Streaming Live Torino- Inter diretta gratis tv come vedere No Rojadirecta

Pubblicato il: 27 Gennaio 2019 alle 6:27

Dove vedere Torino Inter, diretta tv e streaming

La partita che si giocherà questa sera 27 gennaio 2019 alle ore 18:o0, presso lo stadio Grande di Torino, sarà trasmessa in esclusiva diretta streaming su Dazn, ma ovviamente sarà visibile anche su altri dispositivi. La versione integrale della partita si potrà anche guardare on demand e quindi tutti gli appassionati e tifosi potranno rivedere la gara quando vorranno. Ovviamente sarà possibile guardare il big match in televisione qualora si possiede una smart TV, scaricando l’applicazione, avendo sottoscritto un abbonamento a Mediaset Premium o a Sky Q. In questo caso però bisognerà vedere se la TV di cui si è in possesso è compatibile con il servizio Dazn. Se non siete ancora abbonati a Dazn, potrete vedere la partita in modo assolutamente gratuito, visto che il primo mese lo offre la piattaforma. Dovrete solo effettuare la registrazione ed attivare l’abbonamento per un mese gratuitamente. Poi se vi troverete bene con la visione, potrete continuare con l’abbonamento al costo di 10 euro al mese.

Rojadirecta Torino-Inter

ROJADIRECTA Torino Inter– Come sito di streaming gratuito uno dei più famosi è Rojadirecta. Il sito spagnolo dovrebbe presentare il link della gara poco prima dell’inizio del match. Vi ricordiamo, come sempre, di non usare questa pratica, visto che potreste incorrere in multe e sanzioni elevate.

Walter Mazzarri è carico. Lo è sempre stato ma stavolta dà l’impressione di non guardare in faccia nessuno quando deciderà la formazione da schierare contro l’Inter: «Belotti si è allenato come al solito con grande determinazione. Falque? Vedrete se gioca o no, da un punto di vista fisico tutti gli attaccanti stanno bene, ma lui ora sembra quello meno lucido. Magari gli basta un guizzo e fa gol». L’impressione è che (finalmente) sia arrivato il momento di Zaza dal primo minuto in coppia con il Gallo. Lo spagnolo sembra avviato verso la panchina. Ma non è da escludere (anche) il tridente. La certezza è che Belotti e Zaza siano i grandi favoriti nel cercare i gol che possano trascinare il Toro e scaldare i tifosi. Continua Mazzarri. «Vincere ci darebbe un’iniezione di fiducia. Sì, proprio così. La meriteremo anche, ultimamente non ci è andata anche bene in diverse partite e non sempre per colpe nostre. Però noto con piacere e ottimismo che la squadra sta già prendendo consapevolezza dei propri mezzi. Deve solo migliorare sotto l’aspetto della continuità. Adesso ci vuole un match speciale, magari ripetere il secondo tempo dell’andata a San Siro dove siamo stati perfetti sotto tutti i punti di vista»  

Indica il percorso da seguire. «Noi dobbiamo riprendere la strada vecchia, quindi essere attentissimi in fase difensiva e creare più opportunità da gol. La percentuale di errore da parte nostra deve essere ridottissima, davanti avremo una squadra di vertice. A Roma abbiamo fatto due gol ma ne abbiamo presi tre. Che potevamo evitare con più attenzione. E abbiamo lavorato tutta la settimana sotto questi due aspetti. Essere più concreti in fase offensiva ed evitare le distrazioni difensive. In questo girone di ritorno dobbiamo migliorare anche sotto il punto di vista della concretezza, rispetto all’andata occorre portare a casa qualche vittoria in più e qualche pareggio in meno. La prima partita, con la Roma, è andata come è andata, ora speriamo di fare meglio». 

Non ci sarà Meitè squalificato, in compenso ha recuperato Baselli e Lukic. «Baselli l’ho voluto portare ma non ha la condizione migliore, Lukic invece sta bene, si è allenato tutta la settimana con noi». E negli ultimi giorni di lavoro, nelle partitelle in famiglia, ha riproposto Ansaldi in mezzo visto che in questa posizione l’argentino a Roma ha fatto benissimo. «Ansaldi a centrocampo? Può essere, è stato bravissimo a Roma ma ricordiamoci che lui è un esterno e rende tanto anche da questa posizione. L’argentino, comunque, può posizionarsi in tutte le zone del campo». 

