. Simeone è un ragazzo solare, ma da vero attaccante quando la palla gira dall’altra parte della porta, soffre. E ora che le gare si moltiplicano, importanti, decisive, lui vorrebbe dare una mano. Sia chiaro, Giò ha sempre lavorato sodo, anche quando i giorni magici lo hanno evitato. Nel girone di andata la Fiorentina ha sicuramente pagato il suo momento grigio. Corvino e Pioli avevano scommesso tanto su di lui. I numeri comunque dicono che anche se non al top Simeone un segno di sè l’ha lasciato. Cinque gol il campionato, due in Coppa, tre assist vincenti, un rigore procurato e un gol anche in Nazionale argentina, contro il Guatemala. Comunque non gli bastano anche se non calcia rigori o punizioni. Complessivamente, contabilizzando la sua carriera vediamo che in maglia viola è arrivato a diciannove gol in serie A. Con le Coppe dei due Paesi arriva a 51, comunque si… è abituato alla doppia cifra. In A lo ha fatto sia a Genova che a Firenze. E adesso è distante. Ora l’Inter. Il ricordo recente dice che lo scorso anno Giò al Franchi, in pieno tempo di recupero pareggiò il vantaggio segnato da leardi. E allora scaricò la tensione un po’ come papà Diego. I due sono diversi, il tecnico dell’Atletico Madrid ha sicuramente un’esplosività manifesta, vive tutto sul filo dei nervi. E lo dimostra senza velature. Giovanni è più bravo a contenere il fuoco che ha dentro, ma pure lui è argentino… con la garra. Solo cerca di tenerla di più a guinzaglio.

LA GRANDE OCCASIONE. E oggi è una grande occasione per tutti. La Fiorentina dai giovani talenti ha la necessità di sveltire la sua rincorsa alle posizioni-europee. Battere una grande anche al Franchi e in campionato, questo l’obiettivo. Un modo per restringere le smagliature della classifica e prepararsi nel migliore dei modi a un altro importantissimo obiettivo, la semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta. Pochi giorni e ci sarà pure questo appuntamento. Giovanni sa che oggi sarà uno snodo fondamentale, per lui e per la sua squadra. Il tutto davanti a un Franchi traboccante di tifo, di speranza. Sa che ci vorrà la migliore Fiorentina possibile, il miglior Simeone possibile per affrontare l’Inter di Luciano Spalletti e a questi appuntamenti bisogna presentarsi al meglio. Sono giorni che possono cambiare il destino di una stagione. Sono giorni che Giovanni ha già sottolineato in rosso

Nell’era del Var adesso tutto è possibile, anche che venga concesso un calcio di rigore per fallo di… polpastrelli. Ricordo non troppo lontano e riferito esattamente ad un girone fa: a Inter-Fiorentina, quando Mazzoleni ha concesso un calcio di rigore ai nerazzurri giust’appunto dopo la segnalazione avuta dai colleglli addetti al Var che avevano ritenuto decisiva la deviazione di Vitor Hugo sul cross di Candreva in area viola. Una deviazione con i polpastrelli della mano ed ecco che si toma all’assioma di partenza e a tutte le polemiche che quella decisione ha scatenato da parte Fiorentina, perché l’interpretazione sui tocchi con la mano in generale è spesso motivo di aspra discussione e forte contrapposizione. Come allora in quel caso.

POLEMICHE. «Sento parlare di tocco con i polpastrelli e se c’è stato non ha influito sulla traiettoria del pallone, poi di sicuro Vitor Hugo non fa nulla per provocare il rigore che per me non c’è mai e lo dico sia che venga fischiato contro che a favore», erano state le parole in sala stampa di un arrabbiato Stefano Pioli. A cui aveva fatto eco a stretto giro di posta lo stesso difensore brasiliano. «Mai visto in vita mia un rigore così. Non ho fatto nulla per toccare il pallone con la mano, forse l’ho appena sfiorato e la palla comunque non ha cambiato direzione». Acqua passata, certo. Quello che è stato è stato. Su quel penalty l’Inter

ha (anche) costruito la sua vittoria (per la cronaca si trattava del vantaggio di leardi dagli undici metri, poi annullato da Chiesa nella ripresa, con nuovo scatto in avanti della squadra di Spalletti a firma di D’Ambrosio) nella gara d’andata contro un’ottima Fiorentina e da quella serata a San Siro sono trascorse tante partite e tante cose sono ugualmente cambiate.

