Paolo Rossi chi è la moglie Federica Cappelletti, Malattia, Carriera, Figli e Funerali

Se Vicenza è stata la sua città adottiva, Prato è quella che ha dato i natali a Paolo Rossi, il 3 settembre 1956. E il rapporto è sempre rimasto stretto, forte anche se lui ha vissuto altrove per tanto tempo. «Dell’esser pratese – disse in un’intervista rilasciata in passato a Tv Prato e riproposta in questi giorni – ho preso una grande forza di volontà, non stancarsi e non mollare mai».

E la sua città, sulle orme di quanto fatto da Napoli per Maradona, si sta già muovendo per intitolargli lo stadio che attualmente porta il nome di Lungobisenzio. L’iter politico è già stato avviato e non dovrebbe trovare intoppi perché tutto si concretizzi e diventi ufficiale quanto prima.

Intanto il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, ha proclamato il lutto cittadino oggi, giorno dei funerali che si terranno questa mattina a Vicenza, e ha invitato tutti i pratesi a ricordare e omaggiare l’illustre concittadino mettendo sui balconi e le finestre delle loro case una bandiera italiana, esattamente come accadde nell’estate di 38 anni fa, quella del grande trionfo in Spagna, quella delle prodezze indimenticabili di Pablito.

«Ciao Paolo patrimonio di un intero Paese, figlio di questa città, e grazie per tutte le emozioni che ci hai regalato»: il messaggio di Biffoni mentre alcuni cittadini chiedono di intitolare al campione una strada a Santa Lucia, la frazione a nord del comune di Prato dove hanno vissuto Paolo e la sua fami

Non solo Prato, anche tutta la Toscana piange il proprio figlio scomparso giovedì, sconfitto dalla malattia: il feretro di Paolo Rossi coperto da una corona di rose bianche della moglie Federica Cappelletti ha lasciato ieri mattina la camera mortuaria dell’ospedale Le Scotte di Siena, dove il campione era ricoverato da una decina di giorni.

Nei pressi della struttura striscioni pieni di affetto dedicati a lui affissi da tifosi affranti. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, lo definisce «il più grande calciatore toscano e uno dei più forti di tutti i tempi» e annuncia che verrà presto trovato il modo «per rendere un degno omaggio alla memoria e al valore di questo grande uomo di sport». E sarà in Toscana, a Poggio Cennina in Val d’Ambra nell’Aretino, dove Pablito aveva costruito il suo nido e la sua azienda, che la moglie porterà l’urna con le sue ceneri, la terrà come ha raccontato sempre accanto a lei, in un abbraccio infinito.

La sua morte è stata annunciata su twitter dall’amico e giornalista Rai Enrico Varriale: “Una notizia tristissima: ci ha lasciato Paolo Rossi. Indimenticabile Pablito, che ci ha fatto innamorare tutti in quell’Estate del ’82 e che è stato prezioso e competente compagno di lavoro in RAI, negli ultimi anni“.

Paolo Rossi è deceduto a Roma. Da molto stava affrontando la su partita più difficile contro un male incurabile. Su Instagram la moglie Federica Cappelletti lo ha ricordato pubblicando una foto e una frase (“Per sempre“) seguita da un cuore. Tre i figli: Sofia Elena, Maria Vittoria e Alessandro.

Paolo Rossi storia calcistica

Nasce a Prato, Pablito cosi veniva chiamato, viene ricordato nel panorama calcistico specialmente  per i suoi gol ai mondiali disputati in Spagna nel 1982 che videro l’Italia conquistare la Coppa del Mondo per la terza volta nella sua storia. Paolo Rossi alla fine del mondiale si aggiudicò il titolo di capocannoniere con sei gol e a fine anno il Pallone d’Oro.

Famosissima la sua tripletta al Brasile nella seconda fase a girone dei Mondiali ’82. Insieme a Roberto Baggio e Christian Vieri detiene il record italiano di marcature nei Mondiali a quota nove gol (tre Argentina ’78, sei Spagna ’82), ed è stato il primo giocatore (eguagliato dal solo Ronaldo) ad aver vinto nello stesso anno il Mondiale, il titolo di capocannoniere di quest’ultima competizione e il Pallone d’oro.

