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Pensioni ultime notizie Quota 100, Opzione donna e Ape sociale. Cosa occorre sapere

La riforma delle pensioni sembra sia stata avviata grazie all’approvazione del decreto in Consiglio dei Ministri, avvenuta ogni giorni fa esattamente lo scorso 17 gennaio 2019. Affinché le misure contenute nel decreto siano rese effettive, bisognerà attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e questa potrebbe avvenire già nella giornata di oggi o al massimo in settimana. Una delle misure più attese contenute all’interno del decreto è quota 100, ovvero quella misura con cui governo Conte mira a superare la legge Fornero e che è contenuta nel titolo II del decreto che è stato approvato proprio lo scorso 17 gennaio 2019. Oltre a quota 100 questo decreto contiene anche altre misure tra le quali il reddito di cittadinanza.

Una volta approvato il decreto in Consiglio dei Ministri, poi è passato al Presidente della Repubblica che ha apposto la sua firma e ora attende di essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. Come abbiamo detto, già la misura più attesa del 2019 sembra essere quota 100, ovvero quella misura che darebbe la possibilità di poter accedere alla pensione una volta maturati 2 requisiti ovvero uno dal punto di vista anagrafico e e l’altro contributivo.

Di fare di questa misura, dunque, una volta compiuti i 62 anni di età e maturato 38 anni di contributi. Diverse sono le cose da sapere su quota 100, a cominciare dal fatto che sarà possibile cumulare periodi assicurativi presenti su più gestioni ed ancora che la pensione non sarà cumulabile con reddito da lavoro dipendente o autonomo. Inoltre sarà anche possibile cumulare dei periodi assicurativi presenti su successioni ed è stato decretato lo stop degli scatti di età, ovvero la pensione non sarà legata all’ aspettativa di vita, così come si era detto nei mesi  precedenti. I dipendenti pubblici qualora volessero beneficiare delle misure in questione, ovvero quota 100 devono dare un preavviso di circa 6 mesi. Non potranno invece beneficiare di quota 100 i lavoratori in isopensione. Tra le misure contenute nel decreto c’è anche la proroga di opzione donna, ovvero la misura che darebbe la possibilità di accedere al pensionamento alle donne lavoratrici autonome che dipendenti. Nello specifico, quest’ultime dovranno aver compiuto 58 anni di età, mentre le prime 59 ed entrambe invece dovranno aver maturato almeno 35 anni di contributi al 31 12 2018.

Prevista anche la proroga di ape sociale ovvero quell’ indennità sostitutiva che sarà in vigore dal primo gennaio al 31 dicembre 2019 e durerà almeno fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia. È previsto un requisito anagrafico di almeno 63 anni di età e 1 contributivo che varia da 30 a 36 anni a seconda dei casi con un bonus di un anno per figlio per le lavoratrici.

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