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Meghan e Harry, il battesimo di Archie può attendere: il Royal baby vale già 100 milioni di Euro

Royal Baby Archie, in quale ospedale è nato il figlio di Meghan Markle e il principe Harry?Il piccolo Archie Harrison Mountbatten-Windsor ha fatto il suo primo esordio in pubblico, ma quando ciò è accaduto il mondo intero ha potuto vedere ben poco: solo un fa- gottino avvolto in uno scialle bianco, con un cappellino che lasciava intravedere guance belle tornite e il nasino. Per la carnagione sembrerebbe assomigliare alla mamma, anche se i neonati cambiano di giorno in giorno. «Non sappiamo ancora a chi somiglia», hanno detto i duchi di Sussex durante la breve presentazione alla stampa e alle televisioni di tutto il mondo. Meghan, radiosa, ha aggiunto: «Ha un temperamento dolcissimo», ma Harry, ridendo, ha aggiunto: «Chissà da chi ha preso».

Un commento autoironico pensando alla sua indole ribelle giovanile e al caratterino per cui è ben nota la consorte. Anche le stelle confermano che Archie sarà una persona di tempra: il suo oroscopo recita infatti che, nascendo alle 5.26 del 6 maggio, è Toro con ascendente Toro. Avrà una personalità forte, regale, che saprà farsi notare, alle prese con missioni importanti, ma anche pronto alla sfida. Insomma, il suo quadro astrale lo dipinge un po’ ribelle e dal carattere forte, proprio come i genitori. Se molti aspetti intorno al bimbo sono avvolti dal mistero, è trapelato che la sua bambinaia, secondo quanto si legge sui media britannici, avrà una paga da ben 70 mila sterline l’anno, pari a circa 81 mi la euro (più o meno 7 mila euro al mese). Il lieto evento sta già portando un indotto economico non indifferente. I royal gadget, infatti, sono andati subito a ruba e diverse aziende hanno prodotto merchandise a tema.

Secondo una stima del Center for Retail Research di Norwich – riportata da Cosmopolitem – il figlio di Meghan e Harry produrrà un giro d’affari da 100 milioni di sterline, circa 115 milioni di euro. Di sicuro il bimbo a farsi notare ci è già riuscito ancora prima di venire al mondo, visto che la sua nascita, avvolta da enorme segretezza, aveva assunto i toni del mistero vista una gravidanza che sembrava essere infinita. Poi, a non passare inosservata è stata la scelta del nome che ha spiazzato tutti perché estraneo alla tradizione reale: Archie, diminutivo di Archibald, è un nome inglese molto comune che, nella cultura germanica, vuol dire “leale e forte”. Harrison, il secondo nome, è, alla lettera, “figlio di Harry” ed è un chiarissimo omaggio al papà. Come scritto anche nelle sue stelle, “Baby Sussex” sarà sempre sotto i riflettori e, nonostante sia solo settimo in linea di successione al trono, c’è da scommettere che tutta la sua vita sarà incentrata sul confronto perenne col cuginetto George di Cambridge, che un giorno sarà re. Archie, infatti, non ha fatto in tempo ad affacciarsi al mondo che già sono fioccati i paragoni con il primogenito di William e con gli altri cugini, a partire dal peso: “Baby Sussex”, infatti, alla nascita pesava “solo” 3,3 kg mentre George nacque di 3,8 kg, peso quasi simile alla sorellina Charlotte (3,76 kg).

Il terzogenito di Rate, Louis di Cambridge, ha invece staccato tutti lo scorso anno coi suoi 3,95 kg, numero che segna il record tra i Royal Baby degli ultimi cento anni. Nel corso della sua vita, saranno però ben altre le sfide che attendono il piccolo Archie, forse ancora più grandi di quelle che dovrà affrontare George da regnante. “Baby Sussex”, soprannominato già dai sudditi Black Prince (Principe Nero) per via delle sue origini afroamericane, è il primo reale inglese di sangue misto, con doppia cittadinanza, britannica e statunitense. Archie continuerà nella missione di simboleggiare la società moderna, multietnica, di cui la mamma Meghan è stata già un simbolo con le sue nozze reali con Harry, approvate dalla regina Elisabetta II, che si è dovuta adeguare ai tempi e alle scelte di cuore del nipote. Decenni fa non sarebbe stato possibile. Basti ricordare che Edoardo Vili dovette abdicare sul finire degli Anni ’30 per sposare Wallis Simpson, americana e divorziata come Meghan. Baby Sussex sarà chiamato a continuare su questa strada di integrazione multirazziale, incarnando su di sé non solo la modernità ma anche il rispetto dei diritti umani. E, proprio seguendo questa strada, mamma Meghan potrebbe scegliere come madrina di battesimo la signora Clooney, Amai Alamuddin, avvocato libanese naturalizzata britannica, specializzata in diritto intemazionale e diritti umani.