OBIETTIVI. L’Inter è al terzo posto dentro la zona Champions League che rimane ancora più di prima l’obiettivo da raggiungere, la Fiorentina cerca a sua volta di rimanere attaccata al treno per l’Europa League 2019-20 aspettando l’esito della doppia semifinale contro l’Atalanta. Viola e nerazzurri si ritrovano di fronte stasera ed è naturale che l’episodio di cinque mesi fa appartenga al passato e ai capitoli già scritti di questo campionato, ma a suo modo si è trattato davvero di un momento significativo nella recente e fresca storia del Var per la sua originalità in un contesto che di giornata in giornata si arricchisce di esempi. E quello rimane uno dei più eclatanti: rigore per fallo di polpastrelli. Chissà che cosa verrà in mente a Vitor Hugo stasera se dovrà andare in chiusura su un cross dalla fascia.

Imprevedibili, simpaticissimi bambini. La Fiorentina ha partecipato ieri pomeriggio all’open day dell’ospedale pediatrico Meyer, dove non sono mancate le sorprese e nemmeno domane “audaci”, classiche dei più piccoli. Partenza a freddo con il primo quesito in assoluto, misto ad un appello del piccolo Fabio che chiede a Chiesa: «Non vai alla Juventus, eh?». La risposta di Federico non tarda ad arrivare: «Adesso, forza Viola». Sorriso e applausi, anche se l’impressione è che il suo futuro rimarrà l’argomento più caldo dell’estate. Evidente che nessuno possa in questo momento conoscere il futuro del giovane talento viola, ma ognuno sa perfettamente che sia molto corteggiato e che in fila ci siano tutti i top club. Anche perché Chiesa continua a dare grandissime riposte sul campo.

IL MASSIMO. Insieme a Chiesa ci sono il vicepresidente Salica, Pezzella e Pioli. E anche la seconda domanda è tosta: «Mister, con quale tattica giocherete la partita con l’Inter?» Pioli replica: «Non possiamo anticipare niente, i nostri avversari sono forti. Posso dire che giochiamo undici contro undici, con tutti i nostri tifosi allo stadio cercheremo di vincere». «Quest’anno vincerete lo Scudetto?» chiede un altro bimbo. «No – dice l’allenatore – questa è semplice». Il discorso si sposta sul tricolore in generale come sogno: «Quando si parte con una stagione ci si augura il meglio possibile, sognare può fare bene. Chiaro che ti trovi – continua Pioli – davanti una realtà che è diversa e difficile. Giusto avere ambizioni importanti, dobbiamo cercare di dare il massimo e arrivare più in alto possibile. Poi è chiaro che abbiamo a che fare con avversari importanti». Un’altra domanda pone a Pioli l’interrogativo su chi sia più forte fra Muriel e Siemone: «Sono diversi ma molto forti entrambi».

LA COPPA. Le domande si susseguono, grazie alla disponibilità dei rappresentanti viola, e German Pezzella viene chiamato a rispondere sulla Coppa Italia: «Speriamo di vincerla – dice l’argentino e abbiamo un’opportunità bellissima, già in semifinale con l’Atalanta, ce la metteremo tutta. Quando rientro? Sto migliorando piano piano, spero di tornare presto. Voglio aiutare la squadra». Ma alle porte c’è la gara con l’Inter e su questo risponde Pioli: «Loro stanno bene ma anche noi. Vogliamo giocarci la partita con le nostre forze e le nostre qualità. Europa? Credo che vedremo una bella partita. Visto che siamo ancora in corsa su entrambi i fronti ci proviamo, lotteremo fino alla fine per raggiungere i nostri obiettivi». E anche il vicepresidente Salica viene interpellato: «Quando vinceremo qualcosa? Ci stiamo impegnando per questo. Nel 7-1 contro la Roma in coppa mi sono sentito in paradiso, soprattutto perché è stata la partita più straordinaria che abbiamo giocato allo stadio Franchi negli ultimi anni».

