Carolyn Smith i retroscena della malattia per i suoi 60anni

Severa il giusto, vulcanica, perfezionista. Quando dal bancone di Ballando con le stelle alza una paletta per dare i voti a una coppia in gara, a qualcuno prende la tremarella. «Sono molto obiettiva, non regalo punteggi e non faccio sconti a chi ho di fronte. Giudico il ballo, la performance, l’intensità». Con la stessa serena obiettività guarda indietro e valuta la sua vita, i suoi primi sessantanni, che compie il 16 novembre. Le chiediamo: Carolyn Smith, estrarrebbe il voto più alto? «Sì, un bel dieci tondo.

La vita con me è stata generosa, mi ha dato una famiglia, faccio il lavoro che amo e anche dopo quello che ho avuto, un cancro che sto ancora combattendo, io sono soddisfatta del mio percorso e di come lo sto affrontando: a testa alta e senza far pesare nulla a nessuno, nemmeno nei momenti più bui. Rifarei tutto, errori compresi, anche perché sin da piccina mia mamma mi ripeteva sempre: segui il tuo istinto, coltiva le passioni, fai quello che ti sembra giusto. E se capita che sbagli, sbatti il naso da sola, solo così si cresce e si impara».

Carolyn è un’esplosione di energia e parole. «Lo sono sempre stata, anche da bambina. Quando avevo 4 anni, i miei mi iscrissero a danza classica e tip-tap nel tentativo di placare la mia esuberanza. Ottennero, però, il risultato contrario: mi piaceva talmente tanto che la sera rincasavo ancora più carica», ride Carolyn. Poi ricorda: «All’inizio non avevo capito che la danza sarebbe stata il mio futuro. Volevo essere attrice, diventare brava come quelle americane, o fare la segretaria privata, qualcosa che però non mi omologasse. Ho sempre cercato di differenziarmi, anche nello stile.

Pure oggi è così: amo stravolgere il look, osare con il colore dei capelli, con il taglio. È come se cambiassi pelle ogni volta», sorride, poi prosegue nei ricordi e svela che il sogno di arrivare a Hollywood si infranse a 12 anni. «Ho smesso di immaginarmi attrice quando, per alcuni problemi alle ginocchia, sospesi gli allenamenti di danza. Mi sentii persa, mi mancava qualcosa: in quel momento compresi che il ballo sarebbe stato parte di me, per sempre, anche se mamma mi raccomandava di continuare a studiare. Ricordo ancora che andavo a fare le gare nel weekend, e magari terminavano la sera tardi della domenica.

Il tempo della premiazione e poi via di nuovo verso casa, anzi verso scuola, perché talvolta il tragitto era talmente lungo che mi fermavo in autogrill a togliere trucchi e lustrini usati durante la competizione e mi facevo portare direttamente davanti alla scuola. I compagni mi prendevano in giro perché avevo i residui dei brillantini nei capelli, ma non me ne curavo troppo. Ero già abbastanza tosta allora». Spiegaci. «Di indole ero un maschiaccio. Solo crescendo ho imparato quando sia importante la femminilità, il sapersi muovere in modo elegante.

La danza mi ha molto aiutato in questo e io, oggi, questo principio lo ribadisco nel mio Sensual Dance Fit, un programma pensato per tutte le donne che desiderano riscoprire sensualità, femminilità e le potenzialità del proprio corpo attraverso il movimento e la danza». Mentre parliamo, al fianco di Carolyn c’è il marito Tino. «Siamo insieme dal 1989, sposati dal 1997. Tanto? Troppo, direi», e scoppia a ridere. «La nostra forza sta nel fatto che siamo due persone diverse, che spesso si punzecchiano o litigano per piccole cose, ma fanno subito pace. Io sono un vulcano, lui è tranquillo, sembra che andiamo in direzioni opposte, ma la destinazione è la stessa».

Poi confida: «Lui mi segue e mi supporta sempre. Ero la sua insegnante di ballo, ci siamo innamorati e dopo tanti anni siamo ancora qui. Uniti e solidi. Sarebbe stato bello avere un figlio, ma non è arrivato. Però, con la danza, ho sempre avuto attorno tanti giovani, che per me sono come figli». Come si nota dalle immagini, Carolyn è in gran forma. «Ho perso 12 chili seguendo una dieta che mi ha insegnato a mettere ordine nell’alimentazione. Ho abolito gli zuccheri, per esempio, i fuori pasto sfiziosi, e ho aumentato verdura e pesce».

Ma il 16 novembre uno strappo alla regola ci vuole… «Certo che sì. Quel giorno è tutto concesso, persino la millefoglie alla crema che adoro. Sono a Roma, per la chemioterapia, poi torno in Veneto, dove vivo e c’è la mia famiglia. Questo è il regalo più grande. Ma se Tino, che non ama fare regali, volesse accogliermi con una sorpresina…». Carolyn strizza l’occhiolino e scoppia in una sonora risata.

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