Mazzarri ha poi parlato di Spalletti, Millico e il centenario. «Spalletti è un allenatore importante, che stimo. Abbiamo iniziato praticamente insieme dalla terza categoria, quindi qualocosa di buono lo abbiamo fatto. Un allenatore come lui che per vent’anni sta sulla cresta vuol dire che ha dei valori importanti. Millico cerco di portarlo il più possibile con coi. Credo che gli possa fare bene e possa poi sfruttare questa esperienza quando tornerà in Primavera. Mi sarebbe piaciuto poter essere al Filadelfia per il ricordo dei cento anni dalla nascita di Valentino Mazzola, purtroppo c’era la rifinitura e non ho potuto esserci ma mi hanno detto che è stata una bellissima festa». 

 Mazzarri non ha ancora deciso. O se ha deciso non lo ha fatto capire. Al momento l’unica certezza riguarda la nuova coppia d’attacco che dovrebbe essere formata da Belotti e Zaza. E qui dipende da Iago Falque. Ieri in conferenza Mazzarri ha ufficialmente ammesso che al momento lo spagnolo è meno lucido dei tre ma in campo potrebbe sempre sbloccarsi. Se lo farà giocare, vedremo un Toro con il 3-4-1-2. Magari anche (3-4-1-2 ) con Iago in panchina. Perché durante la partitella del giovedì il tecnico ha provato Ansaldi come centrocampista avanzato. Che potrebbe arretrare di qualche metro e trasformare il sistema di gioco in 3-5-2. O stare più avanti e mantenere il 3-4-1-2. Dunque: in mezzo De Silvestri, Rincon, Lukic e Aina. Con Ansaldi un po’ più avanti e Zaza e Belotti come punte. Ripetiamo: questo è il sistema di gioco che il tecnico livornese durante la settimana ha provato di più.  

 Mazzarri, comunque, parte da una grande certezza. La difesa al completo. Il rierntro di Izzo gli permetterà di avere i tre titolari in una partita importante per il futuro granata. Il campionato è ancora lungo, ovvio, ma le concorrenti che puntano all’Europa stanno andando forte. Sampdoria e adesso pure il Sassuolo si sono messe a viaggiare forte e negli anticipi di ieri hanno schiantato Udinese e Cagliari. Quindi il Toro non può più perdere tempo. Per la sfida di oggi Mazzarri punta molto su Rincon. Il venezualano è diffidato e in caso di giallo salterà la prossima trasferta di Ferrara contro la Spal. Ma contro i nerazzurri, conoscendo il suo carattere, non si risparmierà. Nell’ultimo periodo ha preso il Toro per mano ed è diventato un punto di riferimento per tutti. Riesce ad abbinare quantità e qualità. Perché oltre ad una grinta fuori dal comune costruisce pure gioco. Importantissime le sue aperture sulle zone esterne del campo. Insomma, la squadra sembra pronta per disputare una partita tosta. Dopo la sconfitta dell’Olimpico e prima ancora quella contro la Fiorentina in Coppa Italia c’è bisogno di ritrovare la strada dell’ottimismo. I granata, tra le altre cose, avranno la spinta in più del loro pubblico, siamo vicino al tutto esaurito, i tifosi si faranno sentire. Insomma, il Toro non sarà solo. E non lo è mai stato. 

Dopo il pareggio col Sassuolo, Luciano Spalletti avrebbe preferito avvicinarsi e approcciarsi in maniera differente a un match delicato come quello contro il Torino: «Il periodo del mercato non mi dà mai niente, piuttosto mi toglie sempre qualcosa», ha sottolineato ieri il tecnico nerazzurro. Già, perché nell’ultima settimana si è parlato molto dei mal di pancia di diversi suoi calciatori, in primis Ivan Perisic. Ma anche altri giocatori come Miranda, Candreva e in parte Dalbert, Gagliardini e Ranocchia (gli ultimi tre richiesti da alcuni club francesi e italiani), hanno manifestato la voglia di andare a trovare più spazio altrove. Il croato, però, è il caso più eclatante. Perisic non è contento, in quest’annata non sta rendendo e in cuor suo, probabilmente, avrebbe sognato di essere già in Premier dopo il Mondiale. Così non è stato, ma a inizio gennaio Perisic ha fatto presente al club che non avrebbe disdegnato di partire subito. L’Inter, dal canto suo, ha tenuto sempre la stessa posizione: portaci un’offerta vera e congrua – ovvero 35-40 milioni – e ne possiamo parlare. Questo, finora, non è accaduto, ma gli ultimi giorni si sono surriscaldati e si annuncia un’incandescente rush finale di gennaio, tant’è che l’Inter si sta guardando attorno e fra i nomi valutati c’è quello del belga Carrasco: gioca in Cina, guadagna molto (11 milioni), è stato offerto anche al Milan che ci lavora da settimane. 