I coniugi Clooney già da tempo erano tra i papabili padrini del Royal Baby. Il cugino dell’attore, Ben Breslin, aveva anche espresso il suo favore: «George sarebbe un padrino meraviglioso, è un bravissimo ragazzo». Il divo di Hollywood, nato lo stesso giorno di Archie, di recente ha frenato, ironizzando col ma- gazine People di aver già troppo da fare con i suoi gemellini. Meghan, però, potrebbe rivolgersi direttamente ad Amai, che sarebbe una madrina quanto mai appropriata, non solo vista la forte amicizia, ma considerando anche quello che lei rappresenta a livello professionale e di immagine. Per l’ufficializzazione dei nomi bisognerà attendere ancora qualche settimana, quando sarà celebrato il battesimo di Archie che, come da

tradizione, avverrà dopo due- tre mesi dalla nascita. Ogni Royal Baby ha in genere tra i 5 e gli 8 padrini. Oltre ai quotatissimi Clooney, altri papabili in lizza sono le amiche di Meghan, Jessica Mulroney e la tennista Serena Williams. Papà Harry vorrebbe al suo fianco la cugina Eugenie di York e Zara Tindall, altra cugina di cui ha tenuto a battesimo la figlia due mesi fa. Nella schiera di padrini e madrine, ci potrebbe anche essere Violet Von Westenholz, amica d’infanzia del principe, che ha fatto da Cupido nell’incontro tra i duchi di Sussex. Per la location del battesimo, la scelta potrebbe ricadere sulla cappella di San Giorgio, dove Harry e Meghan si sono sposati l’anno scorso. C’è da scommettere che la cerimonia sarà privata, come tutti i battesimi dei Royal Baby, a partire anche dai figli di William e Kate. Se pure i futuri sovrani hanno celebrato il rito lontano dai clamori e solo con una ventina di invitati^ il rito privato dovrebbe essere scelto a maggior ragione anche dai duchi di Sussex, molto attenti alla loro privacy. Anche se Harry e Meghan spesso sono stati anticonformisti, la coppia, in vista del battesimo, dovrà comunque attenersi ad alcuni dettami della tradizione, a partire dall’abito di Archie.

I Royal Baby, fin dal 1841, hanno indossato tutti il cosiddetto Honiton Lace Christening (o la sua copia), la veste in seta filata di Spitalfìelds e decorata con il pizzo di Honiton, commissionata dalla regina Vittoria per la figlia. Fino al 2004, l’esemplare originale è stato indossato da 62 Royal Baby. Poi l’usura del tempo ha fatto la sua parte e la regina ne ha commissionato una replica alla sua sarta nel 2008. L’abito, dopo ogni uso, viene lavato a mano con acqua di sorgente e conservato in una stanza buia. Altra tradizione dei battesimi reali fin dal 1841 è l’utilizzo della stessa fonte battesimale in argento dorato, il cosiddetto Lily Font che fa parte dei gioielli della Corona conservati nella Torre di Londra. All’interno, come previsto dal rito anglicano dei battesimi reali, ci sarà l’acqua del fiume Giordano, dove venne battezzato Gesù. Acqua che viene prelevata appositamente e sterilizzata prima di bagnare tre volte il Royal Baby. A celebrare il rito, secondo la tradizione, sarà l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, che lo scorso anno battezzò Meghan prima delle nozze reali con Harry. La Markle, infatti, da protestante, si convertì alla religione anglicana per rispetto alla regina Elisabetta, ma come omaggio alle sue origini, nel rito venne affiancato il presule afroamericano Michael Curry, titolare della diocesi di Chicago della Chiesa episcopale, emanazione Usa delfanglicanesimo. Il suo sermone fece molto parlare, tra richiami a Martin Luther King e versi degli spiritual degli schiavi neri d’America. Resta da vedere se la stessa scelta sarà fatta anche in occasione del battesimo. Meghan, infatti, è abituata a violare il protocollo e far sentire la sua voce. Lo ha fatto anche il giorno della presentazione alla stampa del piccolo Archie, quando ha incluso tra le tv ammesse nel castello di Windsor anche remittente americana Cbs. Una decisione che ha fatto storcere il naso ai media britannici.