Federica Cappelletti di professione è una giornalista, Nata nel 1972, a Perugia. E’ laureata in Lettere Moderne presa a Perugia, una in Scienze della Comunicazione conseguita a La Sapienza di Roma, attualmente è ancora sui libri per laurearsi in Psicologia. Ha lavorato per diversi quotidiani cui la Nazione il Giorno.

Insieme a suo marito scrissero libro edito da Mondadori “Quanto dura un attimo” pubblicato nel 2019 che racconta la parabola del giocatore che in due anni passò dalla squalifica per il calcioscommesse al tetto del mondo con il Mondiale dell’82.

Federica  Cappelletti con Paolo Rossi

La coppia si è conosciuta più 22 anni fa, nell’estate del 2008, il loro è stato un vero colpo di fulmine. Lei è più giovane di 16 anni, ma la differenza non conta: i due si fidanzano e lo rimangono per ben 12 anni. Poi il 10 luglio del 2010 Federica e Paolo si sposano in Campidoglio a Roma.

I figli di Paolo Rossi

Dal loro matrimonio sono nate due bellissime  bambine, Maria Vittoria, la maggiore di 10 anni, e Sofia Elena, di otto anni. Ricorderete alcuni anni fa quando Paolo e sua moglie andarono alle Maldive per rinnovare la loro unione e si risposarono sulla spiaggia.

Paolo Rossi ha tre figli. Il più grande è Alessandro che oggi ha 38 anni, è nato l’anno del mitico Mundial, avuto dal primo matrimonio dell’ex attaccante con Simonetta Rizzato. Alessandro non ha seguito le orme paterne e al pallone ha preferito compasso e squadre. E’ diventato infatti un geometra ed ha lavorato con il padre quando vivevano a Vicenza e l’ex calciatore aveva messo su una società immobiliare.

Dagli accertamenti diagnostici. In questi casi si pensa a una protrusione discale, un’ernia, nulla di irrimediabile. Poi verdetto terribile: tumore ai polmoni. Paolo Rossi, il nostro Pablito di Argentina ’78 e Spagna ’82, se ne è andato così, in poco tempo, portato via da un male cattivo e infido. I colleghi della Rai, la tv per cui faceva l’opinionista, gli sono stati vicini. Gli hanno mandato video motivazionali per sostenerlo nella battaglia. Purtroppo questo 2020 non dà tregua.

Paolo Rossi i funerali si faranno nel Duomo di Vicenza

Quello di oggi è un altro giorno triste e struggente per la comunità di Vicenza, che darà l’ultimo saluto a Paolo Rossi, seppur da distante o incollata alla televisione per la diretta (Rai 2, dalle ore 10). I funerali, previsti con inizio alle 10.30 in Cattedrale, la chiesa simbolo della città del Palladio, si celebreranno a Vicenza per volontà specifica del campione, che qui è esploso calcisticamente e poi ha vissuto per diversi anni dopo aver appeso le scarpe al chiodo.

La cerimonia avrà ingressi contingentati gestiti direttamente dalla famiglia del campione: previsti circa 250 posti numerati, senza possibilità di deroghe. Annunciati, fra gli altri, tutti i compagni di squadra del trionfo al Mundial 1982 di Spagna, ma a Vicenza sono attese altre personalità del mondo sportivo, calcistico, che (soprattutto per quanto riguarda i politici) non state rese note per motivi di sicurezza. Per 200-300 metri attorno alla cattedrale sarà creato una area off-limits, vietata al pubblico, per evitare assembramenti: di fatto quasi una cerimonia privata con un numero definito di invitati e un’area riservata alla stampa (è previsto l’arrivo di troupe televisive da tutto il mondo) all’esterno della chiesa, dove saranno collocati diversi altoparlanti.