 L’Inter, per parola di Spalletti, ieri ha ribadito la sua posizione in maniera chiara: «E’ un giocatore forte, lui è uno di quelli che ha richieste. Giustamente tutti lo vorrebbero avere nella propria squadra, ma poi questo si deve concretizzare con numeri corretti: se qualcuno fosse interessato, deve mettersi nelle condizioni di pagarlo per quello che vale». Dunque ci vogliono soldi veri. E non, come prospettato dalla stampa inglese, un prestito con diritto di riscatto come parrebbe pronto a offrire l’Arsenal, disposto anche ad uno scambio di prestiti con Ozil. L’Inter, non può permettersi il 27 gennaio di mollare senza certezze uno dei suoi giocatori migliori, anche perché per poterlo sostituire adeguatamente, il club di Suning ha bisogno di avere garanzie economiche, anche per i soliti paletti del Fair Play Finanziario. Proprio per questo motivo Spalletti ha deciso di convocare Perisic, seppur reduce da una settimana non bella di lavoro ad Appiano e una botta che l’ha costretto ieri ad allenarsi a parte (infortunio strategico? Lo dirà solo il tempo, vedi la febbre di Higuain a Gedda o la mancata convocazione di Allan per Milan-Napoli di ieri). Oggi è probabile che Perisic non parta titolare, ma il segnale inviato dall’Inter è abbastanza chiaro: ci vuole una proposta concreta per farci ragionare e non utilizzare il giocatore.  

Chiaramente se Perisic alla fine rimarrà a Milano, Spalletti e l’Inter dovranno essere bravi a rigenerarlo («sotto l’aspetto dei gol e degli assist può fare qualcosa in più», la chiosa del tecnico). Intanto c’è da affrontare il Toro, una squadra che ha fatto soffrire e non poco lo Spalletti nerazzurro: «E’ una squadra costruita dal punto di vista fisico, in maniera imponente – ha spiegato -. Il loro modo di sviluppare il gioco spesso passa dai contrasti, dai duelli fisici. Sotto l’aspetto della garra dobbiamo metterci qualcosa in più. Che Toro mi aspetto? Molto dipenderà da Zaza: con lui cambierebbe la questione tattica e il loro impatto offensivo». Chiusura per Mazzarri: «E’ un allenatore bravo, che la sa tutta. E’ partito da niente come me – ha concluso Spalletti – ed è riuscito ad allenare anche fuori dall’Italia. Ha conoscenze ed esperienze».

Torino-Inter è anche banalmente la sfida fra i due capitani e numeri nove, Andrea Belotti e Mauro Icardi. Ma è un duello reso meno banale se si vanno ad analizzare i precedenti dei due giocatori contro le rispettive avversarie. Perché è vero che entrambi hanno segnato 3 gol in queste partite, ma nessuno lo ha mai fatto in un Torino-Inter. Già, Belotti ha affrontato l’Inter nove volte in carriera, sette da quando indossa la maglia granata e ha realizzato ai nerazzurri tre reti, tutte a San Siro. Icardi contro il Toro ha giocato undici volte, dieci da quando è il centravanti dell’Inter. Pure lui ha segnato solo tre gol, tutti a Milano: uno nella sconfitta per 2-1 della stagione ’16-17 e due nella vittoria per 2-1 dell’annata successiva. Di fatto Icardi ha segnato i suoi tre gol nelle stesse partite in cui lo ha fatto Belotti ad accezione del 2-2 del 26 agosto scorso dove ha timbrato il cartellino solo il centravanti granata. 