IL COLORE. Infine domande più private come che cosa avrebbero voluto fare i giocatori come lavoro se non avessero fatto i calciatori. Pezzella dice che avrebbe fatto il medico mentre Chiesa sarebbe andato a studiare negli Stati Uniti. La Fiorentina consegna poi la maglia celebrativa all’ospedale Meyer che li ospita, sempre in mezzo al grande entusiasmo di centinaia di bambini, sorrisi e autografi per tutti. Brava Fiorentina.

In attesa che la proposta di rinnovo arrivi sul tavolo di Wanda Nara, Mauro leardi resta fuori dall’elenco dei convocati. Oggi l’attaccante sarà alla Pi- netina per curarsi e non sfiderà quella Fiorentina che è la sua vittima preferita (11 gol in 10 incroci), ma soprattutto non si intravedono schiarite all’orizzonte sul suo futuro. Il bomber rimarrà fuori almeno fino al 7 marzo, poi la situazione del suo ginocchio destro sarà di nuovo valutata anche se, in questo momento, è forte la sensazione che non voglia più giocare nell’lnter.

VENTI GIORNI E OPERAZIONE. leardi ha iniziato a fare fisioterapia il 14 febbraio, il giorno dopo essersi rifiutato di partire con la squadra per Vienna. Con lo staff medico è stato stabilito che le cure dovranno andare avanti per tre settimane e che dunque non si

concluderanno prima del 7 marzo. Addio dunque anche ai match con il Cagliari, lTEintracht e la Spai. A quel punto sarà fatta una nuova valutazione. Eargen- tino non vuole tornare in campo finché il problema non sarà risolto una volta per tutte anche perché non ha intenzione di sconfiggere il dolore con le infiltrazioni, come ha fatto più volte da inizio stagione. La soluzione definitiva sarebbe un intervento di pulizia dell’articolazione che decreterebbe la fine della stagione.

Spalla a spalla
Per Chiesa può scatenarsi un derby tra Beppe Marotta e Fabio Paratici: la Juve, al momento, si sente in pole position sul giocatore (che ieri, a precisa domanda, forse non a caso ha glissato sull’argomento: «Alla Juve? Per adesso forza viola»). Difficile che il ds bianconero possa giocarsi la carta Pjaca, visto che il croato a Firenze non ha sfondato (20 i milioni previsti per il riscatto), però la Juve – a differenza dell’Inter – ha 70 milioni da spendere per strappare il sì della famiglia Della Valle. Allo stato dell’arte, i numeri dell’affare sono invece fuori budget per l’Inter. Però, ovviamente, tutto dipende da Icardi: qualora i nerazzurri dovessero vendere l’ormai ex capitano, oltre a un centravanti di provato affidamento (Dzeko) proveranno a prendere un fuoriclasse per rinforzare l’attacco. E la scelta pare ristretta proprio a Chiesa e a Paulo Dybala, altro grande sogno marottiano.
Incroci croati
È tutto da scrivere pure il futuro di Ivan Perisic. A gennaio il croato era dato come sicuro partente perché si era promesso al Tottenham. Mauricio Pochettino continua a pensare a lui come possibile rinforzo per la Premier che verrà ma quanto è successo a Icardi ha cambiato le prospettive del croato. Il quale, senza l’argentino, si è riscoperto leader di un’Inter che ha inanellato quattro vittorie consecutive tra campionato (Parma e Sampdoria) ed Europa League (Rapid Vienna) sulla spinta di sue prestazioni sempre più convincenti. A riavvicinare ulteriormente Perisic al progetto Inter anche l’interessamento nerazzurro per Ivan Rakitic, amico nonché compagno in Nazionale. L’Inter, nonostante la concorrenza di Paris Saint-Germain, Manchester United e Bayern Monaco, è convinta di avere le carte giuste per convincere il centrocampista a fare coppia pure nel club con Marcelo Brozovic e, in tal senso, può risultare decisiva anche la spinta della pattuglia croata di stanza ad Appiano che tanto bene aveva lavorato per convincere Sime Vrsaljko a dire sì all’Inter. La partita è apertissima però, nonostante le resistenze di Ernesto Valverde, il Barça – prendendo Frenkie De Jong e Adrien Rabiot le sue scelte sull’argomento sembra averle già intraprese. E c’è chi è addirittura convinto che per sedare i mal di pancia dell’allenatore, il club blaugrana sia disposto a sborsare 110 milioni per sfilare Saul Niguez all’Atletico Madrid.
«Io via? Ci rido sopra»
Il tutto nonostante ieri proprio Rakitic, dopo la vittoria in rimonta dal Barça sul Siviglia, abbia smorzato ogni voce riguardo a un suo possibile addio dal Barcellona: «Ce ne sono tante di voci, ma ho ancora tre anni di contratto e quello che voglio è stare con il Barça. Rido di tutto ciò che dicono relativamente al mio futuro. Sono ovviamente lusingato dall’interesse di altri grandi club ma mi vedo solo al Barcellona. A volte devi ridere quando prendi il caffè la mattina».

