Nina Zilli, gioca a interpretare la bambina cattiva: trecce da educanda

Quando le chiedi se le piacciono i bambini, risponde che li mangia solo quando la fanno molto arrabbiare. «In realtà li adoro», ride Nina Zilli, cantante con quattro album all’attivo e uno in cantiere, voce radiofonica e volto televisivo (è stata giudice di Italia’s got talent), da oggi anche autrice di libri illustrati. In effetti è proprio ai più piccoli che sembra rivolta la sua opera prima: si chiama Dream city (c ed è una guida turistica alla città dei sogni, piena di disegni elaborati e informazioni pratiche per orientarsi in un meraviglioso mondo fantastico, dove vivono gli unicorni e i calzini spaiati ritrovano i compagni persi in lavatrice. «Nella mia testa, però, il libro è nato innanzitutto per gli adulti: l’ho dedicato a tutti i Sognatori con la S maiuscola e alle amazzoni metropolitane, romantiche guerriere nell’era del wifi», spiega la Zilli.

«I sogni sono il motore dell’esistenza», continua. «Noi artisti in particolare, che con la creatività e la fantasia ci lavoriamo, non possiamo che sognare il piu possibile». Così nella sua testa ha preso forma questa città immaginaria divisa in quattro distretti: Cuore, Cervello, Fegato e Pancia, ognuno da visitare con la cartina alla mano. Nel primo si incontra Lover’s square, la piazza degli amanti, dove ci si innamora perdutamente; si nuota tra le nuvole nella piscina aerea, si va al Molo Sud a contare le onde del mare e alla filarmonica per ascoltare gli strumenti che suonano ciò che vogliono.

Nel quartiere Cervello, invece, si apprendono istantaneamente tutte le lingue, si risolvono i problemi, si hanno lampi di genio; nel Fegato si impara a essere una supereroina, si cambia vita a Chiringuito Bay, dove arrivano tutti quelli che almeno una volta hanno detto: «Mollo tutto e apro un bar sulla spiaggia», si guida in Vespa fino all’Indonesia. Nella zona Pancia, infine, si incontrano tutti i propri idoli, si va contro le leggi della fisica, si vestono i panni di qualcun altro. Non ci si annoia mai a Dream city, insomma, si trova tutto quello che si vuole. Ci sono negozi dove fare shopping (alcuni vendono abiti perfetti, altri superpoteri all’ingrosso), ristoranti dove mangiare gelati alle nuvole e insalate all’Erba Voglio, locali e luna park, persino la Piazza Si- PuòFare, dove si portano a termine tutti gli incompiuti: lì, un po’ nascosto tra mille altri oggetti, c’è anche il romanzo che Nina non ha mai finito, ma che prima o poi, promette, vedrà la luce.

Ma come le è venuto in mente di prendere in mano matita e colori e buttarsi in quest’avventura? «Da piccola amavo tre cose: la musica, la pittura, il basket», rivela la cantante. «Con il tempo il rock’n’roll si è impossessato di me e la musica ha prevalso su tutto. Così ho smesso di tirare canestri, ma ho continuato a disegnare: alcuni schizzi sono entrati nei miei dischi, nei video, talvolta nei concerti; altri sono confluiti in questo libro». Musica e arte, insomma, per lei sono sempre andati a braccetto. «A ogni disegno ho abbinato una canzone, che consiglio di ascoltare mentre si osservano i dettagli», dice.

«Quasi sempre sono stati i disegni a ispirare il brano che ho scelto, ma in alcuni casi è successo il contrario». Quanto al fidanzato artista – Omar Hassan, pittore che dipinge i suoi quadri in modo alquanto originale, usando i guantoni da boxe – non ha interferito con la gestazione dell’opera, né ci ha messo lo zampino. «La mia passione per il disegno è antecedente alla nostra storia. L’amore però ha avuto il suo peso», concede la Zilli. «Ognuno ha la sua musa ispiratrice: io non faccio eccezione». Fate le valigie, dunque: Dream city vi aspetta. E se avete paura di non trovare la strada, date retta a Nina: «Arrivarci è facilissimo: è sufficiente chiudere gli occhi e schiacciare un pisolino».

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