Entrambi, per motivi diversi, non stanno attraversando un momento brillante fra gol che non arrivano e rumors sul futuro. Belotti, a dire il vero, ha realizzato due gol nelle ultime quattro partite, entrambi in trasferta: su azione il 22 dicembre contro il Sassuolo e su rigore il 29 dicembre contro la Lazio. Nell’ultima giornata si è sbattuto come sempre, ha corso per più di 10 km, ma questo, come è accaduto in tante altre parte, lo ha sfiancato rendendolo meno lucido sottoporta (ieri Mazzarri ha sottolineato: «Abbiamo lavorato sulla finalizzazione non solo con Belotti, ma con tutti: sono fiducioso»). Icardi invece non segna in campionato dal 15 dicembre, Inter-Udinese 1-0, rete su rigore. Da allora un digiuno in Serie A – ha fatto centro, sempre dal dischetto, il 13 gennaio in Coppa Italia contro il Benevento – di quattro partite. Un periodo lungo per uno come lui (gli era accaduto anche a inizio campionato quando si sbloccò alla sesta giornata contro la Fiorentina, ma non aveva giocato una partita col Bologna). Un periodo che diventa ancora più profondo se si considera che l’ultima rete su azione risale a Roma-Inter del 2 dicembre, quando il capitano nerazzurro fece gol di testa su calcio d’angolo. Per tornare a un gol non da calcio da fermo bisogna invece restare all’Olimpico, ma andare al 29 ottobre quando l’argentino realizzò una doppietta alla Lazio. Icardi nell’ultimo mese ha migliorato il suo rendimento come partecipazione al gioco, ma contro il Sassuolo, nello 0-0 di sabato scorso, è tornato a isolarsi, toccando solo 16 palloni e non avendo una vera occasione da rete. 

Difficile capire se uno freddo come Icardi abbia patito la questione relativa al suo rinnovo di contratto (no per Spalletti: «Sta facendo un buon campionato; quello che sta facendo è in sintonia col suo valore e la sua qualità»). Di sicuro in questa settimana le parti si sono avvicinate, c’è stato un incontro fra Wanda Nara, Marotta, Ausilio e Gardini e le ruggini che si erano create fra fine dicembre e inizio gennaio sono state sgrassate. Per un nuovo faccia a faccia bisognerà probabilmente aspettare la fine del mercato, ma sul prolungamento del contratto del capitano, con ritocco dell’ingaggio verso l’alto oggi ci sono molte meno incertezze rispetto a qualche settimana fa. Pochi dubbi anche sulla permanenza del Gallo a Torino: le voci sull’interesse del West Ham sono destinate a rimanere tali, visto che Cairo ha ribadito più volte – anche al nostro giornale – che Belotti a gennaio non si muoverà. Certo, se arrivassero 70 milioni, sarebbe un altro discorso, ma questo, ad oggi, sembra una prospettiva assai lontana.

Torino-Inter è anche banalmente la sfida fra i due capitani e numeri nove, Andrea Belotti e Mauro Icardi. Ma è un duello reso meno banale se si vanno ad analizzare i precedenti dei due giocatori contro le rispettive avversarie. Perché è vero che entrambi hanno segnato 3 gol in queste partite, ma nessuno lo ha mai fatto in un Torino-Inter. Già, Belotti ha affrontato l’Inter nove volte in carriera, sette da quando indossa la maglia granata e ha realizzato ai nerazzurri tre reti, tutte a San Siro. Icardi contro il Toro ha giocato undici volte, dieci da quando è il centravanti dell’Inter. Pure lui ha segnato solo tre gol, tutti a Milano: uno nella sconfitta per 2-1 della stagione ’16-17 e due nella vittoria per 2-1 dell’annata successiva. Di fatto Icardi ha segnato i suoi tre gol nelle stesse partite in cui lo ha fatto Belotti ad accezione del 2-2 del 26 agosto scorso dove ha timbrato il cartellino solo il centravanti granata. 

