Invalidità civile e Invalidità ordinaria differenze e come richiederla

Pubblicato il: 25 Gennaio 2019 alle 12:03

Quante persone si chiedono che cosa devono fare per prendere invalidità. Di fronte a questa domanda, così semplice in realtà si nasconde un mondo, questo perché c’è tanta confusione sul tema di invalidità, e quando molti lettori contro copertina ci fanno questa domanda non sappiamo bene a cosa si riferiscono, se all’invalidità, l’inabilità.

Oggi ci soffermiamo tra la differenza invalidità civile e invalidità ordinaria.

Questa differenza molto importante perché, la scelta di una o dell’altra domanda, Potrebbe comportare l’accettazione o il rigetto della stessa. vediamo al lavoro di Monaco In cosa consiste questa differenza tra invalidità civile e invalidità ordinaria.

Partiamo dal presupposto che entrambe danno diritto a prestazione economica.Quello che chiaramente cambia sono i requisiti che ti garantiscono e ti permettono di avere una rispetto all’altra.

Per quanto riguarda l’invalidità civile la legge 118 del 1971 da diritto alla prestazione economica non soltanto quando ti viene riconosciuto tramite la commissione medica l’INPS lo stato di invalidità, anche quando Sì al reddito personale entro determinati limiti.

Per quanto riguarda l’assegno ordinario invalidità e la pensione di inabilità richiesto sempre a prescindere requisito sanitario, ma il secondo modo deve essere versato un certo numero di contributi previdenziale.

Nello specifico ecco Quali sono i requisiti previsti per l’invalidità civile

I requisiti sono principalmente tre: il primo e anagrafico, l’età, deve essere compresa fra i 18 anni e 65. il secondo requisito, economico bisogna avere un reddito personale. di circa €4800 mentre il terzo è chiaramente, fisico sanitario, così avere un riconoscimento di invalidità compreso tra il 74% il 99%.

Ecco Quali sono i requisiti previsti per l’invalidità ordinaria

Il primo requisito è sempre di carattere sanitario, È necessario vederci conosciuto una riduzione della capacità lavorativa della misura di due terzi, una vita contributiva di almeno cinque anni di cui almeno 3 anni versati negli ultimi 5 anni. La valutazione che fa l’INPS in relazione al invalidità ordinaria è una valutazione che tiene conto delle specifiche attività lavorativa che svolge il richiedente.

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