Oggi Vicenza, ancora sbigottita e incredula per l’addio improvviso del suo campione, celebra il terzo giorno di lutto cittadino, che prevede anche le bandiere a mezz’asta in tutti i palazzi comunali, per volere del sindaco Francesco Rucco. Quest’ultimo, lo scorso 18 febbraio aveva attribuito la cittadinanza onoraria della città a Pablito, primo sportivo nella storia. Ora lo stesso sindaco ha annunciato l’intenzione di dedicare in tempi brevi all’ex campione un settore dello stadio (già intitolato a Romeo Menti, morto nella strage di Superga del 4 maggio 1949) oppure una strada, che potrebbe essere quella in cui si trova l’impianto, via dello Stadio. Fra i presenti ieri, Claudio Pasqualin, procuratore e grande amico di Rossi, con il quale qualche anno fa ha inciso un disco assieme al ristoratore di Marostica Roberto Ambrosi “Apo”. Proprio l’avvocato Pasqualin ha lanciato un’idea: «Paolo amava molto passeggiare in città, dedichiamogli in tempi brevi una delle grandi piazze del centro storico, sarebbe una bella iniziativa».

Una folla immensa, indicata tra le 3.500 e le 4.000 persone, ha omaggiato ieri la camera ardente allestita sul terreno del Menti, all’uscita degli spogliatoi, sotto la tribuna centrale numerata. L’automobile con il feretro ha fatto il suo ingresso allo stadio Menti attorno alle 12, attesa da una ventina di persone e da moltissimi giornalisti. La bara, di noce chiaro, era riparata da un gazebo color nero, alto circa 3 metri, con quattro grandi mazzi di fiori, bianco e rossi, adagiati a terra all’altezza dei sostegni. All’inizio, in cerchio, c’è stato il saluto dei parenti più stretti, tra cui la seconda moglie Federica Cappelletti con le due figlie, Maria Vittoria, Sofia Elena; la prima compagna di vita, Simonetta Rizzato e il figlio Alessandro, entrambi residenti a Vicenza.

L’apertura al pubblico è avvenuta alle 15, quando si era formata una coda di oltre un chilometro: tutti in attesa, in rigoroso silenzio, sfidando anche il freddo che si è intensificato dopo il tramonto. Una lunga processione che, metro dopo metro, ha avanzato sotto gli occhi di una ventina di stewart, attenti al rispetto delle distanze di sicurezza. Un serpentone che ha costeggiato il versante dello stadio verso il fiume Bacchiglione per poi entrare al “Menti” dall’ingresso principale, transitare nell’area spogliatoi e quindi uscire sul campo di gioco. A tutti è stata data la possibilità di fermarsi solo per una manciata di secondi, il tempo di uno scatto con lo smartphone o un segno della croce. Tra coloro che sono stati notati, l’allenatore della Fiorentina ed ex c.t. della nazionale, Cesare Prandelli e Marco Tardelli, uno dei compagni in azzurro del mondiale di Spagna.

La chiusura era prevista alle ore 20, ma a quell’ora all’esterno dell’impianto c’era ancora una lunga fila, di almeno 300-400 metri e per motivi di correttezza è stato consentito a tutti una visita, fino ad esaurimento e così si è proceduto sino ad oltre le 21. Poi un’ultima iniziativa, organizzata dagli ultras della Curva Sud: una lunga fiaccolata che all’uscita dello stadio ha accompagnato lungo Viale dello Stadio il carro funebre con il feretro per circa mezzo chilometro.

L’omaggio al campione di Spagna 1982 ha riguardato anche la gente comune: decine di striscioni e manifesti con la scritta “ROSSI GOL”, in stampatello maiuscolo, sono stati esposti per ricordare la figura dell’ex attaccante del Lanerossi. L’iniziativa è stata lanciata attraverso i social ed è legato al ricordo di un vecchio striscione che comparve allo stadio nella stagione 1976-1977, in serie B, quando Rossi, illustre sconosciuto, iniziò a segnare a ripetizione. I cartelli sono esposti nelle vetrine dei negozi, nei davanzali delle case, nelle piante e anche nella sommità di alcuni monumenti storici. Un’iniziativa spontanea che significa un “grazie immenso” ad un campione e a un uomo che non sarà mai dimenticato.

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One thought on “Paolo Rossi chi è la moglie Federica Cappelletti, Malattia, Carriera, Figli e Funerali

  1. Ciao Paolo, un grande campione che ha giocato il calcio più semplice del mondo…. R.I.P. campione di calcio e di vita.

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