Brad Pitt accuse pesanti dal reverendo Charles Duplessis

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Si chiama “Make it right”, che in inglese significa “fare la cosa giusta” per risolvere un problema. Invece la fondazione benefica concepita da Brad Pitt dopo il 2005 per aiutare le vittime dell’uragano Katrina, di problemi ne sta. creando. Alla salute, soprattutto.

E gravi. Ci sono stati anche decessi. Sono di questi giorni, infatti, le denunce di amici e parenti di alcuni residenti per le morti causate dalla presenza di muffe tossiche, legno marcio e materiale simile all’amianto all’interno delle abitazioni che Brad Pitt destinò alle persone rimaste senza tetto a New Orleans. Si tratta di 190 case “sperimentali” costruite nel 2007 e in vendita a prezzi accessibili (essendo per lo più persone a basso reddito). Avrebbero dovuto essere anche ecosostenibili e a prova d’uragano.

«Ci viveva da soli diciotto mesi»

C’è un aspetto ancor più grave: pare che l’associazione fosse a conoscenza dei problemi delle abitazioni. Tanto da far firmare ai residenti un “accordo di riservatezza” per nascondere lo scandalo. La rabbia, però, è stata più forte della paura delle conseguenze legali. «Trudy è morta dopo 18 mesi vissuti in quelle abitazioni. Aveva gravi attacchi di bronchite. Bisogna fermare questa epidemia: anche se questo non la riporterà in vita, almeno servirà a salvare altre vite da morti premature e malattie gravi», denuncia il reverendo Charles Duplessis, 68 anni, cognato di Trudy Green, venuta a mancare nel gennaio 2018 all’età di 57 anni.

Alcuni residenti non si sono limitati a protestare: le case di Lloyd Francis e Jennifer Decuir avevano problemi strutturali da tempo, ma quando sono sopraggiunte le malattie respiratorie e i mal di testa sono diventati cronici, hanno dato mandato all’avvocato Ron Austin di intentare causa. «Deve esserci giustizia. Non basta esaminare le strutture, bisogna tutelare la salute, che è molto più importante», ha ribadito il reverendo Duplessis, che guida la protesta da una chiesa nella zona.

Uno studio effettuato da Judith Keller, ricercatrice dell’Università di Heidelberg, in Germania, ha fotografato una situazione a dir poco drammatica: su 109 case prese in esame, 44 necessitavano di importanti riparazioni o complete ristrutturazioni, mentre 17 erano infestate da muffa, con intere zone marce. Complessivamente, oltre il 60 per cento delle proprietà presentava problemi strutturali. Un autentico disastro. E Brad Pitt? A oggi non ha voluto commentare le accuse.

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