È la settimana del secondo round tra l’Inter e Wanda Nara, primo incontro in cui sul tavolo ci sarà pure la proposta ufficiale del club per il rinnovo, con in calce la firma dell’amministratore delegato. Contratto fino al 2023 da 7 milioni, che permetterebbe all’ex capitano di mantenere lo status di giocatore dall’ingaggio più alto in rosa nonostante l’arrivo di Diego Godin (che si legherà all’Inter grazie a un triennale da 6.5 milioni). Un particolare non secondario: intenzione di Beppe Marotta è mostrare alla famiglia Icardi di considerare il centravanti, al di là dei discorsi legati alla fascia, il giocatore più importante nella scuderia di Suning. Obiettivo è cercare di ricomporre i cocci prima che il calendario si faccia asfissiante: dopo la gara di Cagliari (in calendario venerdì), l’Inter dovrà sorbirsi due settimane di fuoco con un menù che prevede Spal e derby intervallati dalla doppia sfida di Europa League con l’Eintracht.

Oggi sarà ad appiano

Stasera l’Inter a Firenze giocherà senza un bomber che in carriera ha fatto 11 gol ai viola (bersaglio preferito insieme alla Samp) ma, soprattutto – essendo Martinez diffidato tanto in campionato, quanto in Coppa – Spalletti rischia di trovarsi costretto a improvvisare Politano “falso nove” nello snodo più importante della stagione, visto che Keita sarà disponibile solo per il ritorno con i tedeschi. Oggi previsto allenamento tanto per il senegalese, quanto per Maurito.

«La verità arriva»

Ieri intanto Wanda ha postato una frase alquanto criptica («La menzogna dura, mentre la verità arriva»), forse rivolta all’ex marito Maxi Lopez. A mettere ulteriore pepe alla vicenda, le parole di Abian Morano, ex agente di Icardi, a Sport: «Fino a quando Wanda non è entrata nella sua vita, tutto scorreva regolarmente. Il fatto che l’agente sia anche la moglie è un fattore di forte condizionamento per lui. Credo che la sua carriera sia messa a repentaglio da questa situazione».

