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Paris, la figlia di Michael Jackson debutta nel ondo della musica

Se suo padre potesse vederla sarebbe orgogliosissimo di lei. Paris, la figlia dell’eclettico re del pop Michael Jackson – scomparso tragicamente a Los Angeles il 25 giugno del 2009 per un’overdose di farmaci quando lei aveva soltanto 10 anni – oggi è cresciuta fino a diventare non solo una donna bellissima, ma anche un’artista capace, con le idee molto chiare.

Ha trovato la sua strada nel regno della musica tanto amata da papà. Il 13 novembre è uscito infatti il suo primo album dal titolo Wilted, anticipato dal singolo Let Down, una ballata romantica e struggente in cui Paris Jackson canta per la prima volta da solista. «Sono grata ai miei amici, alla mia famiglia e ai miei colleghi per avermi sempre sostenuto e incoraggiato a fare ciò che mi rende più felice, la musica», ha dichiarato. «Questa canzone significa molto per me.

È una piccola parte di una storia molto più ampia. Ci ho messo il cuore e l’anima. Crearla mi ha dato speranza e spero che possa portare gioia alle persone che la ascoltano». Occhi incredibilmente azzurri e chioma bionda selvaggia, Paris ha il fisico slanciato di una modella e la tenacia caparbia e irrefrenabile di chi ha capito che per essere felici è necessario prima di tutto dare spazio alle proprie passioni.

Nel video che accompagna l’uscita del disco, con una voce limpida e sottile che di primo acchito ricorda in modo impressionante quella del padre, danza, in un’atmosfera romantica e gotica, indossando un abito da sera vintage disegnato nel 2007 dallo stilista Alexander McQueen. E in diverse inquadrature è impossibile non riconoscere alcune brevi citazioni al famosissimo video diretto da John Landis che nel 1983 accompagnò il singolo Thriller, con cui Michael Jackson conquistò un successo senza precedenti.

Paris ha forse inconsciamente dedicato il brano del suo esordio da solista all’uomo che l’ha amata più di tutti, quello che ha sempre descritto come «il miglior padre che voi possiate mai immaginare». Ma nella canzone c’è anche il dolore per una storia d’amore finita, quella con l’ex fidanzato Gabriel Glenn, una relazione molto intensa, durata due anni, conclusasi di recente. «Gabriel non mi fa sentire sola», aveva detto quando la loro love story era ancora proiettata verso una prospettiva solida e concreta. «Ha un impatto su di me, sulla mia vita e sul mio cuore così intenso che non saprei minimamente descrivere.

Non posso immaginare la mia vita senza di lui». Paris, che aveva conosciuto Glenn a un concerto, con lui aveva creato anche un sodalizio artistico, affiancandolo come cantante. «Ho iniziato a scrivere canzoni con la mia chitarra quando avevo 13 anni», ha raccontato. «Ma non ho mai condiviso la mia musica con nessuno finché non ho incontrato Gabriel. Non avevo mai conosciuto qualcuno così in sintonia con me». Insieme hanno fondato il duo The Soundflowers e composto brani con suggestioni folk, facendosi apprezzare con esibizioni nei locali di Los Angeles. Lo scorso giugno hanno pubblicato un album intitolato The Soundflowers e il singolo Your Look (Glorious), lanciato con un video diretto dal fratello maggiore di Paris, Prince Jackson.

I ricavati sono stati donati alle organizzazioni americane Black women lead e Black voters matter Fund, che tutelano i diritti degli afroamericani, una causa che sta molto cuore a Paris. Ma la separazione da Glenn ha interrotto tutto. Un addio che è solo la punta dell’iceberg di una vita costellata da distacchi dolorosi. Paris, che deve il suo nome a Parigi, la città in cui il padre Michael l’avrebbe concepita con la seconda moglie, l’infermiera americana Deborah Rowe sposata nel 1996, ha dovuto affrontare molti momenti cupi, compresi ricoveri in rehab e si dice persino un tentativo di suicidio.

Quando i suoi genitori divorziarono, nel 1999, la madre dichiarò di aver concepito entrambi i figli avuti da Michael Jackson – quindi sia Paris sia Prince – grazie all’inseminazione artificiale con un donatore sconosciuto, e di non aver mai avuto rapporti intimi con il marito. Si scatenò una battaglia legale che Michael Jackson vinse, ottenendo l’affido esclusivo dei figli. Dopo la sua morte i bambini furono affidati alla nonna paterna Katherine, con cui hanno vissuto in California.

Arrivata all’età critica dell’adolescenza, Paris subì anche il dramma del bullismo che secondo fonti attendibili la spinse a tentare il suicidio. Venne trasferita in una scuola speciale nello Utah e lì frequentò il liceo. Ma un altro choc segnò la sua vita: nel 2019, quando il documentario Leaving Neverland diretto dal regista britannico Dan Reed riportò alla luce la presunta pedofilia di Michael Jackson con le accuse di due uomini che dichiararono di essere stati abusati dalla popstar quando erano bambini, ci fu chi temette che il suo fragile equilibrio psicologico potesse incrinarsi.

Ma l’intensità e la forza con cui Paris è tornata a cantare, e per la prima volta da sola, lasciano intendere che ora la sua vita abbia preso la direzione giusta. Oltre ad aver preso parte come attrice ad alcune serie televisive tra cui Scream – the Tv series, presto la vedremo sul grande schermo: ha un ruolo da coprotagonista nel film comico The space between, ambientato a Los Angeles, in cui interpreta, guarda caso, una cantante alla ricerca della sua grande occasione.