E’ girata di tre quarti. Il seno ben coperto dal braccio, e del resto non ci vuole molto, sarebbe bastato un dito. Indossa delle mutande scure da colonia estiva sull’Adriatico, che nemmeno la Madre Superiora le troverebbe scandalose. Eppure, dicono i giornali, i fan di Chiara Ferragni si sono infiammati alla vista di queste foto su Instagram.

Ci viene da pensare che debbano essere secchi e aridi come certi boschi della Liguria quando destate imperversa il più africano degli anticicloni. Ma buon per loro, niente di grave: sono riusciti a spegnere l’incendio a secchiate di like… Noi, anche sforzandoci, cambiando angolatura alla ricerca di nuove prospettive, affidandoci alle formule più complesse della diffrazione ottica, niente.

Non vediamo niente. Ma siccome nulla è lasciato al caso nel mondo di questa scaltra influencer, non ci meraviglierebbe che stia per lanciare sul mercato una nuova linea di vasche da bagno stile rustico masseria, piuttosto che abbia acquisito il 51% di qualche azienda di rubinetteria (considerando quelle norme fontana uncinata inquadrata anche in primo piano): sarebbe comunque meglio che essere inondati da una moltitudine di mutandine griffate Ferragni su tutti i manichini della penisola, isole comprese.

Le manca Fedez, si mormora, altrimenti le avrebbe sfilate anche qui, in Salente, come fece in quel viaggio in Polinesia un po’ di tempo fa. Che poi è forse proprio questo il nuovo core business del rapper italiano: coprire con il suo corpo statuario le forme della bella mogliettina. Quando ce lui, le toglie. È ormai assodato. Certo è che, dopo la loro recente visita agli Uffizi, ci saremmo aspettati che il concetto artistico di nudità le fosse rimasto bene impresso nella mente, inciso nella pelle come uno dei tatuaggi del marito, e in quella vasca avrebbe potuto emulare la Venere di Urbino, seni ben in vista (per chi ci vede bene), mano a sfiorare il pube. E invece eccoli lì, ben visibili, sti slippini, forse per promuoverli. Un’occasione sprecata. Siamo lontani anni luce dalla sfacciata esuberanza delle candele di Gwyneth Paltrow. Accontentiamoci.

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