Entrambi, per motivi diversi, non stanno attraversando un momento brillante fra gol che non arrivano e rumors sul futuro. Belotti, a dire il vero, ha realizzato due gol nelle ultime quattro partite, entrambi in trasferta: su azione il 22 dicembre contro il Sassuolo e su rigore il 29 dicembre contro la Lazio. Nell’ultima giornata si è sbattuto come sempre, ha corso per più di 10 km, ma questo, come è accaduto in tante altre parte, lo ha sfiancato rendendolo meno lucido sottoporta (ieri Mazzarri ha sottolineato: «Abbiamo lavorato sulla finalizzazione non solo con Belotti, ma con tutti: sono fiducioso»). Icardi invece non segna in campionato dal 15 dicembre, Inter-Udinese 1-0, rete su rigore. Da allora un digiuno in Serie A – ha fatto centro, sempre dal dischetto, il 13 gennaio in Coppa Italia contro il Benevento – di quattro partite. Un periodo lungo per uno come lui (gli era accaduto anche a inizio campionato quando si sbloccò alla sesta giornata contro la Fiorentina, ma non aveva giocato una partita col Bologna). Un periodo che diventa ancora più profondo se si considera che l’ultima rete su azione risale a Roma-Inter del 2 dicembre, quando il capitano nerazzurro fece gol di testa su calcio d’angolo. Per tornare a un gol non da calcio da fermo bisogna invece restare all’Olimpico, ma andare al 29 ottobre quando l’argentino realizzò una doppietta alla Lazio. Icardi nell’ultimo mese ha migliorato il suo rendimento come partecipazione al gioco, ma contro il Sassuolo, nello 0-0 di sabato scorso, è tornato a isolarsi, toccando solo 16 palloni e non avendo una vera occasione da rete. 

Difficile capire se uno freddo come Icardi abbia patito la questione relativa al suo rinnovo di contratto (no per Spalletti: «Sta facendo un buon campionato; quello che sta facendo è in sintonia col suo valore e la sua qualità»). Di sicuro in questa settimana le parti si sono avvicinate, c’è stato un incontro fra Wanda Nara, Marotta, Ausilio e Gardini e le ruggini che si erano create fra fine dicembre e inizio gennaio sono state sgrassate. Per un nuovo faccia a faccia bisognerà probabilmente aspettare la fine del mercato, ma sul prolungamento del contratto del capitano, con ritocco dell’ingaggio verso l’alto oggi ci sono molte meno incertezze rispetto a qualche settimana fa. Pochi dubbi anche sulla permanenza del Gallo a Torino: le voci sull’interesse del West Ham sono destinate a rimanere tali, visto che Cairo ha ribadito più volte – anche al nostro giornale – che Belotti a gennaio non si muoverà. Certo, se arrivassero 70 milioni, sarebbe un altro discorso, ma questo, ad oggi, sembra una prospettiva assai lontana.

Oggi domenica 27 gennaio 2019 alle ore 18:00, scenderanno in campo allo stadio Grande Torino per la 21° giornata delle Serie A Tim 2018-2019, Torino e Inter. Si tratta di un match importante sia per l’una che per l’altra squadra, che sono alla ricerca di un posto in Europa. Effettivamente da una parte vi è, dunque, il Torino di Mazzarri che sogna di poter centrare un posto in Europa League e dall’altra c’è l’Inter di Luciano Spalletti che lotta per conquistare un posto nella prossima Champions League.

Un big match quindi importante ed una sfida molto interessante che vede protagonisti Torino e l’Inter che sono  reduci rispettivamente di un KO avvenuto contro la Roma ed un pari con il Sassuolo. Questi risultati che sono stati piuttosto deludenti, perché in un certo senso hanno frenato l’entusiasmo soprattutto dei tifosi. All’andata è stata una partita molto equilibrata e spettacolare dal punto di vista del gioco, finita 2 a 2. I nerazzurri nello specifico sono andati a segno con Perisic e De Vrj nel primo tempo e sono stati poi rimontati dal Torino, grazie alle reti realizzate da Belotti e Meitè. Walter Mazzarri oggi incontrerà la sua ex squadra, ma questa volta da allenatore del Torino.

Torino Inter diretta tv e streaming. Dove vedere la partita
Il big match che vede schierato da una parte il Torino e dall’altra l’Inter, sarà visibile in diretta tv su Sky attraverso satellitare, digitale terrestre e fibra ottica. Nello specifico, si potrà guardare la partita sul canale Sky sport Serie A canale 202 a partire dalle ore 18:00, ma anche su Sky Sport canale 251 a partire dalle ore 17:30. La partita sarà anche disponibile sul canale Sky sport Serie A DTT al canale 383 del digitale terrestre a partire dalle ore 18:00. Ovviamente prima della partita, la programmazione dell’emittente televisiva prevede che ci sia un ampio prepartita con tanto di approfondimenti e dichiarazioni a caldo dei protagonisti.