RINNOVO E SOCIAL. E poi c’è la vicenda del rinnovo. A giorni il club dovrebbe inviare a Wanda una nuova proposta di prolungamento dell’accordo dopo quella rifiutata dalla show girl a settembre: si tratterà di un accordo fino al 2023 che partirà da una base fissa superiore ai 6,5 milioni netti (d saranno aumenti annui prefissati) e ricchi bonus legati ai risultati di squadra (tra i quali quello per la qualificazio

ne alla Champions). Lady leardi chiede 9-10 milioni e la distanza è siderale. A scavare un solco ancora maggiore c’è poi la questione della fascia sulla quale llnter non intende tornare indietro, mentre l’entourage dell’attaccante la ritiene indispensabile per sedersi di nuovo al tavolo. Perché quel “pezzo di stoffa” era ed è considerato come un… rimborso per gli anni trascorsi alla Pinetina segnando tanto, ma senza Champions. Wanda, che stasera sarà ospite a Tiki Taka, venerdì notte ha aggiunto altro pepe scrivendo su Instagram: «La menzogna dura, ma la verità arriva».

ATTACCANTI CONTATI. Spalletti tifa per una soluzione perché in attacco, con Keita che non riesce a guarire e Maurito out, è in difficoltà. «Bisognerebbe recuperare qualcuno nel reparto offensivo – ha detto – perché così come siamo ora si ha la possibilità di sopperire se c’è una partita settimanale, ma se ce ne sono quattro in quindici giorni… Spero che Keita migliori e, come tutti, mi auguro anche che Mauro tomi a disposizione». Pur non avendo chiesto scusa per il rifiuto di andare a Vienna, Icardi continua a “vivere” lo spogliatoio anche se, visto che si sottopone a cure, con meno coinvolgimento rispetto a prima, pranza con i compagni e saluta. Durerà così fino a fine maggio?

NAPOLI E LUKAKU. E’ chiaro che, se non sarà trovata una soluzione in breve, in estate le strade si separeranno. E senza che l’inter incassi i 110 milioni della clausola, ma molti meno. Rischi di minusvalenza a bilancio però non cene sono. leardi spera nella Juve, ma occhio a quello che può succedere al Napoli perché Ancelotti l0 stima. De Laurentiis però non si è mai spinto sopra la soglia dei 5 milioni netti per l’ingaggio. E il sostituto all’lnter di leardi? Intriga parecchio Lukaku, che ha fisico e gol. E’ il prototipo del giocatore che piace a Spalletti, ma il belga fa impazzire anche Conte. Nella lista dei papabili anche Dzeko, Zapata e Werner.

Le dirette concorrenti nella lotta per la Champions corrono e l’inter non vuole fermarsi anche se la trasferta sul campo della Fiorentina per i nerazzurri ha spesso riservato grandi amarezze e delusioni complicate da assorbire. Stasera nella “sua” Firenze Luciano Spalletti sa di non poter sbagliare perché altrimenti si ritroverebbe il Milan a 1 o 2 punti e la Roma a 2 o 3. Eawidnamento al derby, considerato che d sono anche le due gare di Europa League oltre a due turni di campionato, non sarebbe facile. Alla Pinetina, però, si va avanti pensando a un incontro alla volta e soprattutto sforzandosi di non guardare troppo le altre. «Dopo aver fatto bene fino a dicembre – ha ammesso Ludo – abbiamo avuto un momento particolare nel quale non abbiamo conquistato tanti punti e gli avversari, che hanno iniziato a correre, si sono avvicinati. Ora però d siamo ritrovati e siamo fiduciosi anche perché ho la certezza che si può fare ancora qualcosa di meglio. I miei calciatori puntano in alto e sta a noi andare a vincere certe sfide per tenere le altre a distanza». Al termine del girone d’andata i nerazzurri avevano 8 punti di vantaggio sul Milan e 9 sulla Roma mentre stasera scenderanno in campo a +1 sui cugini e +2 sui giallorossi. Merito di Gattuso e Di Francesco, che hanno aumentato il passo, ma anche colpa di Handanovic e compagni che, prima del flotto di 4 successi attualmente in corso (2 in Europa League) avevano frenato (1 punto in 3 giornate contro Sassuolo, Torino e Bologna). «In vista del futuro sono ottimista, la squadra sta bene. Io preoccupato? Lo dovevo essere di più all’inizio perché le formazioni che ora si sono avvicinate sono quelle che dovevamo lottare con noi alla vigilia del campionato: alla Roma, quando ctero io, eravamo 25 punti avanti all’Inter ed essere arrivati a lottare con loro è un traguardo raggiunto; al Milan prima del mio arrivo eravamo dietro e loro hanno latto sempre il mercato che dovevano, eppure dallo scorso armo siamo sempre davanti. Quanti punti serviranno per la Champions? Difficile dirlo, ma grosso modo posso dire quelli dello scorso anno (72, ndr>>.

