Pensioni, Quota 100 per i prossimi 3 anni. Si va avanti Opzione Donna e Ape Social

Pubblicato il: 9 Gennaio 2019 alle 7:46

Ape sociale, lavoratori precoci, opzione donna e quota 100 saranno queste le modalità per l’uscita anticipata dal mondo del lavoro, contenute nel decreto su pensioni e reddito che il governo ha finito di stilare e che sta definendo nei dettagli, prima di arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri la prossima settimana ed essere già così approvato.

Pare che siano previsti anche delle modalità differenti per poter raggiungere la tanto discussa Quota 100, a partire dal cumulo delle diverse gestioni previdenziali alla possibilità di andare a coprire dei buchi anche con la pace contributiva. Vediamo un po’ più nel dettaglio quelle che sono le novità contenute nell’ultima bozza del decreto, cominciando con la pensione Quota 100. I prossimi tre anni, dunque, ci sarà la possibilità di poter andare in pensione anticipata una volta compiuto 62 anni di età e maturato 38 anni di contributi. Proprio per il raggiungimento di quest’ultimo requisito, si potranno cumulare in modo gratuito i versamenti a casse previdenziali diverse, secondo quelle che sono le regole previste ad oggi per la pensione anticipata da anche per quelle della vecchiaia.

Ci sarebbe anche un divieto di cumulo sul fronte del reddito e quindi coloro che usciranno con Quota 100 potranno anche avere degli introiti aggiuntivi, però fino ad un massimo di €5000 che potranno essere frutto però di un lavoro autonomo del tutto occasionale. Ci sono delle categorie di lavoratori che non potranno usufruire per ogni quota 100, ovvero coloro che sono stati già dati inseriti in un piano per l’esodo dei lavoratori anziani, ovvero quella che è chiamata isopensione, per la quale richiesta un’uscita fino a 4 anni in anticipo.

La prima finestra utile per poter uscire dal mondo del lavoro con Quota 100, sarà quella di aprile mentre per i dipendenti pubblici la prima uscita sarà non prima del mese di luglio. Per i Lavoratori Privati la decorrenza una volta raggiunti dei requisiti sarà di 3 mesi, mentre per chi lavora nella pubblica amministrazione sarà necessario presentare la domanda sei mesi prima. Sono previste quindi delle uscite per coloro che hanno raggiunto Quota 100 a partire dal primo aprile nel privato e primo luglio nel pubblico, mentre per il comparto scuola, che sono compresi anche le università, le uscite coincideranno con nell’avvio del nuovo anno scolastico e quindi a partire dal primo settembre.

Il decreto, inoltre, si va a bloccare anche l’aumento di 5 mesi è relativo ai requisiti per poter accedere alla pensione anticipata e quindi si potrà andare in pensione indipendentemente dall’età con un requisito contributivo ovvero avendo maturato 43 anni e un mese di contributi nel caso in cui si tratti di uomini e 42 anni e un mese nel caso in cui si tratti di una donna. Sono previste anche in questi casi le finestre di 3 mesi anche per i lavoratori precoci, che potranno quindi andare in pensione con 41 anni di contributi.

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