La telecronaca sarà a cura di Riccardo Trevisani con il commento tecnico di Lele Adani. Oltre che su Sky, sarà possibile vedere il big match tra Torino ed Inter anche in diretta streaming e nello specifico gli abbonati Sky potranno utilizzare la piattaforma Sky Go, che da la possibilità di poter guardare non soltanto le partite di calcio, ma molti programmi sia su dispositivi mobili che sul PC. Per chi volesse, la partita è anche disponibile attraverso Now Tv, ovvero il servizio streaming online che viene offerto da Sky e che da la possibilità di vedere tutti i contenuti sportivi della Pay TV satellitare una volta però sottoscritto un abbonamento, che può essere giornaliero. settimanale oppure mensile.

Probabile formazione Torino-Inter 26 gennaio 2019
TORINO (3-5-2): Sirigu; Izzo, N’Koulou, Djidji; De Silvestri, Baselli, Rincon, Ansaldi, Aina; Belotti, Iago Falque.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Brozovic, Vecino; Politano, Nainggolan, Perisic; Icardi.

Due numeri 9, due capitani, due venticinquenni sposati con donne-manager, due possibili crack di mercato, due attaccanti (che vengono schierati spesso come unica punta) in cerca di consacrazione con le maglie di Italia e Argentina e chiamati domani a dare una bella spinta a Torino o Inter. Il Gallo Andrea Belotti si specchia in Mauro Icardi (e viceversa), perché tante sono le analogie tra i due. Ma il numero 9 granata invidia certamente i 13 punti in più dell’Inter, che per il Toro avrebbero il significato di un’ipoteca sull’obbiettivo stagionale (mai dichiarato, ma reale) del ritorno in Europa.  Lo stesso, però di livello più alto, inseguito dai nerazzurri, che la Champions League ripresa l’anno scorso vogliono tenersela stretta.

QUI TORO Chissà se dentro di sé il Gallo si augura di poter affrontare questa sfida scortato da Zaza e Falque in un assetto da commandos che il Toro si è dato pochissime volte e mai per l’intera partita. Certo è che Andrea ha dovuto mandare giù in questo deludente avvio del 2019 le critiche per quel dispendio di energie, con relativo appannamento in zona nevralgica, che he hanno caratterizzato le prestazioni. Belotti, da leader, si è speso e sfiancato molto nel rincorrere gli avversari, nel ripiegare fin nella propria area per contrastare difensori dotati di senso del gol, specie sulle palle da fermo.

UN AIUTO Stavolta però il Toro deve guardare anzitutto al suo assetto offensivo: le concorrenti hanno fatto uno scatto significativo, occorre replicare con una impresa altrettanto significativa. Quindi Mazzarri sta riflettendo su come aiutare il suo capitano senza mettere a repentaglio l’organizzazione generale. E le imperfette condizioni fisiche di Baselli e Parigini (oggi il test decisivo), la squalifica di Meité e l’inesperienza di Lukic sono elementi che favoriscono il varo di un tridente arricchito da Falque e Zaza sugli esterni. Quindi un 3- 4-3 puro che però è stato adottato solo in rare circostanze. Più collaudato il sistema che prevede alle spalle di Belotti due trequartisti, cioè Iago a destra e Berenguer sulla corsia mancina, con Ansaldi e Rincon in mediana, De Silvestri e Ola Aina sugli esterni. Il 3-5-2 tanto caro all’allenatore sarebbe possibile solo se Baselli (reduce da dieci giorni di stop) desse ampie garanzie di tenuta. In questo caso, fuori Zaza o Iago.

QUI INTER In casa nerazzurra Maurito Icardi punta a ribaltare il risultato del duello tra numeri 9 andato in scena a San Siro a fine agosto. Allora cantò il Gallo (con tanto di gol) e l’argentino tornò negli spogliatoi a testa bassa, consapevole di aver deluso il popolo interista. Anche stavolta Andrea si farà consigliare dalla moglie-musa Giorgia (che non è la sua procuratrice ma ha un certo ascendente anche professionale sul marito), mentre Icardi proverà a rispondere con Wanda Nara, mai come in queste settimane centro di gravità dell’attaccante di Luciano Spalletti.

