Diabete di tipo 1 è la più frequente malattia endocrina dell’infanzia

Cominciamo con le cifre: in Italia sono circa 20 mila i bambini e i ragazzi colpiti da tale patologia e, purtroppo, sono in aumento anche i casi di esordio della malattia prima dei 5 anni di età. Se da una parte le possibilità diagnostiche e terapeutiche permettono di vivere e convivere con questa patologia cronica, non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di bambini, spesso piccolissimi, che devono confrontarsi bamogni giorno con medicine, controlli, iniezioni, visite mediche, ma anche con regole che influiscono non solo dal punto di vista pratico, ma anche psicologico.

L’alimentazione Il cibo e la dieta quotidiana svolgono un ruolo chiave nella gestione del diabete. L’obiettivo della terapia nutrizionale nel caso di pazienti bambini è quello di ottenere un buon controllo glicemico senza aumentare il rischio di complicanze acute e croniche della malattia, assicurando allo stesso tempo un accrescimento ottimale e uno sviluppo puberale normale. Una corretta alimentazione non vuol dire una dieta ferrea o regole troppo rigide che potrebbero instaurare atteggiamenti negativi nei confronti non solo del diabete ma anche del cibo: vuol dire invece promuovere un senso di normalità in relazione a cibi e comportamenti alimentari, e un salutare stile di vita non solo per il ragazzo, ma per tutta la famiglia. Come sottolineano gli esperti, l’alimentazione del bambino e del ragazzo con diabete non differisce sostanzialmente da quella di un suo coetaneo sano. L’obiettivo è quello di educare a mangiare in modo sano ed equilibrato, di incoraggiare abitudini alimentari salutari per tutta la vita, in grado di assicurare un benessere sociale, culturale e psicologico. Per questo motivo, i medici, nel caso specifico i Diabetologi Pediatri ed i Nutrizionisti, tengono conto delle tradizioni culturali, etniche e familiari, oltre ovviamente dei fabbisogni nutrizionali dei ragazzi. Una corretta alimentazione, unitamente all’attività fisica, oltre a favorire il mantenimento di un buon controllo dei livelli di glucosio nel sangue, ha lo scopo di assicurare il mantenimento di un peso adeguato anche per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, che nelle persone che hanno il diabete è più alto rispetto al resto della popolazione.

Lo sport L’attività fisica è fondamentale per il benessere di tutti, ancor di più nel caso di persone con il diabete. L’esercizio fisico incluso nei piani terapeutici permette al paziente di avere un ruolo attivo, positivo nel trattamento della patologia. Oltre ad un effetto benefico diretto sul controllo glicemico tramite l’abbassamento del livello di glucosio nel sangue e il miglioramento dell’efficacia dell’attività dell’insulina nel circolo, l’attività fisica costante migliora anche l’attività cardiaca e la circolazione sanguigna, abbassa il tasso di colesterolo e, più in generale, migliora la condizione fisica del soggetto, aiutando così anche a prevenire complicanze a lungo termine della malattia diabetica. Negli adulti, così come nei bambini lo sport influisce anche sull’autostima, sulla fiducia e sul senso di benessere della persona, con grandi benefici sulla qualità della vita. Nel caso di bambini con diabete, sarebbe meglio scegliere sport organizzati e/o di squadra, che permettano loro di partecipare alle attività dei coetanei, promuovendo la socializzazione e aumentando l’autostima. Come gli stessi esperti sottolineano, un bambino con diabete può praticare qualsiasi tipo di sport ed a qualsiasi livello. Recenti esperienze di grandi sportivi con il diabete hanno dimostrato che, con un’adeguata preparazione, si possono praticare in sicurezza a livello agonistico anche sport estremi che generalmente venivano sconsigliati, come l’alpinismo, le immersioni subacquee, ecc. Affinché il bambino e l’adolescente possano praticare un’attività sportiva in sicurezza, è importante che sia lui che la famiglia ricevano una corretta istruzione sull’autocontrollo glicemico, l’autogestione della dose di insulina e dell’apporto di carboidrati al fine di evitare eventi di ipo e iperglicemia. Promuovere quindi l’attività fisica nel bambino in generale, e in quello con diabete in particolare, è importante quanto le raccomandazioni sulla terapia farmacologica e l’educazione alimentare. Lo sport aiuta il bambino/ragazzo a migliorare la fiducia nelle proprie capacità, a praticare una vita equilibrata e sana e a preservare uno stato di benessere psico-fisico, contribuendo così anche nella prevenzione delle complicanze a lungo termine del diabete.ù

