Regime forfettario, cosa cambierà a partire dal 2020?

Pubblicato il: 21 Ottobre 2019 alle 5:35

Sembra essere in arrivo una vera e propria rivoluzione per le piccole partita Iva. Si è tanto discusso del regime forfettario, quello tanto voluto dall’ex Ministro degli Interni Matteo Salvini e che per il prossimo anno avrebbe dovuto essere esteso ad una platea più ampia. Adesso però le cose sono cambiate e di conseguenza a partire dal 2020 il regime cambierà volto. Parlare di regime forfettario ormai sarebbe anche sbagliato, ovviamente facendo riferimento all’attuale bozza del decreto. Per il prossimo anno rimane certamente un regime di vantaggio, ma le regole saranno più dure. In queste settimane sono state avanzate una serie di proposte di riforma del nuovo regime. Sia che si chiami regime forfettario o in altro modo, la misura prevede un ritorno al Regime dei Minimi, che è il vecchio regime di vantaggio che esisteva ancora prima dell’attuale forfettario.

Sarà reintrodotto un regime analitico per la determinazione dei costi e dei ricavi sostenuti. In questo modo i titolari delle piccole partita iva saranno costretti comunque alla contabilizzazione dei costi. La novità sarebbe la seguente ovvero che è stato cancellato il secondo scaglione della Flat Tax. Non sembra che sia previsto un nuovo scaglione oltre i 65 mila euro di fatturato, così come invece è previsto dal governo precedente. Il regime forfettario, così come siamo abituati a conoscerlo, avrebbe dovuto avere un raggio d’azione più ampio e ci sarebbe stata l’introduzione anche di un altro scaglione di fatturato, compreso tra i 65 mila euro ed i 100 mila euro, su cui sarebbe stata applicata una aliquota del 20%.

Regime forfettario 2020, cosa cambierà? Nuove clausole d’esclusione

Il nuovo regime prevede delle clausole di accesso, di esclusione riguardanti il nuovo regime. Ad oggi, si può essere esclusi da questo regime soltanto se si supera la soglia di 65 mila euro di volume d’affari in un anno d’imposta. Nella bozza del decreto si legge ancora il limite dei costi per i beni strumentali di 20 mila euro, limite di costi per le retribuzioni di dipendenti e consulenti di circa 20 mila euro.

Il documento programmatico di bilancio 2020 non sembra lasci molte speranze al regime forfettario. Innanzitutto sembra esserci una novità, ovvero il fatto che il governo è intenzionato ad introdurre un regime analitico per effettuare il calcolo del reddito imponibile, con l’obbligo per i contribuenti di conservare tutti i documenti che possono essere utili per la determinazione del reddito imponibile. Praticamente il rischio è che si dica addio al calcolo forfettario e si tornerebbe alle disposizioni che sono previste dal vecchio regime dei minimi.

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