Con la trattativa sul rinnovo in fase di decollo definitivo, la moglie agente è sempre in prima pagina: ha fatto polemiche, ha stuzzicato l’Inter e adesso dopo il primo incontro ufficiale con Beppe Marotta al tavolo sta per entrare nel vivo del suo ruolo. L’Inter vuole offrire al marito 7 milioni all’anno togliendo la clausola compromissoria, Wanda ne vuole 9 e preferisce tenere la clausola alzandola: la strada sembra davvero tracciata e Mauro nell’attesa… spera di tornare decisivo con i suoi gol. Al Torino ha segnato 3 volte in 11 precedenti (uno con la Samp), ma è a secco negli ultimi 4 incroci, nei quali l’Inter ha infilato 3 pareggi e una sconfitta. Un motivo in più per rimettersi a segnare. Visto che il periodo d’oro ottobre-novembre inizio dicembre sembra lontanissimo e i gol in campionato mancano dal 15 dicembre (rigore- cucchiaio a San Siro contro l’Udinese) e che i nerazzurri con Maurito appannato sotto porta hanno molta difficoltà a trovare la rete con altri giocatori. In soldoni: Icardi deve riprendersi l’Inter e l’Inter ha assolutamente bisogno di Icardi per blindare al più presto la Champions. Sempre che il Torino e il gemello diverso del gol Belotti lo permettano.

Houston abbiamo un problema». Se fossimo in un film, probabilmente la situazione legata a IvanPerisic potrebbe essere descritta così, con l’Inter nelle vesti della Nasa a Houston. Già, perché il croato oltre a non aver reso finora come ci si aspettava (3 gol in campionato contro i 7 allo stesso punto della passata stagione; 0 in Champions), non sta vivendo un momento sereno – eufemismo – ad Appiano e dintorni. Nelle ultime settimane Perisic ha capito di non essere più un intoccabile in vista del futuro, anzi, di essere probabilmente il primo della lista dei partenti a fine stagione, il giocatore con cui mettere a segno una cospicua plusvalenza (a giugno il suo cartellino sarà a bilancio per meno di 10 milioni). Per questo motivo ha iniziato a guardarsi intorno, quando ha potuto – vedi trasferta dell’Inter a Londra per sfidare il Tottenham – ha rilasciato dichiarazioni d’apertura per un futuro in Premier. L’Inter e Spalletti, che fino a poco tempo fa lo ritenevano un intoccabile (il tecnico lo ha praticamente sempre schierato titolare), hanno cominciato a ragionare su una squadra senza di lui, anche perché Keita, quando ha giocato largo a sinistra ha sempre prodotto ottime prestazioni.

Perisic, come detto, si vede in Premier: in fondo il Manchester United – quando c’era Mourinho, però – lo ha corteggiato per un paio di estati, ma non si è mai minimamente avvicinato alla valutazione fatta dall’Inter per poterlo lasciar partire. Dopo il Mondiale nessuno si è fatto avanti e neanche il club nerazzurro ha preso in considerazione di cederlo, anche perché non c’era molto tempo per sostituirlo (era tornato ad Appiano l’11 agosto dopo le vacanze, il mercato chiudeva dopo una settimana). Il problema – per Perisic, ma anche per l’Inter – è che di offerte concrete per il croato non ne sono arrivate. Nè in estate, ma neanche negli ultimi giorni. L’Inter avrebbe probabilmente anche ascoltato le proposte, ma nessuno si è fatto avanti mettendo sul piatto i 35-40 milioni richiesti. E da quanto filtra, questo stallo non ha migliorato l’umore di Perisic. Anzi. Pare che l’esterno nell’ultima settimana non si sia allenato benissimo. Spalletti non è contento e negli ultimi giorni, con Keita ko, ha provato a sinistra Candreva. L’ex laziale ha chance di giocare al posto di Perisic in quel di Torino domani, ma anche Politano non è al top fisicamente, quindi non è da escludere che alla fine Perisic trovi posto nell’undici di partenza. E’ chiaro, però, che questa situazione rischi di complicare il cammino stagionale dell’Inter. Perisic quasi certamente resterà nerazzurro fino al termine dell’annata e l’Inter tutta – tecnico e dirigenti – dovranno essere bravi a rigenerarlo nel fisico e nella mente affinché il croato torni a standard di rendimento positivi. Ne ha bisogno la squadra per raggiungere gli obiettivi, ma anche club e giocatore stesso affinché a fine stagione possano arrivare delle offerte che rendano tutti soddisfatti.

Per altro, quella di Perisic non è l’unica situazione da monitorare in casa Inter in questi ultimi giorni di mercato: anche Miranda, Ranocchia, Dalbert, Gagliardini e Candreva, chi più, chi meno, ha manifestato l’interesse a cercare un’altra sistemazione per trovare maggiore spazio.