Abbattiamo le barriere Senza voler sminuire l’importanza della malattia e del suo controllo, gli esperti vogliono trasmettere il messaggio che il diabete è una patologia che si può tenere sotto controllo e curare in modo efficace. Seguire un corretto regime alimentare, controllare la glicemia più volte al giorno e svolgere un’adeguata attività fisica aiuta i bambini ad avere un corretto sviluppo psicofisico. Superato quindi il momento dello shock della diagnosi, è importante che famiglia e team medico si concentrino sul controllo della patologia, senza per questo trascurare l’aspetto emotivo del bambino. Si tratta infatti pur sempre di una malattia cronica, con cui il bambino deve fare i conti quotidianamente e per tutta la vita, e di una malattia che richiede un controllo costante per mantenersi in salute ed evitare o procrastinare la comparsa delle complicanze. È una patologia che influisce inevitabilmente sullo stile di vita dei bambini, almeno all’inizio stravolgendolo in molti suoi aspetti; tuttavia, a mano a mano che ci si organizza, essa diventa parte della vita del piccolo paziente. È importante, per questo, che il bambino non viva la malattia come un peso, una diversità o un limite, ma che impari in prima persona, in base all’età e alle sue competenze, a gestire il diabete, cosciente che non deve rinunciare alle normali attività quotidiane alle quali si dedicano i suoi coetanei.

Nel Lazio, “Il diabete va a scuola” Si tratta di un progetto che ha preso il via nella Regione Lazio e che ha lo scopo di individuare soggetti e percorsi designati a fornire, in ambito scolastico, assistenza al bambino con diabete, alla sua famiglia ed al personale scolastico stesso, per rispondere alle problematiche connesse alla presenza di alunni che necessitano di somministrazione di farmaci in orario scolastico e per favorire una frequenza sicura rispetto al controllo e alla gestione della patologia. La Regione Lazio, accogliendo le istanze delle Associazioni ADIG Lazio e AGD Viterbo, ha deciso di promuovere e adottare un piano integrato di accoglienza/assistenza del bambino/ragazzo con diabete in ambito scolastico, al fine di consentire il pieno godimento del diritto all’istruzione, alla salute psicofisica ed alla piena integrazione sociale. Ecco i punti che riassumono il ruolo della scuola all’interno del progetto (nello specifico il personale docente e non docente): ❉ partecipare alle riunioni organizzate per conoscere la malattia e le necessità legate al suo controllo;

❉ adoperarsi affinché il bambino/ragazzo con diabete possa partecipare a tutte le iniziative (uscite, giochi, feste scolastiche, ecc…);

❉ adottare tutte le precauzioni del caso (sorveglianza, giusta dose di movimento, attenzione alla qualità e quantità del cibo) per la prevenzione e correzione di eventuali ipoglicemie; ❉ prestare particolare attenzione nel momento di consumazione delle merende e del pasto alla mensa scolastica;

❉ provvedere alla corretta conservazione del materiale necessario per il controllo della glicemia e degli alimenti consegnati dai genitori dello studente con diabete;

❉ consentire il momentaneo allontanamento dalla classe per il controllo glicemico o per la somministrazione dell’insulina, sia con personale esterno autorizzato sia, in caso di autosomministrazione da parte dello studente, con adeguata sorveglianza;

❉ consentire allo studente di comunicare con la famiglia nel caso in cui vi siano dubbi sulla gestione della terapia. In più, il personale che avrà dato la propria disponibilità alla misurazione della glicemia e alla somministrazione dell’insulina e/o del glucagone dovrà partecipare ad una formazione specifica organizzata per approfondire la conoscenza del diabete e provvedere alla somministrazione del/i farmaco/i secondo le indicazioni della terapia.


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