Parlando di pensioni, il decreto che è stato approvato lo scorso 17 gennaio 2019, sembra contenere alcune misure molto interessanti come quota 100 e reddito di cittadinanza che sono effettivamente le misure più attese del 2019. Grazie al Decreto però, sono state anche prorogate alcune misure come opzione donna e ape sociale.

Nello specifico, l‘ape sociale è stata prorogata per un altro anno e nel decreto si legge quanto segue: “All’articolo 1, comma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e successive modificazioni e integrazioni, le parole “31 dicembre 2018” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2019”. Conseguentemente l’autorizzazione di spesa di cui al comma 186 del medesimo articolo 1 della citata legge n. 232 del 2016 è incrementata di 16,2 milioni di euro per l’anno 2019, 131,8 milioni di euro per l’anno 2020, 142,8 milioni di euro per l’anno 2021, 104,1 milioni di euro per l’anno 2022, 51,9 milioni di euro per l’anno 2023 e 2 milioni di euro per l’anno 2024 e l’articolo 1, comma 167, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 è soppresso. Le disposizioni di cui al secondo e terzo periodo dell’articolo 1, comma 165, della citata legge n. 205 del 2017 si applicano anche con riferimento ai soggetti che verranno a trovarsi nelle condizioni indicate nel corso dell’anno 2019″.

Stando a quanto riferito, sembra che resteranno in vigore le disposizioni attuative e la misura ape Social è stata prorogata soltanto per un altro anno ovvero fino al 31 dicembre 2019. Restano invariati i requisiti per poter accedere alla misura. Riguardo invece la mobilità, sembra che sia intervenuta l’Inps con il messaggio numero 2884 ed ha di fatto confermato che per poter usufruire della misura in questione, ovvero dell‘Ape sociale ma anche di quota 41 lavoratori precoci, bisognerà aver usufruito precedentemente della Naspi, dell’Aspi e anche della mobilità ordinaria, ma è anche necessario che la proiezione di questi ammortizzatori, sia accettata da almeno tre mesi prima di presentare l’istanza. A questo punto, va quindi detto che qualora un soggetto non avesse i requisiti per poter accedere agli ammortizzatori sociali, non potrebbe ottenere la pensione anticipata lavoratori precoci ed ape sociale.

Ricordiamo che l’ape sociale è un meccanismo di pensionamento che darebbe la possibilità ai lavoratori in situazioni di disagio di poter ottenere la pensione senza alcuna penalità a partire dai 63 anni di età e dai 30 36 anni di contribuzione. Questa misura per la prima volta è stata introdotta dal governo Gentiloni in forma del tutto sperimentale ed ha ottenuto la proroga fino al 31 dicembre 2019, in seguito all’approvazione del decreto pensioni e reddito di cittadinanza. Per poter usufruire di questa misura, bisognerà essere in possesso di alcuni requisiti tra i quali avere un minimo di 30 anni di contributi e 36 se si  svolge un attività gravosa. È possibile contare e far valere ai fini del perfezionamento del requisito contributivo, tutta la contribuzione versata oppure accreditata qualsiasi titolo, ma va detto che i versamenti non devono essere stati fatti presso una cassa di liberi professionisti. Per quanto riguarda le donne, sembra che sia previsto per le lavoratrici madri uno sconto di un anno per ogni figlio per un massimo di 2 anni. Quindi questo significa che, una mamma con due figli potrà accedere alla misura con 28 anni di contributi.

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