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Johnny Depp e Amber Heard, la mia ex mi ha tagliato un dito e mi bruciava con le sigarette

Percosse, oggetti contundenti, aggressioni fisiche e verbali. E perfino un dito mozzato e intinto nell’inchiostro per scrivere insulti e le feci sparse per vendetta nel letto… Potrebbe essere una sequenza da film horror; invece sono le scene da un divorzio, quello – a dir poco tumultuoso – tra Johnny Depp e Amber Heard.

L’ultimo capitolo di questa truce vicenda hollywoodiana racconta di una sigaretta che la protagonista della pellicola Aquaman avrebbe spento sulla guancia del divo della saga Pirati dei Caraibi. La denuncia di aggressione, presentata qualche giorno fa da Depp nei confronti della ex moglie, arriva relativamente inattesa, dopo che i due attori sémbravano aver finalmente raggiunto un accordo sul divorzio, chiesto da lei per «differenze inconciliabili» appena quindici mesi dopo le nozze, celebrate con rito civile il 3 febbraio del 2015.

Da allora, la vita delle due star americane è stata un gioco al massacro: una sorta di ping pong di accuse culminato nella causa per diffamazione da 50 milioni di dollari che l’attore ha intentato contro l’ex moglie che lo aveva accusato di maltrattamenti, esibendo il volto tumefatto.

Ma com’è possibile che due persone che si sono piaciute, desiderate e amate, arrivino a odiarsi al punto di volersi distruggere? «A volte le coppie che si formano sull’onda di una tensione sessuale travolgente si spingono a esplorare i tratti più £ primitivi della loro relazione, lasciandone emergere il lato più aggressivo e animalesco», spiega lo psicoterapeuta triestino Filippo Nicolini. Finché questo rimane un gioco complice, tutto si mantiene in equilibrio. «Ma appena uno dei due mette un paletto perché il patto di complicità comincia a stargli stretto, l’altro non accetta il limite e si incattivisce», avverte l’esperto. «Oppure interpreta il “No, basta!” come un “Sì, ancora!” e invece di allentare il vincolo lo stringe ulteriormente, innescando una spirale morbosa da cui può essere molto difficile uscire».

In effetti, Amber lo aveva detto: «Io e Johnny ci riferiamo spesso all’altra sua personalità, che esce fuori quando mi picchia. La chiamiamo “il mostro”. Lo abbiamo fatto per molti anni». Un’immagine da brivido che, guarda caso, ricalca da vicino il ruolo interpretato dall’ex marito in un film del 2004, Secret window. Depp vestiva i panni di uno scrittore preda di un disturbo dissociativo della personalità e perciò molto violento.

«Nel mondo delle celebrità non è raro-che il personaggio finisca per sovrapporsi alla persona», osserva Nicolini. Ma c’è di più. «A chi, come Depp, passa tanta parte della sua vita calato in ruoli eccentrici e ossessivi, può succedere di perdere di vista il confine morale che divide la finzione dalla realtà, liberando gli aspetti più inquietanti e oscuri del proprio carattere». Un pericolo che si amplifica in caso di abuso di farmaci, alcol e sostanze stupefacenti.

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