Pensioni 2019, il governo lavora ad uno sconto contributivo per le mamme

Qualche novità potrebbe arrivare in termini di pensionamento per le mamme, le quali potrebbero vantare uno sconto contributivo pari ad un anno per ogni figlio. E’ questa sostanzialmente la proposta che è arrivata dai sindacati e che il governo pare stia prendendo davvero in considerazione.

Sostanzialmente quindi le mamme che hanno 1 o più figli potrebbero sperare di poter accedere alla pensione anticipatamente, contando su uno sconto contributivo pari ad un anno per ogni figlio. Di questo hanno discusso i sindacati CGIL CISL UIL e UGL nel corso dell’incontro con il Sottosegretario al lavoro Claudio Durigon per un confronto avvenuto sulla riforma pensionistica.

Pensione e mamme, sconto contributivo a figlio

Come abbiamo già anticipato, tra le altre richieste delle organizzazioni sindacali ci sarebbe l’ampliamento della platea di quota 100, riconoscendo nel frattempo alle donne un bonus  per ogni figlio e anche delle finestre di accesso alla pensione per i lavoratori gravosi, che sono ad oggi penalizzati dal sistema previsto dal governo. Questa possibilità, secondo quanto riferito da Claudio Durigon, potrebbe essere inclusa tra gli emendamenti dal decreto su quota 100, così come è stato richiesto nelle scorse settimane dai sindacati.

Nello specifico, Durigon ha aggiunto come il governo al momento sia al lavoro e stia valutando tutta una serie di soluzioni soprattutto per le donne e 500 milioni all’anno, sarebbe il costo per poter riconoscere un anno per ogni figlio. Poi riguardo la finestra per i lavori gravosi, il Sottosegretario al lavoro, ha anche evidenziato come il provvedimento costi 30 milioni all’anno e su quota 41 interviene aggiungendo che comunque questo rimane l’obiettivo del governo, ma che comunque il suo impatto sarà piuttosto gravoso sull’Italia, ovviamente in termini economici.

Quota 100 e Quota 41

“Ad oggi sono state presentate gia’ 67mila domande, segno che la riforma ha colto un’esigenza reale del Paese. Si sta lavorando a grandi passi per arrivare quanto prima a quota 41, dividere la previdenza dall’assistenza e al tempo stesso trovare una soluzione concreta anche per i giovani. Il tavolo di oggi eè stato utile anche per fare il punto della situazione sui cosiddetti esodati, anche se l’Inps stesso, ad oggi, certifica che non ci sono più esodati. In ogni caso, anche per questa categoria, stiamo lavorando per trovare una strada percorribile condivisa”, ha aggiunto ancora Durigon. Sulla questione Ape sociale invece, intervenuto Durigon ha dichiarato la disponibilità a valutare la fattibilità sia dal punto di vista tecnico che economico, per un emendamento che possa andare a rivedere alcuni criteri e quindi ampliare la platea dei beneficiari.

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