Tumore al seno: Test Oncotype utile per sapere se fare chemioterapia o no

Una donna con tumore al seno in fase iniziale, senza linfonodi coinvolti, o comunque con un piccolo coinvolgimento linfonodale. In quali casi potrà trarne beneficio da una chemioterapia dopo l’intervento chirurgico. Fino adesso la risposta non è univoca, con il rischio sottoporre chemioterapia anche quelle donne che avrebbero potuto evitarla, ad oggi lo scenario cambia completamente con la messa a punto di non contare di Oncotype un test di genomi da cellulare in grado di valutare la possibilità di trarre reale beneficio da una chemioterapia, un teste estremamente raffinato che rende sempre più concreto il concetto di oncologia di precisione, come confermato da uno studio i cui dati sono stati presentati dal 20º congresso nazionale e che hanno valso il riconoscimento come miglior poster al professor Riccardo Masetti della fondazione policlinico Agostino gemelli di Roma:

“Questo è un test molto utile, il quale si può utilizzare non tutti i tumori del seno, ma in una larga parte, in particolare quelli che hanno recettori ormonali positivi e che non hanno un’amplificazione dell’oncogene er2 e in donne e con questa tipologia di tumori, o non hanno linfonodi interessati o danno l’interessamento minimo di non più di tre linfonodi”.

Questo teste rappresenta una vera rivoluzione nel paradigma diagnostico terapeutico di moltissime donne, è già stato inserito nelle linee guida europei ed internazionali ed è applicabile il sistema sanitario nazionale possa includerlo al più presto fra gli esami previsti per i pazienti oncologici anche in Italia, come sta accadendo già in altri paesi europei.

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