Pensioni ultime notizie: ancora polemica su Quota 100, scontro Durigon- Rosato

Nonostante il decreto sulle pensioni sia stato già approvato da parecchi giorni, ovvero lo scorso XXVIII gennaio 2019 si continua ancora a discutere e soprattutto a fare polemica sulla riforma pensioni e più nello specifico su quota 100. Questa risulta essere una delle misure più discusse ma anche più attese del 2019, ovvero quella che darebbe la possibilità ai lavoratori una volta raggiunti due requisiti, uno dal punto di vista contributivo e l’altro anagrafico, di poter andare in pensione anticipata. Nello specifico i lavoratori pare che devono aver compiuto 62 anni di età e maturato 38 anni di contributi. Ad ogni modo si tratta di una misura sperimentale, che sarà valida fino al prossimo 2021 e poi molto probabilmente sarà sostituita da quota 41, che risulta essere l’obiettivo principale del governo.

Nel corso della trasmissione di La7, ovvero Dimartedì, condotto da Giovanni Floris ancora una volta si è parlato delle pensioni anticipate e più nello specifico di quota 100 con vari ospiti dai pareri ovviamente opposti. Nello specifico da una parte, il Sottosegretario leghista Claudio dDurigon e Franco Bechis il direttore de Il tempo piuttosto favorevoli alla riforma pensioni e dall’altro invece il giornalista Massimo Giannini e Il deputato del PD Ettore Rosato, i quali si sono letteralmente scagliati contro quota 100 e su altre nuove misure pensionistiche che secondo il loro parere andrebbero a gravare sulle spalle delle ultime generazioni.

Nello specifico il Sottosegretario al lavoro Durigon è intervenuto parlando della riforma pensioni e di quota 100 e nel corso del suo intervento ha dichiarato: “Riusciremo ad accontentare tutti, oltre alla famosa quota 100 con una platea potenziale di 290mila, c’è opzione donna che sono 32mila, ape social 14 mila che potranno uscire entro l’arco dell’anno”. Non sembra essere favorevole alla Riforma, come già abbiamo anticipato, l’ esponente del PD Ettore Rosato, il quale nel corso della puntata è intervenuto dichiarando: “IL Governo ha promesso di abolire la quota 100, e a dire il vero anche la povertà, ma siamo ben lontani dall’abolizione sia della Fornero che della povertà. C’è un intervento che non arriva a chi ha più bisogno, come i lavoratori precoci o chi fa lavori usuranti“.

Oltre ai due politici sarebbero intervenuti anche due giornalisti presenti in studio, ovvero uno a favore l’altro contrario alla riforma pensioni e nello specifico Giannini ha subito dichiarato: “Mi rifaccio a quanto detto ieri in audizione da Tito Boeri , che ha avvertito su una serie di punti critici: questa riforma non contempla nulla per i giovani, e questa riforma grava sulle future generazioni perchè li carica di un debito implicito che sarà di 38 miliardi se la misura resta sperimentale per 3 anni, altrimenti diventa 90 miliardi”.

Preti indiavolati: pure noi vogliamo quota 100

Più di trentamila richieste. Per la precisione 32.882. Sono le domande arrivate all’Istituto nazionale di previdenza sociale alle 16 di ieri, da quando si è aperta la possibilità di fare la richiesta. Un boom che è destinato a crescere ancora e che nei primi giorni ha già intasato i Caf e i patronati. La possibilità di andare in pensione prima, rispetto ai tempi e alle condizioni introdotte con la riforma Fornero, ha riscosso un successo eccezionale.

Forse era prevedibile, ma non era scontato. Si mette in conto, infatti, di avere un assegno meno pesante, essendo calcolati gli anni di contribuzione. Eppure il minor incasso non sembra affatto aver fermato gli italiani che potevano accedere alle nuove norme. E la piccola valanga riguarda ogni categoria, ogni latitudine e, per così dire, ogni vocazione. A porre la questione dello “stato” civile, chiedendo se anche un sacerdote potesse accedere a quota 100, è stato don Gian Pietro Girelli, con una lettera sul quotidiano Avvenire. Il sacerdote ha dato voce a una domanda che in tanti prelati si facevano. La risposta non si è fatta attendere e dè positiva. Quota cento vale anche per i preti.

LA PAROLA ALL’ESPERTO A spiegarlo è stato un esperto di previdenza, Vittorio Spinelli, in risposta alla lettera. Scriveva il sacerdote: «Stante la situazione pare che il Fondo Clero non sia ammesso neppure a quota 100 e considerato che anche ilFondoClero ricade nei parametri circa l’aspettativa di vita, mi pongo alcune domande: chi ci tutela nella trattativa con il governo in merito alla salvaguardia dei diritti dei sacerdoti? ». Per andare in pensione con ilFondoClero, infatti, occorre avere una età minima di 68 anni. Spinelli, l’esperto, ha sciolto il rebus: «Sulla quota100 la recente circolare n. 11 dell’Inps non si esprime quanto al Fondo.

Tuttavia la nuova procedura telematica per la presentazione delle domande di pensione, da poco varata dall’Inps e a disposizione dei patronati e dei diretti interessati, prevede la liquidazione di “quota 100” nel Fondo Clero, con almeno 62 anni di età e 38 di contributi». Sacerdoti a parte, il governo spera che la valanga di pensionamenti crei un circolo virtuoso, producendo un ricambio generazionale specialmente nella pubblica amministrazione. «In soli cinque giorni 32mila persone hanno colto l’occasione per sfuggire alla gabbia micidiale della Legge Fornero », ha detto il sottosegretario per il Lavoro e le Politiche Sociali Claudio Cominardi, «non posso non pensare all’enorme beneficio che il ricambio generazionale avrà per la Pubblica amministrazione, visto che 10mila richieste giungono proprio dal settore pubblico. Mi soddisfa pensare anche che presto nelle classi duemila insegnanti cederanno il passo a giovani motivati e pronti alle sfide educative, formative e lavorative del nuovo millennio».

LE REGIONI INTERESSATE Nella classifica delle regioni da cui sono arrivate più richieste, la prima è la Sicilia (3827) e la seconda il Lazio (3775). Il terzo posto in classifica è per laLombardia (3391), con le province di Brescia e Bergamo in testa. Moltissime le richieste arrivate dalla pubblica amministrazione, circa il 30% del totale, in particolare dal settore della scuola. Esulta Matteo Salvini: «In una sola settimana 30mila italiani sono corsi a firmare per liberarsi dalla gabbia della legge Fornero liberando altrettanti posti di lavoro per i giovani ». Il governo, in ogni caso, sta studiando alcune modifiche al decretone che contiene reddito di cittadinanza e quota 100, ora all’esame del Senato. I ritocchi riguardano in particolare il riscatto agevolato della laurea e una norma salva-esodati. Tra le modifiche in arrivo targate Lega anche la possibilità di congelare le pensioni corrisposte ai latitanti. «Stiamo studiando una soluzione per gli esodati »,ha spiegato il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon.

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