VIOLA E CHIESA. Per la Fiorentina Spalletti ha mostrato il massimo rispetto: «Ha un’eccezionale condizione e ha lavorato molto bene con gli inserimenti del mercato. Pioli ha trovato una quadratura e ha una squadra che gioca in maniera ordinata e compatta. Non è buon momento per perché loro stanno bene e sanno produrre un bel calcio. Pioli non mi ha mai battuto? Nel calcio non conta niente quello che hai fatto, ma conta quello che riuscirai a fare. E poi quando me lo sono trovato contro ho sempre sfidato formazioni ben organizzate e ben allenate. Chiesa un mio “pallino”? E’ un talento importante che può dare un contributo ad alzare il livello del calcio anche a livello internazionale. La sua qualità di saltare l’uomo e fare gol è notevole. E poi c’è Muriel, uno che a campo aperto ti può mettere in difficoltà conia sua velocità. Resto però convinto che siamo in condizione di giocarci la partita anche contro la Fiorentina in trasferta».

INVIATO AD APPIANO – Senza le reti di leardi, Spalletti spera che la sua Inter continui a trovare gol alternativi anche stasera al Franchi. Nelle ultime due partite i nerazzurri hanno trovato il gol con una maggiore frequenza (2 volte contro la Samp, 4 contro il Rapid a San Siro) e soprattutto hanno battuto il portiere avversario non con il vice leardi, Lautaro Martinez (a segno a Parma e a Vienna), ma anche con i difensori e i centrocampisti. Contro i blucerchiati la firma sull’ 1- 0 l’aveva messa D’Ambrosio, mentre con gli austriaci un altro componente del pacchetto arretrato (Ranocchia) aveva siglato il 2-0. Mancano i gol di Skriniar che lo scorso anno aveva “pesato” parecchio sotto porta (4 centri), ma intanto… E poi ci sono i centrocampisti: Nainggolan ha risolto la sfida contro la formazione di Giampaolo, mentre l’I-O giovedì è stato ad opera di Vecino. «Ora mi aspetto dei gol da Joao Mario e Candreva – ha detto il tecnico di Certaldo -, spero che Vecino continui a dare il suo apporto alla fase offensiva e che Brozovic mostri il piede che ha per calciare da fuori e segnare. Le soluzioni le abbiamo e dobbiamo fare qualcosa in più rispetto all’ultimo periodo». A Spalletti non è sfuggito che tra le squadre in lotta per la Champions, l’Inter è quella che fa più fatica in fase realizzativa. Anche prima della “auto sospensione” di leardi, che era a secco da 7 incontri in A. Un problema che rischia di pesare sulle ambizioni nerazzurre.

DALBERTOASAMOAH. Stasera Spalletti è orientato a puntare sul 4-2-3-1. Ealtemativa è mettersi a specchio sulla Fiorentina con il 4-3-3, ma Nainggolan gradisce giocare qualche metro più in avanti. A sinistra in difesa è ballottaggio tra Dalbert e Asamoah, mentre Vecino è avanti su Gagliardini. La squadra ha raggiunto Firenze in treno (umore allegro con D’Ambrosio che ha simulato il furto del telefono del Ninja) ; con la comitiva c’erano anche Marotta, Ausilio e Cardini. Al Franchi attesi mille tifosi interisti tra i quali anche Lady Martinez: la bella Augustina con amici da ieri è in Toscana e stasera tiferà per il suo Toro.

Simeone ha dribblato su Godin: «Non posso commentare le parole di Marotta (l’ad ha quasi annunciato l’accordo, ndr). Se Godin o l’Atletico devono dire qualcosa, lo diranno»

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