Meghan Markle in Marocco lontana dagli scandali

Fuga da Corte: potrebbe essere questo il titolo dell’ultimo capitolo della vita di Meghan Markle. Sembra che la duchessa di Sussex a casa non ci voglia proprio stare in questo periodo. Sarà che a breve sarà costretta a fermarsi per la maternità, mancando ormai solo due mesi al parto, sarà che fuori Kensington Palace è pieno di vipere velenose e scivolosissime bucce di banana… Fatto sta che per la moglie di Harry ogni occasione è buona per allontanarsi da Palazzo e dai suoi osservatori.

Anche perché contravvenendo alla banale regola di buon senso che non attiene a nessun protocollo reale, ma che vorrebbe un po’ più di tatto nei confronti di una qualsiasi donna in dolce attesa, mai come ora ogni sua mossa è oggetto di critiche. E siccome le più feroci sono quelle dei tabloid inglesi (con il Daily Mail in prima fila a stuzzicare gli animi dei sudditi, già accesissimi sui vari social), ne ha preso le distanze anche fisicamente. Per un totale di quasi 15.450 chilometri macinati solo nell’ultima settimana. Prima ha provato a metterci in mezzo un oceano, volando cinque giorni a New York (da sola) per partecipare al lussuoso baby shower organizzato in suo onore dalle amiche Serena Williams e Amal Alamuddin.

Poi è tornata a Londra e ha visto il polverone che aveva sollevato con quel lussuoso viaggetto (quasi 500 mila euro tra jet privato, suite dell’hotel The Mark, penthouse per ospitare la festa, bodyguard, pranzi, cene e doni vari: spesa in gran parte sostenuta dalle amiche di cui sopra), considerato non solo troppo lussuoso, ma anche troppo appariscente, mediatico, inquinante, irriguardoso e… americano.

Così, il tempo di fare una doccia e di cambiare le valigie, e l’ex attrice è subito ripartita. Questa volta in direzione Marocco e in compagnia del marito. Un viaggio istituzionale programmato da tempo su invito di Westminster e del re marocchino Mohammed VI. Ma che, arrivando dopo quello privato e contestatissimo a New York, è stato provvidenziale per riportare la Markle all’unica dimensione in cui gli inglesi pro Corona possono sforzarsi di accettarla: quella di moglie bellissima, elegante, sorridente e innamorata del loro amato Harry, ma anche di splendida ambasciatrice, gentile, disponibile, aperta all’incontro con le folle e i poveri. Insomma, volto umano della famiglia reale come solo Diana prima di lei ha saputo essere. Ecco che allora, come per magia, l’abito rosso Valentino con cui è atterrata a Casablanca o lo spendido caftano di seta Dior (con pochette coordinata in satin) indossato in occasione del ricevimento nella residenza dell’ambasciatore britannico a Rabat, non sono più uno scandalo, una spesa inopportuna, un lusso che stona con il suo impegno umanitario e il low profile tanto auspicato dalla regina.

E soprattutto, ecco che le voci che parlavano di crisi con il nipote di Elisabetta (anche lui reduce da un viaggio in solitaria in Norvegia, seppur non di piacere, ma in visita alle truppe britanniche) e addirittura di un contratto di divorzio già pronto, si ammutoliscono. Perché a giudicare dalle immagini del loro tour in Marocco, tre giorni dedicati a temi come l’istruzione delle bambine e delle donne, la formazione professionale dei giovani e il sostegno delle persone in difficoltà, né il tanto vituperato baby shower né gli altri presunti capricci di Meghan hanno scalfito il rapporto di coppia. Anzi, il sole del Marocco ha messo in luce un’intimità che fa invidia allo stile compassato della Royal Family. Una complicità fatta di sguardi, attenzioni, sorrisi e mani sempre strette una nell’altra. La destra per Meghan, che invece nella mano sinistra si è lasciata disegnare dei fiori con l’henné da una giovane studentessa nel villaggio di Asni. Un tatuaggio lavabile che in Marocco viene fatto alle future mamme per augurare ogni bene al figlio in arrivo. Tradizione ben più antica del baby shower e molto meno passibile di polemiche. Anche perché in un’ottica post Brexit potrebbe servire a rafforzare i rapporti economici del Regno Unito con il Nordafrica dopo l’uscita dalla Ue. E in questo caso, Dio salvi la Regina. Ma anche Meghan.

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