Pensioni news, Quota 41 nel 2019: come funziona e chi può beneficiarne indipendentemente dall’età

Pubblicato il: 8 Gennaio 2019 alle 2:30

Indubbiamente protagonista principale della riforma pensioni 2019 è Quota 100, ma ciò non significa che non ci sono altre misure che viaggiano in parallelo al livello di importanza. Uno tra questi è proprio Quota 41 precoci ovvero quella misura che darebbe la possibilità di poter accedere alla pensione anticipata una volta maturati 41 anni di contributi e che secondo gli obiettivi del governo, entro il 2021 dovrà diventare poi quota 41 per tutti. Sarà effettivamente una misura che andrà, almeno secondo quanto trapelato dalle ultime indiscrezioni, a sostituire quota 100. Dunque, se in un primo momento si pensava che potessero scadere i termini entro il 31 dicembre 2018, per poter andare in pensione con la quota 41 è arrivata la proroga tanto attesa che ha dato anche speranza ai lavoratori precoci, i quali potranno avere la possibilità di raggiungere il requisito contributivo richiesto ovvero di 41 anni di contributi versati nel corso del 2019 e che rientreranno così in una sorta di categoria e meritevole di tutela.

Essenzialmente al momento, quota 41 è riservata soltanto ai precoci e dunque a diverse categorie di lavoratori tra i quali gravosi o usuranti, disoccupati, invalidi e caregivers. Sembrano essere, dunque, in arrivo delle notizie piuttosto interessanti per i lavoratori precoci, ovvero per coloro che ancora prima del compimento del diciottesimo anno di età però, hanno maturato circa 12 mensilità contributive. Vediamo qui di seguito le categorie di tutela che sembra abbiano diritto alla quota 41 precoci e tra questi non possiamo non citare i lavoratori dipendenti che si trovano uno stato di disoccupazione per la cessazione del rapporto di lavoro in seguito a licenziamento anche collettivo, oppure dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che non hanno percepito da più di 3 mesi la prestazione per la disoccupazione a loro spettante.

Quota 41 è valida anche per i lavoratori dipendenti ed autonomi, che al momento della domanda assistono da circa 6 mesi il coniuge o qualsiasi altro parente di primo grado convivente che abbia un handicap in situazione di gravità. Sono anche inclusi tra i lavoratori ai quali spetta quota 41 e quelli dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, che sia stata accertata da delle commissioni competenti per il riconoscimento dell’invalidità civile che deve essere superiore oppure pari al 74% ed infine i lavoratori dipendenti addetti a lavori gravosi o usuranti. Quota 41 rimane anche per i lavoratori precoci.

I requisiti per poter accedere alla quota 41 nel 2019, resterebbero praticamente invariati. Nelle ultime dichiarazioni e alcuni punti del governo, hanno confermato la volontà di voler procedere con il blocco dell’ adeguamento alla speranza di vita anche per quota 41, con l’introduzione di vere e proprie finestre di crescita che andrebbero a ridurre di fatto lo sconto a 2 mesi invece che di 5.

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