E’uscito in questi giorni il trentesimo album dell’artista rivoluzionario Renato Zero, dal titolo ‘Zero il folle’. Il nuovo, atteso progetto lo presenta proprio lui nel giorno del suo 69esimo compleanno, a Roma, nella splendida e suggestiva location dell’Auditorium Parco della Musica. Esce con un look piuttosto sobrio, rispetto a come siamo abituati a vederlo. Fa eccezione solo il suo stravagante cappello e gli occhiali da sole rigorosamente neri con qualche brillantino.

Un look total black – come al solito – per l’artista romano che con questo nuovo disco ha fatto la gioia di tutti i fan che non vedevano l’ora. Sullo sfondo, dietro di lui ci sono le quattro cover del nuovo progetto discografico che lo vedono ritratto nei modi più bizzarri: come una geisha, come una fata turchina, come un fauno e come una divinità indiana, tutti accompagnati da una lettera che unita alle altre copertine compone il suo cognome: “All’appuntamento con la Follia ognuno potrà scegliere come presentarsi e quali colori indossare” precisa il cantante.

L’album è composto da tredici tracce, una più bella dell’altra. Fe tematiche dei testi però sono molto cambiate e suonano attuali più che mai. Fa crisi della società moderna, l’ecologia e il degrado ambiente. Di questo si nutre la musica di ‘Zero il folle’. A tal riguardo dice: “C’è ormai una propaganda all’esposizione, non più qualcosa di fisico e concreto, ma una competizione a superare Chiara Ferragni. Ci sono tanti maschi ormai, ma pochi uomini.

Questo Paese va completamente rieducato, a partire dalla spazzatura, l’ecologia è il nostro respiro. Quando un essere umano attraversa Roma, che dovrebbe essere la capitale d’Italia, del governo, ospita lo stato della Città del Vaticano, trovo assurdo che con queste componenti debba affrontare le buche, il disagio della sporcizia e soprattutto la non capacità di risfoderare l’ottimismo e l’entusiasmo”. E ancora: “Questa vita non va inchiodata al muro come un fotografia, va trasferita e contaminata”. Negli anni 70 essere Renato Zero non è stato facile per niente. Prima di concludere la conferenza stampa, l’artista ha voluto ringraziare il suo gruppo di lavoro con queste parole: “Io ho rispetto e devozione per il mio team, il mio coro ed i miei musicisti. Bisogna spendersi ed essere generosi, sono importanti i valori. Ma comunque si sa, io sono 30 anni avanti agli altri”. Come dargli torto?

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