In attesa di verificare come si svilupperà il mercato del Torino negli ultimi giorni di trattative, possiamo occuparci ancora una volta delle manovre del West Ham, seppur a volo d’uccello: perché una notizia rimbalzata ieri dall’Inghilterra rafforza indirettamente le parole categoriche già dettate a Tuttosport da Cairo, che avevamo riportato sul giornale di ieri («Non vendo Belotti»). La pista di mercato che avrebbe dovuto portare Arnautovic da Londra in Cina si è improvvisamente raffreddata. Accordi economici non trovati, garanzie saltate in aria. L’attaccante ha così annunciato che non lascerà il West Ham. Decade di conseguenza uno dei presupposti fondamentali che erano alla base dell’interesse dei londinesi per il Gallo: non si sta per aprire una voragine nel cuore dell’attacco del West Ham, come invece pareva fino a due giorni fa. L’interesse dei londinesi per Belotti, peraltro, era già stato comunque stoppato da Cairo, e non solo perché le offerte fatte ufficiosamente circolare dalla società inglese (attraverso un intermediario internazionale) non superavano i 45 milioni di euro. Il presidente granata si era comunque detto non disponibile a valutare la cessione del proprio centravanti, il quale, a sua volta, aveva fatto sapere di non essere interessato a lasciare il Torino in questa finestra di mercato (per finire, oltretutto, in un club di metà classifica in Premier: non certo una gran sirena). Insomma, l’allarme risuonato nei giorni scorsi non ha più ragion d’essere, a questo punto.
perché jesé può essere una soluzione
Una buona notizia, certo. Ma che per adesso non si accompagna con la certezza di rinforzi in arrivo per Mazzarri. Nella prossima settimana, giovedì sera, si chiuderà il mercato. Al Torino servirebbe almeno un jolly offensivo, tanto più in considerazione della partenza a inizio gennaio di Soriano. Cairo, Petrachi e Mazzarri hanno nuovamente ragionato sulla possibilità/necessità di trovare una mezzala dalle caratteristiche offensive, o eventualmente di un trequartista. E i segnali che arrivano dal club granata portano a sottolineare la volontà dei vertici del club di soppesare in extremis qualche giocatore in esubero di medio-grandi squadre, ovviamente non solo italiane. Si cerca infatti un profilo di qualità e dotato di buona esperienza. Non potrà essere però Candreva, tanto per fare un esempio d’attualità, dopo le parole dell’altro ieri del suo agente Pastorello («Gioca poco, per cui ora teniamo le antenne dritte sul mercato»): non potrà essere Candreva, e non soltanto perché il nerazzurro è un esterno puro, e non certo una mezzala classica. L’Inter è sì disposto a prestarlo (l’ex azzurro è ai margini), ma le condizioni economiche non sono certo interessanti per il Torino. Candreva guadagna 3 milioni abbondanti, netti. E comunque non possiede quelle caratteristiche tattiche che servono ai granata. In tale scenario resta invece d’attualità la pista che porta a Jesé del Psg: i parigini stanno cercando di piazzarlo in prestito affinché torni a giocare con buona continuità e, come noto, l’hanno offerto anche al Torino. I granata hanno preso tempo, per una serie di ragioni.
Il ragazzo, intanto, ha raccolto tutta una serie di informazioni sulla squadra granata e sta ora aspettando sviluppi. Il Psg ha poi ribadito la disponibilità a pagare il 60% dello stipendio di Jesé, di qui a giugno (lo spagnolo è un jolly offensivo/ala sinistra facilmente schierabile in un 3-4-3: è quanto può interessare al Toro). Infine, un aggiornamento su Vanja Milinkovic-Savic, giovane portiere di proprietà granata, girato in estate in prestito alla Spal (dove però non ha spazio). Il suo trasferimento all’Ascoli pareva ormai cosa fatta, invece è saltato in extremis: si riapre un problema per il Torino, che sta intanto cercando una soluzione in prestito anche per Edera. Il tutto, mentre da un campione di tifosi granata (un campione simbolico, ma comunque indicativo) viene sottolineata la necessità di trovare rinforzi di qualità sul mercato per meglio cullare sogni di rimonta in classifica: i risultati dei sondaggi proposti ieri su Tuttosport.com, che pubblichiamo qui a fianco, meritano riflessioni.

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