Flavio Briatore: “Vorrei vivere altri 15 anni per veder crescere mio figlio”

E’ stata un’estate particolare a livello politico con gli italiani che hanno assistito alla fine del precedente Governo e alla nascita del nuovo con una ritrovata passione con milioni di post sui i social e tanti dibattiti sotto l’ombrellone per esprimere  le proprie opinioni. C’è anche chi, però, ha deciso di mettersi in gioco e di dare il il suo contributo alla società. Parliamo di Flavio Briatore
che da anni ammiccava alla possibilità di entrare in politica e solo ora sembra essersi deciso fondando il “Movimento del fare”.

Si è deciso perché una volta di più si è scontrato con le difficoltà dell’Italia di sfruttare quel turismo che ci renderebbe ricchi se fosse sviluppato a dovere, e lui, che si occupa proprio di questo da anni, avverte maggiormente questo problema. Come quando ha pubblicato un post scrivendo che non ci sono voli per la Sardegna e che un volo Easy jet, quindi una compagnia low cost, da Olbia a Milano costa 1.580 euro per 55 minuti di tragitto: «con la stessa cifra vai a New York e poi ci lamentiamo che la Sardegna è vuota!». O come quando uno yacht da 60 metri con 12 persone facoltose, quindi pronte a spendere i loro soldi nei negozi e nelle aziende locali, è stato respinto dalla Capitaneria di porto di Gallipoli a cui aveva chiesto l’accesso in porto con il tender per approvvigionamenti come succede ovunque, «creando un disservizio agli ospiti che hanno preso così la decisione di non permanere più a Gallipoli per 2 giorni,-ma di procedere per Otranto dove il tender ha avuto accesso al porto e gli ospiti sono rimasti due giorni».

O come quando ha comunicato di aver assunto un ragazzo per il ruolo di Economo presso il ristorante Cipriani a Montecarlo vedendosi attaccare sui social perché lo stipendio (2000 euro netti esclusi bonus e benefit) era troppo basso: «io e le mie aziende rispettiamo il lavoro delle persone. Lavoro, una parola sconosciuta ai leoni di tastiera che pensano a compilare il modulo per il reddito di cittadinanza anziché darsi da fare». La lista è lunga, e ci sono anche molte iniziative del Governo precedente come il Reddito di cittadinanza e il non taglio del cuneo fiscale, ovvero le tasse che le aziende pagano per i loro dipendenti. Per questo ha deciso di fondare questo movimento indipendente formato «da persone e personalità che metteranno la loro esperienza e le loro competenze a disposizione degli italiani: imprenditori e professionisti di successo che insieme, con le loro idee e la loro visione aiuteranno a far ripartire il Paese, creando lavoro e attirando gli investimenti». L’attenzione è sul turismo, soprattutto nel Mezzogiorno, che Briatore considera la Florida (lo Stato americano) italiana: «il clima è favorevole, ci sono paesaggi stupendi, invece al Sud è sempre stato sbagliato tutto. Per fare turismo bisogna avere un programma di 50 anni, costruire porti.

Siamo dietro alla Spagna, la Grecia e la Turchia ci stanno sorpassando». Alla presentazione di un libro con Farinetti ha fatto anche un esempio di ostacoli per gli imprenditori: «se a Forte dei Marmi alzo la musica di due decibel, arrivano 12 poliziotti. I vu cumprà in spiaggia invece possono fare quello che gli pare. Qui se apri una attività all’estero ti mandano i controlli per sapere se fai esportazione illegale di valuta. Ti controllano con l’intento di farti chiudere. Quando sono venuto nella Barbagia per aiutare i pastori sardi a lanciare un marchio, il pecorino Bithi che oggi mangi nei miei ristoranti, al Cipriani di Montecarlo come al Billionaire, la stampa locale si interrogava su quali oscuri motivi mi spingessero a farlo… Io volevo solo aiutare gente che fatica per comprare i vestiti ai figli». Per Briatore tutto sarebbe svolto gratuitamente, solo per amore del suo Paese natale e non per avere poltrone o posti in politica perché il suo mestiere è un altro, è quello dell’imprenditore, e il massimo che può fare è una sorta di consulenza, anche perché i tempi da dedicare solo al lavoro sono passati, oggi vuole anche godersi la sua famiglia, il ritrovato rapporto con l’ex moglie Elisabetta Gregoraci, e soprattutto vuole godersi suo figlio. Non è un caso se il suo grande desiderio di oggi non è legato al lavoro: «vorrei vivere altri quindici anni per veder crescere mio figlio. Nathan Falco è la cosa più bella che ho fatto, e l’ho fatta con Elisabetta, la mia ex moglie, con la quale ho un rapporto splendido». L’entusiasmo è quello di sempre: «io sono sempre innamorato. Della vita. La mattina mi guardo allo specchio e dico: che culo che ho avuto».

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